Si parte con una domanda diretta e curiosa. Cosa ci ha insegnato il cinema d’intrattenimento negli anni? Facile. Che quando la formula funziona e il botteghino risponde con entusiasmo, rimanere all’asciutto è un lusso che nessuna major hollywoodiana può permettersi. A cinque anni di distanza dal piccolo miracolo claustrofobico capace di terrorizzare le sale di tutto il mondo, Crawl 2 è ufficialmente pronto a riportarci a mollo tra mascelle spalancate e acque torbide. Il sequel del fortunato “monster movie” targato Paramount Pictures, ha finalmente ottenuto il semaforo verde. È stata anche riconfermata al timone dell’operazione la medesima squadra d’assalto, che aveva trasformato un’idea apparentemente semplice in un piccolo cult del genere survival horror.
A guidare il progetto troviamo infatti il ritorno in cabina di regia del regista francese Alexandre Aja, già autore dell’apprezzato Le colline hanno gli occhi. A garantire però la giusta dose di follia e mestiere, c’è ancora una volta lo zampino del leggendario Sam Raimi. Il creatore de La casa, coinvolto nuovamente nel ruolo di produttore principale con la sua Raimi Productions, tornerà a supervisionare una creazione intrigante. La macchina narrativa del 2019, riuscì nell’impresa di incassare oltre 91 milioni di dollari a fronte di un budget risicato di appena 13,5 milioni.

Elementi urbani e nuovi volti per Crawl 2
I dettagli inerenti alla sceneggiatura rimangano ancora rigorosamente secretati negli archivi della produzione, ma qualcuno ha già spifferato alcuni dettagli. Ad esempio, le prime indiscrezioni confermano un cambio di registro cromatico e geografico. Infatti, la storia abbandonerà le intercapedini allagate della Florida e la stoica Kaya Scodelario per trasferirsi in una nuova metropoli. Dunque, ci sarà l’introduzione di un cast inedito pronto a fare i conti con l’incubo dei rettili. Cambiano i volti e le città, ma la fame degli alligatori e la sadica voglia di farci saltare sulla poltrona restano esattamente le stesse.
L’obiettivo dichiarato da Aja e Raimi è quello di alzare ulteriormente l’asticella della suspense, sfruttando l’elemento urbano per creare situazioni d’assedio ancora più imprevedibili. In un’epoca saturata da mostri digitali ed effetti speciali spesso senz’anima, la promessa di un thriller fisico, ritmato e privo di fronzoli rappresenta una manna dal cielo. Gli amanti del genere vogliono tornare alla tensione primordiale, a quel realismo che manca da tempo. Con la fase di pre-produzione attualmente in corso, non ci resta che preparare il salvagente e incrociare le dita. La caccia aprirà i battenti nell’ormai vicino 2027.
