Come annunciato in data odierna dai profili social ufficiali di MUBI Italia, dopo l’anteprima mondiale all’81esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia e l’uscita nelle sale italiane avvenuta lo scorso aprile con la distribuzione di Lucky Red, Queer, il nuovo film di Luca Guadagnino, sarà disponibile in streaming sul catalogo streaming di MUBI a partire dal 1° agosto 2025.
Ambientato nella Città del Messico degli anni Cinquanta, Queer è tratto dall’omonimo romanzo semi-autobiografico di William S. Burroughs. Il film racconta la storia di William Lee (interpretato da un ottimo quanto inedito Daniel Craig), un americano solitario e tossicodipendente rifugiatosi all’estero, che vive ai margini della società e lotta contro la propria alienazione. Quando incontra Eugene Allerton (Drew Starkey), un giovane avventuriero affascinante e sfuggente, Lee sviluppa un’ossessione amorosa intensa e distruttiva, che lo trascina in un viaggio emotivo fatto di gelosia, idealizzazione e desiderio non corrisposto.
Oggetto di forte interesse, oltre che di discussione da pubblico e critica, sin dai suoi primi attimi di vita, Queer si presenta come una riflessione sull’identità, sull’amore ossessivo e sulla fragilità maschile, e di come quest’ultima, se immersa in un’atmosfera onirica, possa sfumare nel delirio percettivo. La regia asciutta ma profondamente evocativa dialoga con la fotografia rarefatta e i suoni ovattati di una città straniera che diventa labirinto interiore.
Un adattamento rischioso e personale
La scelta di trasporre Queer al cinema non era scontata: il testo di Burroughs, scritto nei primi anni Cinquanta ma pubblicato solo decenni dopo, nel 1985, è segnato da un linguaggio nervoso, frammentato, profondamente legato all’esperienza autobiografica dell’autore. Guadagnino, invece, punta a una messa in scena lineare e concentrata sulle dinamiche relazionali, privilegiando la tensione emotiva rispetto alla sperimentazione linguistica. Il risultato è un’opera più accessibile, ma comunque inquieta e disorientante che incuriosirà e non poco gli affezionati del cinema d’autore nostrano.
Queer si inserisce in una traiettoria ormai evidente e ben nota nella poetica di Guadagnino: quella dell’amore impossibile, degli spazi dell’attesa e della tensione erotica mai completamente liberata. Dopo Call Me by Your Name, Bones and All o il più recente e acclamato Challengers il regista italiano torna a esplorare i limiti del corpo e del sentimento, questa volta scegliendo una forma più essenziale, spogliata, ma non meno d’impatto.
