Cime tempestose: Emerald Fennell ha riscritto Catherine e Heathcliff

Cime tempestose è il nuovo adattamento filmico (dopo le già note cinque versioni precedenti) del romanzo di Emily Brontë, sotto la regia di Emerald Fennell (Saltburn), con protagonisti Margot Robbie e Jacob Elordi.

Adattando liberamente il classico racconto di Emily Brontë con una buona dose di carnalità, Cime tempestose di Emerald Fennell potrebbe non essere materia di alta letteratura ma è un piacere visivamente vibrante, che descrive alla perfezione il vero intento intrinseco nel romanzo: l’amore che diventa ossessione, l’ossessione che si trasforma in rovina, la vittoria dell’orgoglio e del rancore.

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Nel ripristinare l’energia selvaggia e la carica erotica della storia, Fennell ci ricorda che i classici durano non perché restano congelati, ma perché possono sopportare di essere reinventati.

L’adattamento sensuale e indulgente di Emerald Fennell è un’audace rivendicazione della prosa incompresa di Emily Brontë.

Pochi romanzi sono stati contemporaneamente romanticizzati e fraintesi così a fondo come Cime tempestose. Il sogno febbrile di ossessione, crudeltà, risentimento di classe e sadismo emotivo di Emily Brontë del 1847 si è, nel tempo, ammorbidito in un desiderio travolgente e in tragiche anime gemelle. Cime tempestose di Emerald Fennell arriva non per preservare quell’illusione, ma per strapparla.

Non si tratta di un adattamento letterario reverente; è una rivendicazione: audace, sensuale e sfacciatamente eccessiva. Giudicato secondo i criteri di fedeltà, vacilla. Giudicato come reinvenzione, brucia di forza provocatoria.

Cime tempestose

Cime tempestose: la trama

Ci vuole molta sicurezza per adattare un classico, soprattutto uno con una storia così travagliata e controversa come Cime Tempestose. Per fortuna, Emerald Fennell è esattamente la regista coraggiosa adatta al compito, e la sua interpretazione del romanzo di Emily Brontë è un successo strepitoso.

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Il film si concentra sulla relazione tra Catherine Earnshaw (Robbie) e Heathcliff (Elordi) e la complicata e tumultuosa amicizia/storia d’amore che hanno vissuto nel corso degli anni. Il padre di Catherine non era un uomo affettuoso, giocava d’azzardo e beveva troppo, ma, dopo una di queste sbornie, portò a casa un giovane che divenne un servitore in casa Earnshaw e un amico di Catherine.

Crescendo, la loro amicizia si trasforma in un’attrazione maggiore, ma, poiché Heathcliff non ha soldi, viene considerato un pretendente inadatto per Catherine. Quando Edgar Linton (Shazad Latif) si trasferisce nella casa vicino a quella di Catherine, lei lo corteggia e lui alla fine le fa la proposta di matrimonio, che lei accetta nonostante ami Heathcliff.

Cime tempestose: la recensione

Fin dai primi momenti, Fennell segnala che si tratta di una versione tra virgolette – termine da lei stessa usato per indicare l’impossibilità di “adattare” veramente un romanzo così psicologicamente denso e strutturalmente complesso. La familiare cornice narrativa viene eliminata. La seconda generazione viene in gran parte eliminata. I personaggi vengono compressi, le motivazioni acuite e la sessualità – semplicemente implicita nella prosa di Brontë – viene vividamente portata in superficie. La macchina da presa di Fennell si sofferma sulla carne, sulla fame, sui corpi in collisione tra loro e con la brughiera stessa. È un film sensuale e indulgente, disinteressato alle restrizioni. Eppure, sotto i corridoi saturi di rosso e gli sguardi operistici, si cela una lettura acuta del cuore del romanzo: l’amore non come trascendenza, ma come dipendenza.

Visivamente, il film è inebriante. Girato su celluloide i paesaggi dello Yorkshire risultano tattili e selvaggi, radicando l’estetica esaltata in qualcosa di elementare. La colonna sonora di Anthony Willis si gonfia di urgenza gotica, punteggiata da fioriture sonore contemporanee che sembrano provocatoriamente anacronistiche. La stilizzazione di Fennell a volte tende all’eccesso teatrale (Heathcliff cavalca contro un bagliore arancione quasi surreale, una luce cremisi che si riversa sugli interni come se la passione richiedesse di essere sottolineata) ma il linguaggio visivo è mirato. Il colore funge da temperatura emotiva: il rosso come umiliazione, desiderio, vendetta. È lussureggiante fino alla decadenza, a volte al limite del kitsch, ma mai inerte.

