La strada stretta verso il profondo Nord (The Narrow Road to the Deep North) è una miniserie televisiva australiana diretta da Justin Kurzel e vede come protagonisti Jacob Elordi e Odessa Young.
Ciarán Hinds e Jacob Elordi offrono interpretazioni spettacolari in questo dramma di guerra in stile slasher, intriso di spunti letterari e tratto dal romanzo di Richard Flanagan.
La serie drammatica di guerra della BBC, La strada stretta verso il profondo nord, merita di essere vista, per quanto inquietante possa essere l’esperienza. Basata sul romanzo di Richard Flanagan vincitore del Booker Prize nel 2014, la miniserie in cinque parti, diretta da Justin Kurzel (The Order) e scritta da Shaun Grant (che ha lavorato a Mindhunter), racconta la storia di un chirurgo australiano, Dorrigo Evans.
Da giovane è interpretato da Jacob Elordi (Saltburn, Euphoria, Frankenstein) e da adulto da Ciarán Hinds, tormentato dai ricordi del periodo trascorso come prigioniero di guerra giapponese in Thailandia durante la seconda guerra mondiale. Lì fu costretto a lavorare alla famigerata Ferrovia della Birmania, nota come Ferrovia della Morte.

La strada stretta verso il profondo Nord: la trama
Il film narra la storia di un gruppo di prigionieri di guerra australiani impegnati nella costruzione della ferrovia della Birmania a metà degli anni ’40, verso la fine della seconda guerra mondiale. Parla del trauma duraturo del conflitto e della prigionia. Si estende per mezzo secolo e, sebbene stemperi la sua oscurità con una ricca storia d’amore, è in gran parte violento, fatalista e malinconico.
Jacob Elordi è di una bellezza impeccabile e tormentata nei panni del giovane Dorrigo, un medico amante della poesia che sta per sposare la benestante e influente Ella (Olivia DeJonge). La serie si sviluppa su tre linee temporali, due delle quali si susseguono a breve distanza l’una dall’altra. Elordi interpreta il ruolo principale, quello di Dorrigo da giovane. La serie si apre nel vivo della battaglia, entrando subito nel vivo dell’azione. Giovani soldati si scambiano frecciate con umorismo nero, scherzando, prendendosi in giro e scommettendo su quanto tempo pensano di sopravvivere. I loro scherzi vengono interrotti dall’esplosione di mine, e le perdite sono già considerevoli, dopo pochi istanti. I sopravvissuti vengono catturati e costretti a lavorare alla ferrovia. È un inferno fin dall’inizio, un vivido incubo di torture e una storia di resistenza impossibile.

Quarantanove anni dopo, verso la fine degli anni Ottanta, Ciarán Hinds interpreta un Dorrigo più anziano, un chirurgo di successo, ricco e stimato, ancora sposato con Ella (ora interpretata da Heather Mitchell). Dorrigo è pensieroso, ancora più tormentato e alle prese con i suoi ricordi. È anche celebrato come un eroe di guerra, ma è combattivo, arrogante, persino sconsiderato, sia nella vita professionale che in quella privata. Rilascia una furiosa intervista televisiva, apparentemente sulle sue esperienze di guerra, per promuovere un libro, la cui natura è volutamente astrusa. Questa forzata riflessione lo porta a ricordare ciò che ha cercato con tanta fatica di dimenticare e, come un dramma, alternando diverse linee temporali, ricostruisce il quadro di ciò che lo ha reso l’uomo infelice e infedele che è diventato.
La strada stretta verso il profondo Nord: la recensione
La serie non risparmia agli spettatori la sofferenza, la fame e la brutalità. Per certi versi, ha l’istinto di un film slasher con una vena letteraria, gli orrori della guerra resi con montaggi scioccanti e scene di violenza spietata: una gamba cancrenosa segata senza anestesia, un falò di corpi emaciati e malati. Un prigioniero viene decapitato con una spada. Un altro viene picchiato a morte in una delle sequenze più selvagge che abbia mai visto.
La trama ambientata negli anni ’80, in cui le infedeltà di Dorrigo vengono smascherate, offre un po’ di tregua dalla violenza implacabile. È un’esperienza viscerale, nel senso più autentico del termine. Kurzel cattura l’orrore fisico della guerra in modo quasi disarmantemente schietto. Mentre abbattono rocce e alberi, gli uomini appaiono emaciati, sporchi, affetti da malaria e dissenteria. La telecamera si insinua tra di loro, li sovrasta, trasmettendo un autentico senso di vicinanza e sofferenza. A un certo punto, una gamba deve essere amputata. È un’esperienza cruenta e prolungata. Almeno, nell’oscurità, è parzialmente celata, sebbene il solo audio sia già di per sé agghiacciante.

