Recensioni FilmMadre! il film sulla creazione secondo Aronofsky

Madre! il film sulla creazione secondo Aronofsky

Fischiato e insultato, osannato e innalzato a capolavoro, Madre! di Darren Aronofsky é indubbiamente stato uno dei lungometraggi maggiormente controversi della 74esima edizione del Festival di Venezia. Reduce dall’insuccesso commerciale del kolossal biblico Noah, Aronofsky attinge nuovamente da quell’immaginario per costruire una narrazione più cruda, spietata. Non solo la Bibbia a costituire l’ispirazione per questo lungometraggio ma anche titoli quali L’Angelo Sterminatore di Bunuel e Rosmery’s Baby di Polanski dai quali il regista trae temi, simboli e suggestioni in questa storia che ci parla di creazione, tradimento e genitorialità.

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Madre! é la creazione secondo Aronosky.

Madre!, la creazione di Darren Aronofsky – Trama

Un celebre poeta e la sua giovane moglie abitano soli in una dimora isolata. Un giorno, l’improvviso arrivo di una coppia di sconosciuti coniugi, pone termine al loro idillio. Da quel momento, una serie di inquietanti e sinistri avvenimenti iniziano a manifestarsi. Analizziamo dunque il film che ci narra il processo creativo secondo Aronofsky.

Madre! é un film sulla creazione secondo Aronofsky.

Madre! è una matrioska sviluppata in tre livelli: il primo, quello meramente narrativo, é una sapiente metafora sia del rapporto di coppia quanto di quello artista – propria creazione. Marito e Madre sono entrambi creatori.

Se il primo crea astrattamente attraverso la propria arte, la seconda lo fa concretamente portando alla luce un figlio nel finale del film. Due forme di genitorialità diverse ma in fondo affini. Sì perché Madre non é solo effettivamente genitrice ma é anche Musa assolvendo perciò il duplice ruolo materno. Un ruolo ingrato, il suo, poiché in grado solo di offrire senza nulla ricevere.

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Madre! é la creazione secondo Aronosky.

Il secondo, attinge direttamente alla narrazione biblica. In particolare, Aronofsky costruisce la propria parabola discendente sugli episodi della Creazione e dell’Apocalisse. Stimolante é analizzarne il seguente, quello religioso. Posto sotto tale lente il film si ammanta di significati esoterici quanto limpidi. In tale lettura Jennifer Lawrence – la Madre del titolo – é anche una trasfigurazione di Gea, Madre Terra.

Suo marito – Javier Bardem – é invece Dio il quale, annoiato dalla monotonia all’interno della Casa (anch’essa Madre Terra poiché strettamente e simbioticamente legata alla Madre) crea Eva e Adamo (rispettivamente Michelle Pfeiffer ed Ed Harris).

I figli della coppia che subentreranno successivamente in scena sono Abele e Caino, la reliquia preziosa del poeta, invece, é la Mela o il peccato. Il figlio dato alla luce da Jennifer Lawrence nel finale é Gesù Cristo. Sacrificatosi per gli uomini senza che questi cogliessero la grandezza del suo gesto.

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Ed infine il terzo e ultimo livello. Se già la precedente parte ci aveva preparato a questo climax finale, gli ultimi trenta minuti del film ci trascinano in un vortice di esasperata violenza. L’ultima tranche del film, attingendo alle metafore sopracitate, ci ammonisce sull’incombente disastro ambientale della nostra epoca. Madre é infatti devastata, sventrata. Gli adulatori del poeta hanno arraffato tutto, la loro cieca idolatria li ha spinti a sopraffare ogni cosa senza alcun rispetto per i propri ospiti.

Questo rende Madre! un film organico e vivente. Sì perché la Casa, metafora e simbolo della Madre di Jennifer Lawrence, sanguina, si lacera, é vittima tanto quanto lei. Due case, due corpi, due madri, sopraffatte dalla brutalità degli uomini. Un film sui corpi. Corpi che divengono cibo, che danno vita e morte. Un film che ci parla anche della violenza di genere e dei rapporti gerarchici nelle coppie.

Madre! é la creazione secondo Aronosky.

Madre! – Oltre le allegorie

L’intera narrazione della pellicola é affidata alla soggettiva del personaggio di Jennifer Lawrence la quale assiste impotente ad una vera e propria home invasion. Se nella prima parte del girato le ambientazioni sono ariose e pregne di luce – sintomatiche dell’armonia iniziale tra i personaggi e l’ambiente – successivamente, con l’incalzare della violenza, queste cedono il passo a spazi angusti, saturi e privi di luce.

Le immagini del girato – complice una pellicola 16mm – sono tutt’altro che nitide offrendoci una fotografia polverosa, sulfurea. Questa ben si sposa con le inquadrature claustrofobiche specialmente del secondo atto.

Qui la luce perde naturalità e veridicità abbandonandosi a scelte espressioniste che distorcono i volti e gli spazi. Ancora in riferimento alla prima parte, sono suggestive le scelte di Aronofsky per mostrarci il rapporto simbiontico tra Madre e la Casa: campi lunghi dell’abitazione dove Madre si staglia sola.

Madre! é la creazione secondo Aronosky.

Darren Aronofsky (già regista di Requiem For A Dream, Il Cigno Nero, The Whale) ci trascina con sé in questo viaggio torbido, esasperato, dove – abbandonando il kitsch che lo caratterizza – tutto si asciuga prima di detonare in un turbine brutale. Se quelli precedentemente indicati sono elementi pregevoli del lungometraggio, maggiormente problematici sono gli aspetti relativi alla rappresentazione femminile. Come in molto cinema di Lars Von Trier, anche in quello di Aronofsky le figure femminili sono soventemente martirizzate, caratterizzate in maniera perlopiù funzionale e a supporto dei personaggi maschili. Figure sacrificali a tutti gli effetti.

A proposito di ciò é emblematico il finale: Madre, sacrificatasi per l’umanità e per il suo Dio, si suicida dandosi fuoco in un atto disperato. Quella che pare essere una cesura diviene in verità un nuovo inizio. La casa, la Terra, si rigenera ed una nuova Madre Natura é pronta a divenire martire per Dio e l’umanità intera – ciò é deducibile anche dal nuovo cristallo sopravvissuto all’incendio quale memoria di una vita precedente. L’atto creativo perpetua. La natura può soccombere ma il desiderio generatore di Dio proseguirà e la sua opera riceverà nuova linfa. Madre! é a tutti gli effetti un film sulla creazione secondo Aronofsky. Benché non privo di difetti, la favola nera del regista merita di essere riscoperta e apprezzata con uno sguardo più lucido.

Trailer

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Nonostante il film non sia esente da problematiche che lo affliggono, Madre! rimane uno degli esperimenti di maggiore suggestione all'interno della filmografia del regista. Attraverso una storia sfaccettata - nonostante l'apparente semplicità - e la molteplicità di letture alla quale essa si offre, il film stimola e turba lo spettatore conducendolo a riflettere lucidamente e criticamente.
Redazione
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