Crazy Ex-Girlfriend è una serie che si trova in streaming su Netflix ormai conclusa, ma che non ha riscosso probabilmente il successo che avrebbe meritato. È una serie di genere commedia romantica musicale con protagonista Rachel Bloom, che ne è anche autrice e ideatrice insieme a Aline Brosh McKenna. L’elemento femminile è predominante e in apparenza può sembrare la solita rom com, fatta per un pubblico unicamente di donne che vogliano distrarsi e sorridere.
Con il passare del tempo è chiaro che la serie mira ad altro, introducendo attraverso l’umorismo e la musica temi molto scomodi trattati in maniera originale. Fattore principale di questa originalità è la parte musicale: infatti, i protagonisti spesso per esprimere le proprie emozioni cantano delle canzoni. Anche chi non ama i musical può apprezzarle, in quanto non sono canzoni da prendere sul serio ma che contribuiscono a ironizzare sulle situazioni.

La trama di Crazy Ex-Girlfriend non è ciò che sembra
Crazy Ex-Girlfriend racconta la storia di Rebecca, un avvocato di successo che ha studiato nelle migliori università, come Harvard. Quando inizia la storia vive a New York e sta per essere promossa, ma non è felice. Soffre di depressione e si imbottisce di psicofarmaci per andare avanti. L’ultimo momento della sua vita in cui è stata felice aveva 16 anni ed era al campo estivo con il suo primo ragazzo Josh.
Per un fortuito caso del destino, lo incontra proprio a New York e lui le parla di West Covina, California, il luogo dove è nato e cresciuto e dove tornerà a vivere. Quasi follemente (anche senza il quasi) decide di mollare tutto e trasferirsi lì per raggiungerlo. Apparentemente Rebecca sembra appunto una ex ragazza pazza, una stalker, che segue l’ex di cui è ancora innamorata. Di fatto lo è, mente, inganna ma anche a se stessa.
Ci sono tanti altri personaggi che si riuniscono attorno a lei, creando situazioni divertenti e inverosimili, paradossali ma spesso anche realistiche. Il pregio principale della serie è sostanzialmente quello di dare spazio agli aspetti più assurdi della mente umana, senza elogiarli e nemmeno condannarli. Crazy Ex-Girlfriend non si prende troppo sul serio, ma proprio per questo riesce a suggerire riflessioni importanti.

Rebecca va oltre la stereotipica protagonista femminile
La protagonista è un personaggio sicuramente ispirato a Rachel Bloom per il modo che ha di sdoganare certi cliché dell’universo femminile, tutto ciò paradossalmente incarnandoli. Rebecca ha tutto per essere additata come tipica donna non emancipata: sembra basare la sua vita su un ex, lo stalkera, sembra ossessionata dal suo peso, ecc. Invece, incarna con il trascorrere delle stagioni una delle evoluzioni più belle delle serie TV. La pazzia che sembra solo un modo cattivo per giudicare il suo comportamento, si rivela infatti clinica, Rebecca capisce che deve farsi aiutare e lo fa con profonda consapevolezza.
Questa consapevolezza deriva anche dalla musica. Il fatto di cantare per esprimere chi si è non è niente di originale, ma specie nel finale della serie finisce per fungere da fil rouge a una vicenda strana ma incredibilmente vera nei suoi momenti demenziali e assurdi. Rebecca è un personaggio che ha il coraggio di mostrare le fragilità della mente umana non sempre in equilibrio, Crazy Ex-Girlfriend non ha paura di sbattere in faccia allo spettatore la realtà: tutti potremmo essere Rebecca, perché nessuno nel profondo vuole rimanere solo.
Di fronte all’instabilità mentale della protagonista, gli altri personaggi sembrano spaventati ma spesso anche incredibilmente comprensivi, perché la verità è che Rebecca stessa è circondata da folli, perché in fondo tutti lo siamo. Lo stesso ex è un personaggio puerile, egoista, superficiale, eppure riesce a provare un forte affetto per lei quasi paterno.

La maturità di Crazy Ex-Girlfriend nel trattare della malattia mentale
Quante volte sentiamo parlare dell’importanza della salute mentale? È un argomento sicuramente fondamentale e sono tante le serie TV che lo hanno trattato. Tuttavia, Crazy Ex-Girlfriend è originalissima proprio nel modo che ha di farlo. Stigmatizzare la “stalker” che insegue il proprio ex e che non si comporta in modo “normale”, considerarla semplicemente pazza significa non comprendere la natura umana. Rebecca non è solo questo, Rebecca è una persona che prima di tutto ha bisogno di aiuto.
Questo aiuto non è solo terapeutico, anche se naturalmente la parte clinica gioca un ruolo importante, ma riguarda anche la solidarietà tra le persone che dividono la condizione di umanità e di trauma psicologico. È fin troppo facile dire di Rebecca “ha bisogno dell’aiuto di un medico”, quando la sua grande difficoltà deriva da una mancanza di autostima, ma anche di affetto intorno. Sono gli amici, gli altri, con le loro fragilità a contribuire, non solo la terapia.
L’universo biologico e psicologico specie femminile è un tema ricorrente che allo stesso modo della malattia mentale non è banalizzato e nemmeno “accademizzato”, facendo di Crazy Ex-Girlfriend una serie impegnata e paradossalmente rilassante, complessa ma anche minimalista. Per questo è stata oggetto di diversi studi anche di psicologia e per questo merita sicuramente un’attenta visione.
