James Ransone, attore amatissimo dal pubblico e noto soprattutto per i ruoli in Sinister, It: Capitolo Due e The Wire è morto all’età di 46 anni.
Nato a Baltimora il 2 giugno 1979, James Ransone aveva costruito la sua carriera con interpretazioni spesso tormentate. Il grande pubblico lo ha conosciuto tramite il personaggio di Ziggy Sobotka nella seconda stagione della serie poliziesca The Wire, ideata da David Simon. Questo ruolo ha messo in luce il suo talento drammatico e la capacità di rendere profondo anche personaggi più complessi. Vincitore del Film Indipendent Spirit Awars, l’attore è stato trovato morto impiccato a Los Angeles.

James Ransone: un talento a mato tra colleghi e fan
Ransone ha costruito una carriera solida tra cinema e televisione lavorando con registi come Spike Lee, John Waters e Sean Baker. Tra i suoi film più noti figurano Ken Park, Inside Man, Tangerine, Oldboy, It: Capitolo Due, Sinister e Sinister 2, oltre a The Black Phone 2. In TV ha partecipato a serie come Generation Kill, Treme, Bosch, Poker Face e CSI.
L’attore aveva già parlato in passato dei suoi problemi di salute mentale e della sua dipendenza dall’eroina durata cinque anni, oltre a denunciare abusi subiti da giovane. La sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio tra i suoi colleghi e fan, che lo ricorderanno per il suo talento e ruoli intensi.
Molti attori, registi e collaboratori con cui aveva lavorato nel corso degli anni hanno ricordato Ransone per il suo talento. La sua energia e il suo entusiasmo erano evidenti in ogni progetto, dai film horror ai dramma televisivi. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto tra chi lo conosceva personalmente e il pubblico che lo seguiva.
La moglie Jamie McPhee ha reso omaggio a suo marito su Instgram parlando del loro amore e della loro famiglia. Inoltra ha aperto una raccolta fondi su GoFoundMe per sostenere la famiglia.
