Illusione è un film drammatico del 2025, scritto e diretto da Francesca Archibugi. La pellicola ha debuttato alla 20esima edizione del Festival del Cinema di Roma, lo scorso ottobre. Le riprese sono durate otto settimane e la maggior parte del progetto è stato girato a Perugia.
La pellicola esplora tematiche estremamente controverse, come la prostituzione e la pedofilia. La regista ha confessato di aver preso ispirazione da un breve articolo di giornale, un trafiletto sul Corriere dell’Umbria, che riportava il ritrovamento del corpo di una ragazza in un fosso. A partire da questo fatto di cronaca, Archibugi ha sviluppato il thriller giudiziario.

Illusione – La trama
Le vicende iniziano nella periferia di Perugia con il ritrovamento del corpo di una ragazzina, Rosa Lazar (Angelina Andrei). E’ vestita come una modella e la polizia la crede morta in un primo momento, ma dopo poco si accorgono che è viva. Da qui inizia un’inchiesta molto complessa. Le principali figure dell’indagine sono il magistrato Cristina Camponeschi (Jasmine Trinca) e lo psicologo Stefano Mangiaboschi (Michele Riondino).
Rosa ha poco meno di 16 anni ed è di origini moldave. E’ una ragazzina che sembra oscillare tra una gioiosità apparente e segni di un trauma profondo. Difatti è inconsapevole di aver subito violenza fisica e abusi sessuali, dunque copre delle parti di verità. Rosa è convinta del fatto che tutto ciò che ha vissuto è ciò che serve per arrivare ad essere una modella famosa e conosciuta in tutto il mondo.
Stefano lo psicologo cerca in tutti i modi di estrapolare informazioni sulle persone coinvolte in questi abusi. Rosa vedrà in lui una figura paterna, con cui tenterà l’approccio. Per fortuna, la procuratrice riuscirà a placare la situazione tra i due. Dietro il vissuto della ragazzina si nasconde una realtà torbida e comune, specie per le donne del nord Europa.

Illusione – Recensione
Illusione è un thriller giudiziario e psicologico riuscito abbastanza nel suo intento. Seppur molto romanzato, quello di cui parla il film non è un argomento facile da trattare. Si esplorano tematiche difficili da raccontare e da presentare al pubblico senza esser fraintesi, ma Archibugi lo fa in modo estremamente coraggioso. E lo fa seguendo un approccio diverso da quello di Marco Tullio Giordana.
Non è un progetto classificabile come un film d’inchiesta, perché lo caratterizza un tono romanzato, quasi fiabesco. Naturalmente il tutto è in linea con ciò che racconta Rosa e con l’inconsapevolezza di aver subito violenza, perché offuscata da una vita sfarzosa. Per cui la sfumatura allegra e spettacolare che si incontra nel film, in qualche modo, lo alleggerisce.
La pellicola si articola in flashback e ritorni al presente. La narrazione segue il ricordo della protagonista, che non è una narratrice onnisciente. Al contrario, Rosa non è un personaggio sul cui fare affidamento. Alcuni dei tecnicismi degni di nota e di menzione sono le scene in slow motion. L’espediente del rallentamento è funzionale all’intento di spettacolarizzare una vita di abusi, che la protagonista stessa non riconosce, ma che copre e sui cui fantastica.

La questione dell’abuso e della tratta umana
Archibugi ha deciso di trattare un tema estremamente delicato, affrontato in salse diverse, anche in Fortuna. La pedofilia è una tematica non facile da affrontare, con cui approcciarsi al pubblico. Tra l’altro, nella stragrande maggioranza dei casi, i bambini, o comunque i minori, non sono mai in grado di riconoscere ed identificare la violenza come tale. Tendono, addirittura, a normalizzarla.
Nel caso di Illusione, la problematica si duplica perché entrano in gioco anche la tratta degli umani e la prostituzione minorile. Lo stesso atteggiamento disturbante di Rosa nei confronti di Stefano e la reazione dello psicologo possono confondere il pubblico. E’ necessario entrare nell’ottica che la protagonista è, purtroppo, una vittima e ha normalizzato l’abuso e la violenza. Per la ragazzina la sensualità è come un linguaggio verbale. E’ convinta che attraverso essa si possa comunicare.
Qui ci si rende conto di quanto le vittime non riescano a riconoscere gli abusi e di quanto facciano fatica a validare la loro violenza. Rosa arriva a normalizzare così tanto la sua vita sfarzosa, in cui è costretta, per volere del cugino, ad essere carne da macello, che non ne comprende la pericolosità. Le ragazze del nord e dell’est Europa si ritrovano molto spesso in situazioni di questo tipo.
Giovani donne nordeuropee o esteuropee si allontanano dai loro paesi, nella speranza di trovare un futuro migliore. La realtà è che le promesse che vengono fatte a loro, finiscono col rivelarsi una trappola. Così facendo diventa difficile per loro sganciarsi da queste situazioni. Spesso chi ci prova, perde la vita.

Conclusioni
Illusione non è un film facile e descrive una realtà attuale, neanche troppo lontana. Spesso è proprio in Italia che le giovani donne scappano dalla tratta umana. O nel caso contrario sbarcano sulla penisola per lavoro. Rosa Lazar è tutte le donne nordeuropee od esteuropee che sperano in un futuro migliore.
