Recensioni FilmBabylon: la recensione del nuovo film di Damien Chazelle

Babylon: la recensione del nuovo film di Damien Chazelle

La caducità degli artisti e l’immortalità dell’arte. La critica alla forma che diventa venerazione per il contenuto. Sfarzo, eccesso e vizi. Damien Chazelle ci regala Babylon, un viaggio all’interno di una Hollywood decadente, e allo stesso tempo radiosa, nel passaggio dal cinema muto a quello sonoro. Il regista, dopo aver diretto First Man, torna dove si era trovato bene, il tempio del cinema che aveva fatto da sfondo al suo più grande successo La La Land. Lo fa portando con sé attori del calibro di Margot Robbie, Brad Pitt, Tobey Maguire e introducendo al grande pubblico una vivida promessa, Diego Calva.

- Pubblicità -

Babylon trama

Le scalate sociali di vari personaggi si intrecciano nella caotica Hollywood durante il passaggio dal cinema muto a quello sonoro. Manuel Torres e Nellie LaRoy sono due anonime e sconosciute figure di quel periodo che vorrebbero diventare attori. Jack Conrad è, invece, un attore di successo. L’avvento del sonoro cambierà tutte le carte in regola. Le star incapaci di reinventarsi tramonteranno, gli sconosciuti che riusciranno a cogliere l’opportunità si affermeranno.

Babylon cast

Il cast è composto da Diego Calva (Manuel ‘Manny’ Torres), Margot Robbie (Nellie LaRoy), Brad Pitt (Jack Conrad), Jovan Adepo (Sidney Palmer), Li Jun Li (Fay Zhu), Tobey Maguire (James McKay), Flea (Bob Levine), Jeff Garlin (Don Wallach).

babylon
Margot Robbie e Diego Calva in Babylon

Babylon recensione

Babylon è un assolo jazz interminabile, uno di quelli in cui il musicista indugia, gioca con l’ascoltatore e solo alla fine, in un tripudio musicale senza pari, toglie il velo e mostra la bellezza dell’arte, il potere immortale di essa.

- Pubblicità -

Damien Chazelle, il regista prodigio di Babylon, compie lo stesso processo. Dopo un percorso duro, a tratti durissimo, estenuante ma comunque così affascinante da rimanerne esterrefatti, ci prende per mano e ci fa entrare nella sua immaginazione, per farci capire perché è diventato un regista, perché ha voluto far parte di questo mondo così contaminato e guasto.  

L’immortalità dell’arte e la caducità degli artisti

Il film inizia con una lunghissima e magnifica sequenza di una festa nella villa di un importante produttore, a cui prendono parte tutti grandi volti della Hollywood degli anni ‘20 e a cui vorrebbero prendere parte tutti gli anonimi volti che gravitano attorno ad essa.

Nellie LaRoy, interpretata da Margot Robbie, estrosa e stravagante, è in cerca di una parte come attrice in qualche film. Manny Torres, interpretato da Diego Calva, vorrebbe diventare attore ma non riesce a ritagliarsene la possibilità. Sydney Palmer, interpretato da Jovan Adepo, è un musicista jazz che sta per avere la sua grande opportunità ma vive ancora in un incerto e deprimente limbo. Gli abitanti silenziosi della Hollywood sotterranea.

- Pubblicità -

Chi invece ha già raggiunto l’apice e si appresta a compiere il proprio viale del tramonto è Jack Conrad, interpretato da Brad Pitt, un attore di cinema muto che avrà difficoltà ad ambientarsi nel sonoro.

Brad Pitt in Babylon

Tutte queste figure si muovono seguendo l’ordine delle cose, chi aspettando la propria fine, chi l’occasione più importante della propria vita. Eppure, tutti partecipano alla grande danza dello show business americano.

La rappresentazione di esso è volutamente esagerata, grottesca, folle. L’esasperazione, che raggiunge l’apice durante una discesa verso gli “inferi” guidata dal personaggio interpretato da Tobey Maguire, è funzionale ad una feroce critica all’impalcatura che piano piano, man mano che il film giunge al termine, si capovolge e diventa amore per l’oggetto, per la rappresentazione. Il regista prende atto della vera natura del mondo in cui lavora, ma non può fare a meno di inchinarsi davanti a cotanta bellezza e magnificenza artistica.

