James Van Der Beek è stato uno dei volti più riconoscibili degli anni ’90. Ci sono attori che attraversano lo schermo e poi svaniscono, e altri che restano sospesi da qualche parte tra i ricordi e la nostra idea di adolescenza. Lui apparteneva a questa seconda categoria: un volto che non era solo un volto, ma una parte di vita. La sua morte a 48 anni riporta improvvisamente alla memoria gli anni di Dawson’s Creek, che ha inaugurato una tradizione di teen drama raccolta poi da titoli come One Tree Hill e The O.C.. .
L’attore è morto a 48 anni dopo aver combattuto contro un tumore al colon-retto. Una malattia che aveva scelto di rendere pubblica solo nel novembre del 2025.
Anche dopo la diagnosi, l’attore non aveva smesso di lavorare: negli ultimi mesi era apparso in un episodio di Walker, reboot di Walker, Texas Ranger. Parallelamente, aveva messo all’asta alcuni cimeli legati alla sua carriera per sostenere i costi delle terapie. Alcuni colleghi e amici, invece, avevano organizzato eventi benefici in suo nome.

James Van Der Beek: oltre il volto di Dawson
Dietro l’icona teen c’era un percorso più ampio. Van Der Beek aveva iniziato giovanissimo tra cinema, televisione e teatro, con un esordio precoce sul piccolo schermo ed esperienza a Broadway. Negli anni aveva cercato di smarcarsi dall’etichetta del “ragazzo di Dawson’s Creek”, alternando ruoli drammatici, ironici e auto-parodici, come a voler dimostrare che la crescita artistica passa anche dal mettersi in discussione. La sua scomparsa non chiude solo una carriera, ma spegne uno dei volti più riconoscibili della TV di fine anni ’90.
La notizia della sua scomparsa, annunciata dalla famiglia sui social, ha riaperto il cassetto dei ricordi di chi è cresciuto con le sue storie, restituendo il volto di un attore che, per molti, coincide ancora con un’epoca precisa della propria vita.
