Harry Potter e Doni della Morte Parte 1 riesce nell’impossibile: farci capire che David Yates è capace di realizzare una pellicola buona, o perlomeno decente. L’adattamento dell’ultimo libro fu diviso in due parti per rendere più giustizia alla parte cartacea. Vediamo come se la sono cavata.

Harry Potter e i Doni della Morte Parte 1 – Trama e Cast
Lord Voldemort è ormai al vertice del mondo magico. Dopo la morte di Silente, Harry Potter abbandona la scuola per mettersi alla ricerca degli Horcrux, insieme a Ron ed Hermione, ma niente non è come sempre e la ricerca è più ardua di quanto i nostri eroi pensassero.
Nell’ultimo capitolo ci sono nuove guests come Rhys Ifans (Xenophilius Lovegood) e Bill Nighy (Rufus Scrimgeour).
Probabilmente Yates era un buon regista solo per questo film
Tenendo in considerazione di tutti i registi che hanno preso parte alla saga di Harry Potter, dobbiamo dire che probabilmente David Yates era “perfetto” solamente per questa pellicola.
La prima parte del romanzo è molto lenta, a volte troppo pesante, ma serve a far capire agli spettatori che cosa stanno vivendo i personaggi in quel momento. I momenti di campeggio, quando il trio si mette alla ricerca degli Horcrux, sono molto ansiogeni e la “cronologia” delle persone scomparse che sentiamo in sottofondo è una buona scelta che ci aiuta a capire lo stato d’animo di Ron.
A proposito di Ron… finalmente possiamo dire ben tornato Rupert Grint, ci eri mancato! Il migliore amico del protagonista era passato in secondo piano a partire dalla terza pellicola, quando sappiamo che nei libri è molto importante fino alla fine, e finalmente ora torna ad avere la sua utilità.
Sicuramente il momento più bello è la narrazione della storia dei tre fratelli. Si adotta uno stile che ricorda quello delle ombre cinesi e si tratta di una scelta perfetta, sicuramente uno dei momenti migliori dell’intera saga.
Un altro momento degno di nota è la visita di Harry ed Hermione alla tomba dei genitori del primo, ma lì il merito è della versione cartacea che riesce a rendere molto toccanti i momenti del protagonista con i suoi genitori defunti.
Yates riesce a rendere bene anche la scena con Nagini, unendo horror e tensione ai massimi livelli. Credo che la ricorderemo a lungo!

Si cerca di unire tutti i tagli delle scorse pellicole
Forse il difetto maggiore di Harry Potter e i Doni della Morte Parte 1 sono i tagli del passato. La sceneggiatura cerca di trovare un rimedio a tutte le pezze, ma non sempre ci riesce e a volte alcune scelte sembrano forzate.
Parliamo di Bill Weasley; il personaggio viene introdotto nel quarto libro, ma nell’adattamento cinematografico era stato tolto. Sappiamo che è importante nel sesto libro, soprattutto per la sua storia d’amore con Fleur e per il suo scontro con Greyback. La produzione decise di tagliare la sua storia in maniera netta, senza rendersi conto che il personaggio era funzionale in alcuni momenti dell’ultimo libro?
E allora come fare?
Si introduce il personaggio nell’ultima pellicola con tanto di spiegone, manco ci trovassimo di fronte un film di Christopher Nolan.
Il problema è poi ravvisabile nell’ultimissimo film. In Harry Potter e i Doni della Morte Parte 1 vengono introdotte delle sottotrame che non avranno mai una risoluzione finale.
Un esempio famoso è la storia di Lupin e Tonks: in questa pellicola sembrano voler annunciare a Harry che avranno un bambino e vorrebbero chiedergli di essere il padrino, ma la scena in questione non c’è nel montaggio finale e nella prossima pellicola vedremo Harry chiedere a Lupin di suo figlio.
I lettori sono consapevoli di che cosa si stia parlando, ma chi non l’ha fatto no. Uno dei difetti maggiori della saga di Harry Potter è che vari registi abbiano dato per scontato che tutti i spettatori abbiano letto i libri.
Tuttavia non è così e l’adattamento non riesce a colmare del tutto a quei buchi di trama.
La stessa sorte è toccata alla storia di Silente, ma in quel caso si è cercato di risolvere con lo spin off Animali Fantastici che però non ha ricevuto successo.

Dobby ci eri mancato, ma hai poco senso. Ma la tua morte è bella
La morte di Dobby nella trasposizione cinematografica è la migliore insieme a quella di Cedric Diggory. Il problema principale è che il simpatico elfo era stato eliminato in malo modo nel quarto, quinto e sesto film e riportarlo ora.
Avrebbe avuto più senso farlo rivedere almeno nella pellicola precedente, ma non dobbiamo essere sempre pignoli e dobbiamo essere onesti: la sua morte è commovente e ben realizzata.
In conclusione
Harry Potter e i Doni della Morte Parte 1 non è un film perfetto, ma perlomeno Yates cerca di risolvere ai tutti problemi precedenti. In parte ci riesce, in parte no.
Di certo non lo perdoneremo per aver tagliato la splendida scena tra Harry e suo cugino Dudley, che sanciva la redenzione di quest’ultimo.
