Negli ultimi dieci anni Margot Robbie è diventata una delle attrici più riconoscibili di Hollywood. Da Harley Quinn in Suicide Squad a Barbie, passando per ruoli drammatici e collaborazioni con importanti registi, Robbie ha dimostrato una notevole capacità di muoversi tra generi molto diversi. Tra le interpretazioni che hanno contribuito maggiormente a consolidare la sua reputazione c’è però quella del 2017 in Io Tonya.

Io Tonya, un film all’apice di una carriera
Diretto da Craig Gillespie, il film racconta la storia della pattinatrice americana Tonya Harding, concentrandosi non soltanto sulla controversia che la rese famosa, ma anche sulla sua infanzia, sulla carriera e sulle difficoltà personali che segnarono la sua vita. Harding viene presentata come una donna cresciuta in un ambiente difficile. La madre, interpretata da Allison Janney, e il marito Jeff Gillooly, interpretato da Sebastian Stan( A different man), contribuiscono a delineare un’esistenza tutt’altro che semplice.
Lo scandalo legato a Nancy Kerrigan rappresenta uno degli elementi centrali della vicenda, ma il film cerca di andare oltre l’immagine pubblica di Harding. Le sue origini più umili la rendevano un’outsider, nonostante il suo talento e i risultati ottenuti.
Per Robbie, Io Tonya (QUI la recensione del film) rappresentò una svolta importante. L’attrice riuscì ad abbandonare temporaneamente l’immagine della star glamour e dimostrò di poter interpretare una protagonista complessa, fragile e imprevedibile. La sua performance alterna rabbia, vulnerabilità e determinazione, restituendo un personaggio tutt’altro che facile da giudicare.
Particolarmente significativa è la scena in cui davanti allo specchio, cerca di mantenere il controllo mentre si trucca. È un momento estremamente intimo, nel quale l’interpretazione di Robbie comunica la sofferenza del personaggio senza bisogno di grandi gesti.
Io Tonya non è necessariamente un film perfetto, ma rappresenta uno dei passaggi più importanti nella carriera di Margot Robbie. La sua interpretazione dimostrò definitivamente che dietro la star di Hollywood c’era un’attrice capace di affrontare ruoli drammatici di grande intensità.
