Recensioni FilmCow: il nuovo documentario di Andrea Arnold su Mubi

Cow: il nuovo documentario di Andrea Arnold su Mubi

Nei giorni scorsi Mubi ha reso disponibile Cow, film diretto da Andrea Arnold. Presentato al Festival di Cannes nel 2021, Cow è il quinto lungometraggio della regista inglese (qui la recensione del suo American Honey) vincitrice del Premio Oscar al Miglior Cortometraggio nel 2005 con Wasp.

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Cow: trama

Cow ha per protagonista Luma, una mucca che vive in un allevamento nel sud del Regno Unito. Il film segue alcuni frammenti della sua vita, che si alterna tra la mungitura, l’accoppiamento, il parto e l’affaticamento che la vita d’allevamento provoca in lei.

Cow

Cow: recensione

Cow porta dentro di sé un evidente paradosso. Il cinema con protagonisti gli animali tende sempre ad umanizzare quest’ultimi. Sia che si tratti di animazione che di film live action, laddove l’animale ha un ruolo da protagonista finisce per essere antropomorfizzato. Cow non fa eccezioni e si spinge addirittura più in là. Pur essendo un documentario, non si pone mai oggettivamente nei confronti del soggetto che mette in scena. Luma, la mucca protagonista del film, non è una mucca, ma l’idea che noi umani ci siamo fatti della mucca.

Il paradosso sta proprio qui: il film pone al centro di tutte le inquadrature proprio Luma, l’animale, eppure non la riprende mai come fosse un animale, ma come fosse un essere umano. Il film umanizza i suoi sguardi e le sue reazioni, il montaggio e la regia fanno sì che i suoi gesti vengano interpretati secondo il modo di agire umano. Lo spettatore arriva a riconoscersi nello sguardo della mucca e ad empatizzare con lei. Questa scelta stilistica è una dichiarazione d’intenti, perché è solo il primo livello in cui si inserisce questa antropomorfizzazione.

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L’intero mondo in cui vive Luma reca su di sé l’impronta dell’uomo. Cow racconta di un mondo in cui l’uomo ha assunto il controllo su tutto, sulla vita delle mucche, sulla loro crescita, su tutti gli aspetti che riguardano la loro esistenza. Una centralità dell’impronta umana che è estremamente evidente, nonostante gli esseri umani vengano inquadrati solo di sfuggita e la macchina da presa sia sempre fissa sul corpo della mucca protagonista.

Cow

È una lezione di cinema intelligente quella che Andrea Arnold fa con questo film. Concentrandosi sulla routine di una mucca, Arnold racconta il mondo a cui ci troviamo difronte, un mondo di cui ormai diamo per scontata la forma umana. È un mondo modellato dall’uomo e che per questo viene messo in scena come fosse un territorio postapocalittico, senza più speranza, dove l’unica “umanità” rimasta è quella di Luma.

L’unico momento in cui il potere dell’uomo lascia il posto alla natura è quando Luma e le altre mucche vengono lasciate libere di pascolare in un grande prato vicino all’allevamento. È un momento molto alto, non solo perché questo riunirsi con la natura contrasta e dà senso al resto della pellicola, ma anche perché dimostra che Andrea Arnold è in grado di dare del suo meglio con pochi mezzi. Limitandosi a seguire la sua protagonista in ambienti reali, non ricostruiti, Arnold rivela una cura estetica notevole, sia che riprenda un grande prato illuminato dal sole, sia che si muova all’interno dei sentieri freddi e fangosi dell’allevamento. La fotografia modella i corpi e il paesaggio dando vita a dei veri e propri dipinti sullo schermo.

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Ma c’è veramente posto per la bellezza nel mondo dipinto dal film?

Non mancano anche alcuni momenti di tenerezza, che spezzano il dramma che altrimenti anima il resto della pellicola. Sono i momenti in cui, così come la scena al pascolo, si riconquista un predominio della natura. Alla fine del film, quindi, è impossibile non interrogarsi circa la nostra effettiva responsabilità sul mondo a cui ci troviamo difronte.

Siamo in un’epoca in cui il cinema cerca di sensibilizzare sulla crisi ambientale, sia tramite le produzioni più mainstream, sia tramite prodotti più sperimentali. E questo tema viene spesso veicolato attraverso un ancoraggio al realismo o, al contrario, una rilettura fantastica.

Cow si inserisce tra queste due strade, unendo il realismo del documentario ad una narrazione quasi distopica sull’arroganza dell’essere umano.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
emozioni

SOMMARIO

Cow racconta le giornate di una mucca in un allevamento e attraverso il resoconto della sua routine, denuncia il potere che l'uomo esercita oggi sulla natura. Un'opera esteticamente appagante che merita di essere recuperata.
Redazione
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