mercoledì, 21 Aprile, 2021
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L’uomo dal cuore di ferro

L’assassinio del protettore del Terzo Reich nazista Reinhard Heydrich è diventato uno degli episodi della Seconda guerra mondiale raccontati più spesso sullo schermo. Ma a differenza delle precedenti interpretazioni sull’assassinio, L’uomo dal cuore di ferro diretto dal regista francese Cédric Jimenez, amplia la portata per tracciare la vita dell’uomo: un ufficiale militare caduto in disgrazia, congedato con disonore dalla marina tedesca, che è stato esortato dalla moglie a unirsi alle neonate SS ed ha scalato i ranghi per diventare l’architetto della Soluzione Finale, uno dei più alti funzionari di Hitler, governatore del Protettorato di Boemia e Moravia, così spietato da guadagnarsi il soprannome di “Il macellaio di Praga”.

L'uomo dal cuore di ferro

Ogni potere ha bisogno di uomini nell’ombra ad occuparsi dei più importanti segreti.

Battuta del film

Durante la Seconda guerra mondiale, l’uomo nell’ombra che doveva occuparsi dei più importanti segreti per la Germania, era proprio Reinhard Heydrich. Un nome che forse non suonerà conosciuto come Himmler o Goebbels, ma è visto da molti come il grande cervello dietro l’Olocausto. La sua responsabilità per la morte di innumerevoli ebrei gli è valso il soprannome di uomo dal cuore di ferro. Perfino Hitler ha descritto Heydrich come uno degli uomini più pericolosi e spietati della Terra. Il fatto stesso che il pubblico in generale non abbia avuto familiarità con questa figura rivoltante per molto tempo ha reso Heydrich un personaggio interessante da un punto di vista letterario per lo scrittore Laurent Binet che nel 2010 ha pubblicato il libro “HHhH” (acronimo in tedesco di “Himmlers Hirn heißt Heydrich“, cioè “il cervello di Himmler si chiama Heydrich“), da cui il film è basato. Jason Clarke assume coraggiosamente il ruolo di Heydrich, mentre Rosamund Pike interpreta sua moglie Lina.

L'uomo dal cuore di ferro

È piuttosto sorprendente vedere come Jimenez dirige la narrazione de L’uomo dal cuore di ferro. Invece di presentare i molti aspetti della storia del film come un susseguirsi di eventi, il regista divide la parte narrativa in due parti, non propriamente uguali e simmetriche. La prima parte mostra l’ascesa al potere di Reinhard Heydrich, mentre l’altra parte raggiunge i combattenti della Resistenza cecoslovacca che tramano il suo assassinio. Jimenez probabilmente intendeva mantenere le riprese in ordine secondo la cronologia narrativa della vita reale dell’Operazione Anthropoid. Tuttavia, allo stesso tempo, la separazione fa sì che i due lati della storia si ombreggino a vicenda. Ad esempio, la metà della storia sulla vita del personaggio di Heydrich, che è piena di conflitti e personaggi colorati, sembra apparire più dinamica rispetto alla narrazione e ai personaggi dell’altra metà della storia che è simile a un tipico film di Hollywood con due eroi simpatici, tanta azione, tensione e un pizzico di romanticismo.

L'uomo dal cuore di ferro

Oltre ad attenersi al punto di vista di Heydrich nel primo tempo di esecuzione, il film illustra in modo lucido e agghiacciante come i nazisti si siano trasformati da un gruppo disorganizzato di ribelli e perdenti insoddisfatti in una macchina da guerra ben oliata e spietata, le cui uccisioni sistematiche li hanno portani ai vertici, incluso Heydrich. Jimenez rafforza ulteriormente l’impressione della storia raccontata dall’interno verso l’esterno facendo lavorare il direttore della fotografia Laurent Tangy principalmente con telecamere portatili, che mettono il pubblico proprio nel folto di cose. E fino al finale, quando diventa quasi sdolcinato, la partitura vagante e martellante del compositore Guillaume Roussel viene utilizzata in modo molto efficace.

L'uomo dal cuore di ferro

Essendo un film che racconta l’atmosfera della Seconda guerra mondiale, Jimenez riesce a presentare la giusta atmosfera attraverso la qualità di tutta la produzione. Il trucco e i costumi si distinguono per fare la giusta impressione. Allo stesso modo la scenografia, gli arrangiamenti musicali e la fotografia rafforzano ulteriormente la qualità de L’uomo dal cuore di ferro. Nei panni del brutale e freddo generale Heydrich, Clarke offre un’interpretazione estremamente convincente. Anche con le azioni che renderebbero difficile per chiunque vederlo come un mostro, Clarke riesce comunque a dare al personaggio un tocco quasi umanista. Sebbene l’assassinio di Heydrich sia stato adattato in diversi film prima di questo, la maggior parte di essi risalgono tra gli anni ’40 e ’70. Questa è un’introduzione tempestiva che potrebbe avvicinare gli spettatori più giovani sugli eventi storici.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SINOSSI

"L'uomo dal cuore di ferro", ben diretto dal regista francese Cédric Jimenez, traccia l'ascesa al potere del generale delle SS Reinhard Heydrich e della famosa Operazione Anthropoid con la finalità di ucciderlo.
Maria Rosaria Flotta
Laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul cinema d'animazione. Curiosa, attenta e creativa. Appassionata di cinema, arte e scrittura.

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