domenica, 26 Settembre, 2021

The Suicide Squad: recensione del nuovo film DC di James Gunn

The Suicide Squad, nuovo film di James Gunn uscito nelle sale lo scorso 5 agosto, riprende l’idea alla base del quasi omonimo Suicide Squad (2016) di David Ayer: l’idea di un gruppo di emarginati che hanno l’occasione di riscattarsi agli occhi del mondo facendo, per la prima volta, del bene.

Dal film di Ayer, il film di Gunn riprende altri pochi elementi, tra cui l’Harley Quinn interpretata da Margot Robbie, l’ambigua Amanda Waller di Viola Davis e il Rick Flagg di Joel Kinnaman. Per il resto, The Suicide Squad segue una direzione molto diversa dal film che nel 2016 presentò per la prima volta la Suicide Squad al grande pubblico. Il film di Ayer ebbe una grande sfortuna già prima dell’uscita nelle sale, tra divergenze con la produzione e imposizioni sul montaggio finale, rivelandosi un’opera sconclusionata, senza una vera trama e con un potenziale del tutto sprecato.

The Suicide Squad

The Suicide Squad: trama

Come già accaduto nel film di cinque anni fa, un gruppo di supercriminali viene radunato per prendere parte al progetto governativo della Suicide Squad: una squadra di individui sacrificabili, incaricati di portare a termine una missione di vitale importanza per il mondo intero.

The Suicide Squad: recensione

James Gunn aveva il compito di riportare sullo schermo il gruppo di super cattivi, in quello che la produzione ha definito un soft-reboot, che non cancella quanto avvenuto nel film di Ayer, ma semplicemente lo ignora.

Il risultato è un’opera più solida, con una trama all’apparenza semplice, ma resa più complessa e interessante dal modo in cui è raccontata. James Gunn, che qui ha avuto carta bianca dalla Warner Bros., racconta dei personaggi emarginati, dei delinquenti motivati ognuno da un proprio codice morale, non troppo diversi dai Guardiani della Galassia del Marvel Cinematic Universe, di cui Gunn ha diretto i due film fino ad ora usciti. C’è poi un personaggio “alla Groot”, l’uomo squalo Nanaue doppiato in originale da Sylvester Stallone, sintomo di quella che è la follia che anima il film.

Tra citazioni ad Apocalypse Now (uno dei personaggi arriva a citare la battuta più famosa del film) e a tanti film d’exploitation alla Tarantino, emerge quello che è lo stile di James Gunn. Chi conosce questo regista per il suo lavoro con la Troma non si stupirà nel vedere alcune delle trovate presenti in The Suicide Squad, scene folli e a tratti quasi disturbanti nella loro follia, che però si rivelano coerenti con il tono e la storia che la pellicola mette in scena.

The Suicide Squad

James Gunn, inoltre, ci tiene a sottolineare che ci troviamo in un fumetto, aggiungendo di tanto in tanto elementi extradiegetici che rimandano alla narrazione fumettistica e che, come il tono folle di cui sopra, si amalgamano bene con il resto del film.

In The Suicide Squad, però, c’è anche un lato più profondo, che in parte avevamo già intravisto nel film del 2016. Da un lato James Gunn riprende il discorso iniziato in Guardiani della Galassia Vol. 2 relativo al rapporto tra padri e figli, mostrandoci dei personaggi che sono quello che sono anche per via di chi li ha cresciuti.

Dall’altra è interessante il parallelismo, semplice ma efficace, che viene fatto tra i ratti controllati dal personaggio di Ratcatcher II (Daniela Melchior) e i criminali che compongono la Suicide Squad. Così come i ratti, questi personaggi, tutt’altro che eroi, sono emarginati e rigettati dalla società, ma alla fine del film saranno proprio loro – insieme, guarda caso, ai ratti – a fare la cosa giusta.

The Suicide Squad: un film di redenzione

The Suicide Squad è quindi anche un film di redenzione, che parla del tentativo di essere accettati in un mondo da cui si è stati accantonati. È una riflessione semplice, ma sempre attuale nel mondo di oggi, che ricorda ancora una volta i due film sui Guardiani della Galassia.

The Suicide Squad è un film che all’apparenza può sembrare semplice, ma che attraverso una visione attenta può riservare grandi sorprese. Non solo le riflessioni già elencate animano il cuore di questa pellicola, ma anche la grande quantità di materiale narrativo e di sottotrame, tutte perfettamente orchestrate tra loro e che lasciano il sapore di una grande opera cinematografica.

Al di là di questo, resta un film d’intrattenimento ben riuscito, che sicuramente riappacificherà qualcuno con il DC Extended Universe e con il gruppo di antieroi della Suicide Squad.

The Suicide Squad: cast

Margot Robbie: Harley Quinn

Idris Elba: Bloodsport

John Cena: Peacemaker

Joel Kinnanam: Rick Flag

Daniela Melchior: Ratcatcher

Viola Davis: Amanda Waller

David Dastmalchian: Polka-Dot Man

Peter Capaldi: Thinker

The Suicide Squad: trailer

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SINOSSI

The Suicide Squad è un film ben riuscito, divertente ed ironico ma condito da momenti profondi. Una pellicola che riconcilia la Suicide Squad con il grande schermo.
Lorenzo Sascor
Studente di DAMS, amante del cinema in ogni sua forma, dai classici hollywoodiani al neorealismo, dalla Nouvelle vague ai blockbuster contemporanei. Oltre al cinema, amo da sempre leggere e scrivere, perché la vita senza arte è una vita a metà.

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