E c’è molta crudeltà da considerare. Ci sono così tanti omicidi, così tante morti. La strada stretta verso il profondo Nord non è quindi una serie facile da guardare. Ma è immensamente potente, sostenuta da interpretazioni intense e da una rassicurante sicurezza nella sua capacità di raccontare questa storia.
Hinds ed Elordi offrono interpretazioni spettacolari: si percepisce il DNA dello stesso personaggio che si evolve nel tempo. Un risultato straordinario. Con Elordi che si afferma come una stella nascente e Hinds, il veterano del gruppo, che mantiene la sua consueta sobria eleganza.
La strada stretta verso il profondo Nord è un’opera fuori dal comune. È una serie televisiva lenta e impegnativa. Ma ne vale la pena. E Hinds non è mai stato così convincente nei panni di un uomo che è fuggito dall’inferno ma sa che l’inferno non lo abbandonerà mai. Offre uno spaccato di un aspetto della Seconda Guerra Mondiale raramente trattato, attraverso una storia d’amore poetica e tragica che lascia un segno indelebile.
La storia d’amore che rompe gli schemi della brutalità della guerra
Nonostante gli orrori fisici che lo caratterizzano, questo è anche un’appassionata e intensa storia d’amore, un filo conduttore delicatamente bilanciato ma altrettanto incisivo. Prima di essere chiamato alle armi, Dorrigo fa visita allo zio Keith (una piccola ma potente interpretazione di Simon Baker). E viene immediatamente attratto dalla giovane moglie di Keith, Amy (Odessa Young). Lei è incuriosita, se non impressionata, ma quando si incontrano di nuovo a una lettura di poesie in una libreria, dopo che Dorrigo si è fidanzato con Ella, quella scintilla iniziale si trasforma in un incendio nella foresta. Ci vuole tempo perché la loro reciproca attrazione diventi qualcosa di più di desiderio e nostalgia, sguardi e tocchi prolungati, ma il ritmo con cui si sviluppa è commovente e toccante. Paragonato al caos opprimente della giungla, il loro amore è triste e bellissimo, tanto romantico quanto destinato a finire male.

Si tratta di un dramma letterario e non se ne vergogna affatto. Dorrigo ama Catullo ed Eschilo. I due uomini recitano Romeo e Giulietta l’uno per l’altro nella giungla. Amy suggella la sua attrazione per Dorrigo con un frammento di Saffo, che recita semplicemente “ardi in me”. A tratti, le sue radici romanzesche sono più evidenti; alcuni dialoghi sono ricercati e raffinati, con i personaggi che riflettono poeticamente sulla natura umana e sulla crudeltà.
In conclusione
Si potrebbe quindi affermare che in La strada stretta verso il profondo Nord, una serie di guerra anticonvenzionale e molto poetica, amore e guerra mantengono uno stretto rapporto – mai detto meglio – che si abbracciano, coesistono e definiscono la vita di Dorrigo Evans.
Questa serie è fantastica e a tratti magnifica. La sua capacità di raccontare una storia epica e complessa attraverso tre linee temporali in cinque episodi piuttosto brevi, e di rivelarci qualcosa di nuovo su una guerra, è lodevole.

Un adattamento straordinario di un celebre romanzo che narra la storia di un uomo alle prese con gli orribili ricordi della guerra e la perdita dell’amore, esplorando il meglio e il peggio della nostra umanità.