Cime tempestose

L’impronta visiva tipicamente audace di Fennell è presente ovunque, con splendide inquadrature e scenografie che sembrano pronte per essere incorniciate e appese alla parete di un museo. Blu profondi, cremisi intensi e accenti dorati contrastano con il grigio malinconico e deliziosamente gotico dell’ambientazione, dove piove o nevica quasi costantemente. È incredibilmente elegante, evocando la stessa tavolozza lussureggiante e spettrale di Crimson Peak di Guillermo del Toro. I riferimenti visivi non velati a Via col vento evocano riverenza, non imitazione, e si inseriscono nella più ampia tavolozza visiva del film.

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Ci sono tocchi intelligenti che sottolineano i temi centrali della storia, in particolare il modo in cui amore e odio, morte e sesso, si confondono irrimediabilmente. 

Robbie ed Elordi hanno un’alchimia incredibile, e i loro momenti più intimi sono così intensi che ti senti come un guardone che li osserva svolgersi sullo schermo. Entrambi gli attori sono perfetti per i loro ruoli e sono uno degli aspetti più apprezzabili di questa versione. Elordi trasuda una spavalderia che si addice al suo personaggio, soprattutto quando torna dopo 5 anni di assenza come un uomo appena arricchito. Robbie interpreta Catherine con una dolcezza esteriore che nasconde una natura maliziosa e manipolatrice appena sotto la superficie. Hong Chau completa questo triangolo interpretando la serva altrettanto maliziosa e manipolatrice Nelly, che ha un ruolo negli eventi che si svolgono nella seconda metà del film. Alison Oliver ruba la scena nei panni di Isabella e fa ridere il pubblico in più di un’occasione.

Robbie ed Elordi riscrivono le regole della dipendenza affettiva

Margot Robbie corre un rischio significativo rifiutandosi di ammorbidire Catherine Earnshaw. La sua Cathy è calcolatrice, vanitosa, irrequieta, profondamente consapevole dei confini di classe e riluttante a sacrificare il proprio status per amore. Robbie si affida a quell’alterigia, a volte a scapito della vulnerabilità, ma la sua presenza da star è innegabile. Jacob Elordi, nel frattempo, trova una consistenza sorprendente in Heathcliff. Sì, la macchina da presa riconosce il suo magnetismo fisico, ma Elordi stratifica quel fascino superficiale con qualcosa di ferito e volatile. Il risentimento del suo Heathcliff sembra meritato, nato dall’umiliazione e dall’esclusione.

L’esplicità del film dividerà il pubblico. Scene di cruda espressione sessuale e intensità corporea sostituiscono la repressione vittoriana con il candore contemporaneo. È diretto. È melodrammatico. A volte esagera i suoi temi con la sicurezza di una regista che sa che la sottigliezza non è mai stata il suo marchio di fabbrica. Ma Fennell comprende una cosa essenziale: l’opera di Brontë non è mai stata una storia d’amore garbata. Fu scandalosa ai suoi tempi perché smascherava l’amore come violento, egoista e corrosivo. Questa versione non romanticizza la tossicità; la presenta come una forza narcotica che consuma tutto ciò che incontra sul suo cammino.

In conclusione

Per i puristi, questo sembrerà un’eresia. Per altri, sarà rinvigorente. Fennell non cerca di creare un Cime tempestose definitiva, ma crea un’interpretazione esaltata e contemporanea, da sogno febbrile. È disordinata, eccessiva e a tratti autoindulgente, ma mai timida. Questa non è Brontë conservata nell’ambra. È Brontë data alle fiamme.

Cime tempestose

Cime tempestose è un film febbrile, sontuoso e sorprendente. Per gli spettatori che riescono a lasciare a casa la purezza del libro e ad accogliere i personaggi così come vengono, si tratta di un’esperienza cinematografica unica, una pausa rinfrescante dalla monotonia della maggior parte delle grandi uscite odierne.

Il trailer del film

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

CONCLUSIONI

Una super-novela melodrammatica, sexy, sensuale e tossica, che offre immagini mozzafiato, musica ipnotica e grandi interpretazioni. Questo è il nuovo adattamento di Cime Tempestose della regista Emerald Fennell.
Laura Pavanello
Laura Pavanello
Con la fantasia si può fare il più spettacoloso viaggio che sia consentito ad un essere umano". E questo per me è il cinema, il mio oggetto di studi, la mia passione, ma soprattutto il luogo dove i sogni diventano realtà.

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