Le pellicole, oggetti immortali, vincono il tempo e la storia, dimenticandosi di chi le ha concepite. Come qualsiasi forma artistica, anche il cinema si mostra esclusivamente per ciò che lascia e non per ciò che è stato. L’arte supera il presente, gli artisti no.

babylon
Diego Calva in Babylon

Il tema del progresso: La La Land e Babylon

Fin dal soggetto, appare chiara la centralità del tema del progresso all’interno del film. In esso, il progresso è analizzato sotto la luce degli effetti che esso reca ad un’industria che lo subisce. L’industria cinematografica, nel passaggio dal muto al sonoro, si trova spiazzata, fuori luogo, legata indissolubilmente al passato, incapace di divenire presente e futuro. Attori che cadono, star che tramontano, incapaci di reinventarsi in qualcosa di diverso.

L’idea di amarezza iniziale è sostituita, però, dalla consapevolezza dell’importanza del progresso e dei benefici che esso porta. Il regista giudica il mutare dell’arte necessario per renderla eterna. L’effimera presenza degli artisti impotenti perde d’importanza di fronte all’immortalità dell’arte. Il tema del progresso sembra essere caro al regista americano, considerando che è presente anche in uno dei suoi progetti passati.

babylon
Margot Robbie in Babylon

In La La Land, infatti, il progresso, rappresentato questa volta dal punto di vista musicale, sembra corrompere il protagonista Sebastian, interpretato da Ryan Gosling, portandolo su una diversa strada rispetto a quella relativa al proprio sogno. I sogni sembrano svanire davanti all’inesorabile incedere del progresso.  Alla fine, però, la situazione si capovolge e il progresso diventa lo strumento che mette l’uomo di fronte alla realtà. Il mondo che va avanti, l’uomo che non può rimanere indietro, in un verso o nell’altro.

La funzione destrutturante del progresso è, quindi, presente in entrambi i film. Da una parte, però, esso anticipa una personale autorivelazione del protagonista, dall’altra permette alla Storia di plasmare l’arte ed imprimerla nell’eternità. 

babylon
Tobey Maguire in Babylon

La musica in Babylon: Justin Hurwitz

Come in tutti i film di Chazelle, l’aspetto musicale è curato alla perfezione. Il compositore Justin Hurwitz, da sempre legato al regista, crea una sinfonia che accompagna i protagonisti in danze, feste e scene di vita quotidiana.

Non poteva ovviamente mancare il jazz, nel film rappresentato dal musicista Sidney Palmer. La centralità della musica nel cinema di Chazelle è un veicolo per esasperare la vitalità delle situazioni. Così, con il brano “Welcome”, Hurwitz dà il benvenuto allo spettatore in una caotica situazione di mondanità, con “Champagne” cita sé stesso e le sue note presenti nei brani di La La Land, con “Finale” accompagna uno dei finali cinematografici più ambiziosi e sentimentali mai visti ad Hollywood.

babylon
Jovan Adepo in Babylon

Una sincera ode all’arte

Proprio nel finale, il film raggiunge il proprio apice, implodendo in un omaggio a quello che è stato e a quello che sarà il cinema. Con questo film, Chazelle ci aiuta a capire l’evolversi di una città come Los Angeles, di un’industria come Hollywood, di un’arte come il cinema. Nella sua caotica cornice di critica allo star system e all’apparato cinematografico, Babylon è una sincera ode all’arte, che, come poche cose, ha il potere di essere indelebile e senza tempo.

Babylon trailer

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Babylon è una lettera d'amore al cinema, intrisa di critica verso il sistema dell'industria cinematografica, rappresentata nel suo eccesso e sfarzo.
Redazione
Redazione
La Redazione di Moviemag.it è formata da un gruppo variegato di professionisti e appassionati di cinema. Tra studenti di cinema, critici cinematografici, giornalisti e scrittori, il nostro gruppo cresce ogni giorno, per offrire ai lettori recensioni, novità, curiosità e informazione sul mondo della settima arte. Questo profilo rappresenta la Redazione di MovieMag presente e passata al completo, compresi tutti gli autori che hanno scritto in passato per la rivista.

CONDIVIDI POST:

IN TENDENZA ORA

RACCOMANDATI

Babylon è una lettera d'amore al cinema, intrisa di critica verso il sistema dell'industria cinematografica, rappresentata nel suo eccesso e sfarzo.Babylon: la recensione del nuovo film di Damien Chazelle