L’IDFA è l’International Documentary Film Festival di Amsterdam che si tiene ogni anno e che premia i migliori documentari e documentaristi. Una delle questioni centrali è sempre stata, e mai come adesso recupera importanza, l’assenza di fondi stanziati per la realizzazione di questi progetti. Il settore ha visto i budget ridursi e i finanziatori europei investire sempre meno. La responsabile dell’ufficio di settore dell’IDFA, Adriek van Nieuwenhuyzen, ha dichiarato che il problema, presentato l’anno scorso, non è stato risolto ma anzi è peggiorato.
La responsabile ha dichiarato che il clima politico di diversi paesi rende difficile per i documentaristi realizzare i film che vogliono fare. I mezzi di sostentamento per gli artisti non sono aumentati ma è aumentata invece l’importanza del loro lavoro in un periodo storico come quello che il mondo sta attraversando. Quest’anno infatti il festival non ha scelto un tema preciso ma molti dei registi hanno affrontato questioni di giustizia sociale.

I titoli in gara all’IDFA 2024
Tra i titoli di quest’anno van Nieuwenhuyzen ne ha citati alcuni tra i più significativi che cercano di spiegare e rappresentare i conflitti che sono iniziati o che sono continuati nel corso di questi mesi. Transparency Booth: Echoes of the Future è il progetto di Anna Kapustina e Alexander Mihalkovich che ripercorre la storia ucraino-sovietica, Dry Sky di Ibrahim Omar è invece ambientato in un villaggio del Sudan e The West Bank Project di Kamal Al Azraq e Francesca Tosarelli affronta le tensioni attuali in Medio Oriente. Nel 2023 ci sono state ben 800 candidature al Festival, quest’anno addirittura 820.
Nell’edizione del 2023 il premio per il miglior film se l’è aggiudicato 1489 di Shoghakat Vardanyan che ha raccontato la scomparsa del fratello a pochi giorni dall’inizio del conflitto in Armenia. Ora il documentario è in programma al Trieste Film Festival.
