How I met your mother, una serie dal geniale storytelling

How I met your mother è ad oggi una delle situation comedy più popolari. Presente prima su Prime Video, ora solamente su Netflix, continua ad essere amata e rivista anche dopo anni dalla sua conclusione. Ispiratissima a Friends. La quale gli autori Craig Thomas e Carter Bays hanno visto e amato e dichiarato di aver volutamente omaggiato, la serie ha apportato una novità straordinaria nel mondo del sit-com. Si tratta infatti di un prodotto che permette allo spettatore fidelizzato di seguire una sorta di trama, lo storytelling di How I met your mother è unico nel suo genere e particolare.

Il finale, annunciato solo da qualche indizio delle ultime puntate, è uno dei più dibattuti e commentati degli ultimi anni. Ha diviso il pubblico fra chi lo ha amato e chi non ha perdonato una certa fine troppo “drammatica”. Le avventure di Ted circondato dai suoi amici Barney, Robin, Marshall e Lily. Alla ricerca della sua anima gemella continuano ancora a far parlare di sé. In ogni puntata la serie ha permesso agli spettatori di riflettere sull’amicizia, sulla vita, sull’amore, sul destino. Il tutto in una cornice che rimanda sempre al genere comedy, ma con espedienti narrativi interessanti e una struttura circolare perfettamente organizzata, la serie ha saputo essere qualcosa di più.

How I met your mother

Trama e tributi a Friends

La serie è un viaggio attraverso le difficili tappe della vita che si devono percorrere non tanto per trovare l’anima gemella, ma per capire se stessi. Il personaggio di Ted è un sognatore spesso melenso e “fastidioso”, ma caratterizzato perfettamente come gli altri personaggi.

Barney Stinson è uno dei personaggi più popolari delle serie tv, esagerato e al limite dell’assurdo nelle sue manifestazioni e “trucchi” per conquistare le donne, eppure così profondamente umano nella sua evoluzione; non solo per le relazioni, ma anche per il rapporto con il padre e con la propria infanzia. Lily e Marshall mostrano le dinamiche di coppia e non solo, costituiscono anche singolarmente punti di vista importanti sul lavoro, l’arte, la famiglia. Infine Robin, la Rachel di Ted, è una donna fuori dai classici stereotipi, attraverso la quale si analizzano elementi importanti per il mondo femminile come la decisione di avere figli o di rinunciare alla carriera per un uomo.

Come Friends, quindi, troviamo una comitiva. I continui omaggi di questa sit-com a Friends sono un modo attraverso il quale si può comprendere lo storytelling sopraffino che la caratterizza. How I met your mother contiene tributi anche ad altre serie, ad esempio a Lost, a Twin Peaks. Quanto a Friends, alcuni omaggi riguardano curiosi casi di casting: Anne Dudek in un episodio di Friends interpreta una donna piantata durante il suo compleanno. L’attrice assume lo stesso ruolo proprio in HIMYM, come tributo alla sit-com. Ancora, in un episodio Barney dice che è meglio passare del tempo al bar e non in caffetteria, una “frecciatina” a Friends in quanto i protagonisti di essa passano il tempo in una caffetteria, mentre quelli di HIMYM in un pub. Sarebbero tantissimi altri gli esempi da citare.

How I met your mother

Il filo rosso di How I met your mother: la madre

Quanto al lato tecnico, Jason Mittel ha analizzato brillantemente un aspetto fondamentale della struttura di How I met your mother che parte dal pilot:

La puntata pilota di How I Met Your Mother imposta fin da subito l’arco temporale nel quale la domanda del titolo dovrà trovare risposta, ovvero il periodo compreso tra il 2005, in cui la storia ha inizio, e il 2030, l’anno in cui viene raccontata. Questa narrazione basata unicamente sui flashback dà allo spettatore l’impressione che le asserzioni narrative della storia che procede in avanti possano in qualsiasi momento trasformarsi in enigmi narrativi, di conseguenza alle nuove rivelazioni aggiunte dal Ted del futuro. Ad esempio, nonostante la relazione tra Ted e Robin prosegua nel corso della prima stagione, gli spettatori hanno già appreso dal pilota che Robin non è la madre del titolo, e sono quindi spinti ad analizzare gli eventi della serie in cerca di indizi potenziali sull’identità della vera madre, un compito svolto dai fan investigativi sui forum e grazie alla pagina wiki della serie.

Fin da questa spiegazione possiamo comprendere che il punto centrale della serie sarà scoprire “chi è la madre”. Ted è il protagonista che racconta ai suoi figli come ha incontrato il vero amore dopo tantissime disavventure e avventure. Il lunghissimo flashback avviene alternando puntate che suscitano grande ilarità a episodi più riflessivi. Mittel osserva che How I Met Your Mother è strutturata intorno al proprio storytelling, cosa che è vera se pensiamo agli indizi e intrecci che gli autori hanno creato. asti pensare poi all’idea degli autori di seminare indizi sull’identità della madre e sul finale. Espedienti del genere sono spesso utilizzati nella serie. Ad esempio la morte del padre di Marshall è preceduta da un tristissimo conto alla rovescia che forse al primo sguardo può sfuggire, c’è un episodio in cui viene rivelato il nome della madre senza farlo capire.

How I met your mother

Corno francese blu e ombrello giallo: la filosofia di HIMYM

Altra caratteristica interessante della sit-com è infatti quella di aver costruito una certa filosofia e “simbologia”. Cosa che porta spesso a concepire How I met your mother come una serie da cui si può imparare qualcosa proprio sul senso della vita. A volte cupa – e a partire soprattutto dalla sesta stagione, diventa notevolmente più impegnativa -, ricca di simboli e teorie interessanti specie sul destino e sull’anima gemella. Memorabile la teoria sul lebenslangerschicksalsschatz:

Poiché si tratta di argomenti apparentemente “frivoli” come l’amore e l’idea di sposarsi, la sit-com anche per il fatto di non essere una serie impegnata fin dall’inizio può sembrare una storia banale. Di fatto, la differenza sostanziale, grazie proprio allo storytelling brillantemente costruito, la fa questa simbologia continua, il ricorrere a indizi, figure, colori, per rappresentare qualcosa di nuovo. Anche per questo lo spin off recentemente annunciato, How I met your father, spaventa molto gli spettatori. Il prodotto originale è efficace in quanto a esso appartiene un sistema perfettamente oliato, in cui emozioni, risate e lacrime si alternano perfettamente.

Continuamente in bilico fra ciò che si vuole e ciò che si dovrebbe volere, alla ricerca di un posto nel mondo e di qualcuno per sé. Ted è il centro di dinamiche che vanno oltre la semplice “ricerca dell’anima gemella” e mostrano lati della società, risvolti interessanti, momenti di grande realismo. C’è una parte demenziale e più comica in How I met your mother. Tuttavia, specie nelle ultime stagioni questa cede il posto a simboli, a idee, sensazioni. L’ombrello giallo insegue Ted e lo spettatore in attesa di spiazzarlo con un finale malinconico e ambizioso, che ha fatto parlare di sé e continua a farlo.

Silvia Argento
Silvia Argento
Laureata triennale in Lettere Moderne e due magistrali in Filologia Moderna e Editoria e scrittura cum laude. È docente di letteratura italiana e latina, scrittrice e redattrice, autrice di un saggio su Oscar Wilde e della raccolta di racconti «Dipinti, brevi storie di fragilità».

ARTICOLI RELATIVI

ULTIMI ARTICOLI