lunedì, 20 Settembre, 2021

Constantine

Se si volesse circoscrivere Constantine (2005) a un unico genere cinematografico ben definito si farebbe una grande fatica. Infatti, ci troviamo di fonte a una storia che si muove tra il noir, il thriller e l’horror vero e proprio. Il background e i personaggi sono liberamente tratti da Hellbrazer, un fumetto edito dalla DC Comics.

Constantine di Francis Lawrence si distacca molto dalla storia originale, prima di tutto per la rappresentazione del protagonista, che se nel fumetto è biondo e indossa un vecchio impermeabile, nella trasposizione, è interpretato da un moro, elegante e affascinante Keanu Reevers.
Un’altra importante differenza rispetto riguarda poi l’ambientazione, in Hellblazer Constantine vive a Liverpool, la trasposizione cinematografica è invece ambientato a Los Angeles. Gli eventi si spostano quindi dall’originale contesto britannico per arrivare in un nuovo scenario marcatamente americano.

Questi cambiamenti hanno probabilmente infastidito molti fan della saga, che spesso hanno dato recensioni molto negative all’opera di Lawrence. In realtà Constantine, pur non avendo la pretesa di ergersi a capolavoro del genere, risulta essere perfettamente godibile, grazie anche agli effetti speciali, che garantiscono una buona resa dei demoni e del paesaggio infernale, pur non appesantendo eccessivamente la fotografia.

Constantine

Il film affronta i temi del rapporto tra l’uomo e la religione, del contrasto tra Dio e il Diavolo. Per questo motivo non può mancare fin da subito una chiara citazione ad un grande classico del cinema incentrato proprio su questi argomenti, ovvero: L’esorcista. Se nel capolavoro di William Friedkin il male, sotto la forma di una statuetta, viene portato allo scoperto in una terra lontana come l’Iraq, allo stesso modo, in Constantine la Lancia del Destino, oggetto legato al maligno, viene rinvenuta in Messico, lontano da Los Angeles, che diventerà poi il centro degli eventi.

Qualche scena più tardi il protagonista fa la sua prima apparizione: la sua prima missione è quella di esorcizzare una ragazza posseduta. La vittima è legata al letto della sua stanza, in preda a grida e convulsioni, proprio come Regan, mentre sta per essere esorcizzata.
Eppure, Constantine non è affatto simile al riflessivo Padre Marrin dell’Esorcista, è un uomo d’azione e senza fede, che sfida il demone con la sua tagliente ironia, non risparmiandogli neanche una buona dose di insulti.
Il film si pone, quindi, fin da principio su un tono minore rispetto all’incrollabile classico che sta citando, presentandosi come un prodotto adatto a tutti i palati cinematografici.

Constantine

La trama ruota tutta attorno all’affascinante figura di John Constantine, un cupo e solitario eroe romantico del mondo contemporaneo, un protagonista del tutto atipico rispetto a quelli, che solitamente popolano i fumetti e i film di questo tipo.

Constantine è, infatti, un incallito fumatore, e già nella sua prima apparizione vediamo proprio la sua mano nell’atto di gettare a terra un mozzicone di sigaretta. Il fumo è una presenza costante e ingombrante nella vita di John, che, proprio a causa del suo vizio, è affetto da un cancro ai polmoni in fase terminale. Perfettamente consapevole del fatto che la sua esistenza sulla terra si riduce oramai a una breve parentesi, il cacciatore di demoni cerca di “contrattare” con il cielo la salvezza della sua anima. Dopo un tentato suicidio – per giunta anche riuscito, anche se solo per alcuni minuti – e una vita di peccati e di eccessi, il protagonista sa, infatti, di essere condannato a un’eternità di dannazione e dolore.

“La sua anima è andata dritta all’inferno, dove verrà fatta a pezzi più e più volte in una disumana, brutale agonia per tutta l’eternità” – quando Constantine pronuncia queste parole parlando di Isabel, in realtà parla anche di se stesso, perché è perfettamente consapevole del destino che lo attende.

Constantine

Come emerge dai dialoghi con i vari personaggi, John non può sperare nella salvezza, perché non è realmente pentito, è solamente spaventato dalle conseguenze ultraterrene dei suoi peccati; non ha neanche fede in Dio, poiché crede solamente perché ha visto l’aldilà con i propri occhi.
Tutte le battaglie combattute contro i demoni e tutti gli esorcismi si riducono in realtà solamente a dei tentativi egoistici volti a “comprare” un posto in Paradiso. Constantine è un uomo vissuto sempre e solo per se stesso ed è anche un vigliacco, poiché non vuole affrontare le conseguenze delle proprie azioni: insomma, un perfetto antieroe.

Per il protagonista la vita sulla terra è solamente una fase di passaggio, e poco importa che la morte sia infine causata dalla volontà di Dio o dalla perfidia di Satana. Per citare le parole del cacciatore di demoni: “Se vuoi la mia opinione il fuoco è fuoco.”
Un cambiamento però avviene nel momento in cui Constantine incontra Angela Dodson, una giovane poliziotta con dei poteri simili ai suoi, che chiede l’aiuto di John per fare chiarezza sulla morte di Isabel, sua sorella gemella. È proprio grazie a lei, che il protagonista riuscirà a trovare la giusta via per la redenzione.

Una nota di merito va, infine, a Tilda Swinton, per la calzante interpretazione dell’androgino Arcangelo Gabriele, e a Peter Stormare, che compare nelle scene finali nel ruolo di Lucifero. Quest’ultimo si presenta vestito di un elegante completo bianco e con l’aspetto di un importante uomo d’affari. Satana potrebbe anche assomigliare a Dio, a giudicare dall’abito candido, ma i piedi neri e sporchi di fango, l’atteggiamento triviale, la sua perfida ironia e lo sguardo perversamente malvagio tradiscono la sua vera natura.

In conclusione, le scene d’azione e gli orrorifici effetti speciali tengono alta l’attenzione di ogni tipo di spettatore, per questo possiamo dire che Constantine è senza dubbio un film che può essere apprezzato tanto dai fan degli eroi dei fumetti, quanto dagli amanti del genere fantastico-gotico.

Voto Autore: [usr 3,0]

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