Di film tratti dai libri ce sono decine, oggi però vi proponiamo 5 titoli del nostro troppo spesso (e ingiustamente) bistrattato cinema italiano contemporaneo.
I 5 film tratti dai libri:
Fai bei sogni (2016)
Fai bei sogni è un film diretto da Marco Bellocchio tratto dall’omonimo romanzo di Massimo Gramellini, vincitore di 2 Nastri d’argento. L’autore (giornalista e conduttore televisivo) ha scritto nel 2012 una splendida autobiografia in cui affronta il trauma più grande della sua vita: la morte di sua madre. Una morte però su cui gravano ancora misteri e domande. Il libro ripercorre tutte le fasi della vita di Massimo, prima bambino, poi adolescente e infine adulto, tormentato sempre dagli stessi incubi e dagli stessi dubbi. Ciò che scoprirà a ormai 40 anni grazie ad una lettera è che in realtà la madre, malata, si suicidò gettandosi dal balcone. Il padre, severo e protettivo, non gli aveva mai detto la verità per paura di ferirlo. Valerio Mastandrea veste i panni di Massimo, Barbara Ronchi quelli di sua madre, Guido Caprino quelli di suo padre. La pellicola è molto fedele al romanzo di cui incarna la rabbia e l’impotenza di Massimo per quella che gli sembra un’ingiustizia subita troppo presto, il suo dolore ma anche quello della madre, che arriva ad una scelta tanto estrema per pura disperazione. Il film, come il libro, ricordano l’importanza della verità che, seppur crudele, è l’unica arma per chiudere delle ferite ancora sanguinanti e guarire. Tra i migliori film tratti dai libri.

Le otto montagne (2022)
Le otto montagne, diretto da Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, è tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Cognetti (vincitore del premio Strega) ed è ora disponibile su Netflix. È un film estremamente particolare e intenso, girato in 4:3 (per ricordare il formato dei filmini a 16 mm usato ai tempi dagli alpinisti filmakers) che ha vinto 2 Nastri d’Argento e 4 David di Donatello. Racconta l’amicizia che sulle montagne nasce tra Pietro e Bruno magistralmente interpretati da Luca Marinelli e Alessandro Borghi (Non essere cattivo). I due hanno dato vita ad una performance attoriale di livello davvero molto alto, dimostrando di essere dei nomi estremamente rilevanti del panorama italiano. Il film, così come il romanzo, è un boccone amaro che si fa fatica a mandare giù. Quella che narra è una storia profonda ma triste, che mostra come le nostre scelte possano cambiare tutto. Pietro e Bruno diventano simbolo di un legame viscerale che non ha bisogno di troppe cure perché mai potrebbe spezzarsi. Entrambi alla fine trovano il loro posto nel mondo ma ci sarà sempre un prezzo da pagare.

Il colibrì (2022)
Il colibrì, con la regia di Francesca Archibugi, è tratto dall’omonimo romanzo di Sandro Veronesi (vincitore del premio Strega) ed è ora disponibile su Netflix. Racconta la vita di Marco Carrera interpretato da Pierfrancesco Favino (Comandante). Marco è un uomo normale che si ritrova ad affrontare durante il suo percorso personale il susseguirsi di eventi significativi: la prima storia d’amore mai dimenticata (e quindi mai davvero finita), il suicidio della sorella, un incidente aereo scampato all’ultimo minuto, i problemi psichici della moglie, la passione per il gioco d’azzardo. Marco prova a destreggiarsi come può e sembra poi trovare un equilibrio grazie alla figlia Adele; prendersi cura di lei diventa l’unico obiettivo. Il film si conclude con Marco che, ormai gravemente malato, decide di ricorrere all’eutanasia, andandosene serenamente dopo una vita vissuta come meglio poteva. Il libro, come il film, affrontano molti temi delicati senza appesantire il lettore e lo spettatore. Il merito di questo film è forse proprio questo: far riflettere ricordando di mantenere sempre vivo l’amore per la vita perché, alla fine, c’è sempre una soluzione.

Confidenza (2024)
Confidenza, con la regia di Daniele Luchetti, è un thriller psicologico tratto dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone. Si narra la storia di Pietro Vella, stimato professore che cade nella trappola dei segreti. Comincia una relazione con una sua ex studentessa (Teresa) alla quale rivela il suo più profondo segreto; vivrà tutta la vita con il timore che Teresa possa rivelarlo. Assistiamo all’angoscia di quest’uomo che sembra essere tormentato da questa donna ma in realtà è tormentato solo da se stesso. Elio Germano (Il signore delle formiche) veste i panni di Pietro e con la su espressione aggrottata esprime perfettamente l’inquietudine del personaggio. Il film è uno degli esperimenti più interessanti e controversi degli ultimi anni che vi lascerà confusi ma incuriositi.

Il treno dei bambini (2024)
Chiudiamo con Il treno dei bambini diretto da Cristina Comencini (e presentato al Festival del Cinema di Roma) tratto dall’omonimo romanzo di Viola Ardone che uscirà il 4 dicembre su Netflix. Ambientato nel 1946, narra la storia di Amerigo Speranza, un bambino diviso tra due madri: quella di Napoli (Serena Rossi) e quella “del Nord” (Barbara Ronchi). Amerigo viene mandato via da Napoli in cerca di un futuro migliore, lontano dalla miseria che il Sud sta affrontando dopo la seconda guerra mondiale. Il romanzo è diventato un bestseller ed è stato tradotto in ben 25 lingue. È una storia commovente che non vediamo l’ora di scoprire anche sul piccolo schermo.

