Prime VideoWinx Club: in attesa del reboot, ecco la stagione migliore

Winx Club: in attesa del reboot, ecco la stagione migliore

Il Winx Club tornerà con una storia completamente nuova il prossimo autunno. Dopo il flop clamoroso di Fate, Iginio Straffi non si arrende e riporterà le amate fatine di Magix sul piccolo schermo. Con una nuova animazione e nuovi personaggi, ma per i nostalgici le vere fate di Alfea saranno sempre quelle degli anni 2000. Ed ecco perché abbiamo deciso di recensire quella che è stata la recensione migliore

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Trama e doppiaggio

Dopo aver sconfitto le malvagie Trix, la comunità magica è tornata alla vita normale. Tuttavia, la normalità non fa parte della vita delle cinque fatine; quando una misteriosa fata di nome Aisha arriva ad Alfea, si scopre che il malvagio Lord Darkar sta elaborando un piano per conquistare il potere della dimensione magica e che le piccole Pixie sono state rapite.

Il doppiaggio è composto grandi artiste: Letizia Ciampa (Bloom), Perla Liberatori (Stella), Gemma Donati (Musa), Domitilla D’Amico (Tecna), Laura Lenghi (Aisha) e Ilaria Latini (Flora).

Winx Club: perché la seconda stagione e la migliore?

Ovviamente quando pensiamo alle Winx non dobbiamo pensare a un prodotto perfetto, specialmente dal punto di vista della narrazione. I personaggi femminili (ma anche quelli maschili) rimangono stereotipati da paura, le nostre eroine hanno promosso dei canoni estetici terrificante (le vitine da vespe delle giovani sono raccapriccianti) e le Pixie sono i personaggi più fastidiosi mai creati all’interno di una storia, ma la buon vecchia Rainbow aveva bisogno di racimolare qualche soldino da sfruttare grazie al marketing, dunque come fare? Ma ovviamente bisogna mettere nuovi personaggi random e oggetti che compaiono all’improvviso, ovvero il gioiello charmix.

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Ma non soffermiamoci solo sulle pecche e spieghiamo il motivo perché la seconda stagione rimarrà sempre la migliore dell’intero arco narrativo.

Innanzitutto, Aisha è il personaggio migliore che il gruppo potesse mai avere. Riesce a essere una perfetta femminista prima ancora che il femminismo diventasse una tematica obbligatoria da introdurre in ogni prodotto e si fa amare, non odiare come la terribile Biancaneve dell’osceno live action (se vi siete strappati gli occhi al cinema, leggete la nostra recensione). Soprattutto, il design e la grafica sono ottimi, nonostante qualche difettuccio (carissima ottava stagione, com’è possibile che conte tutte le attuali tecnologie tu faccia schifo???).

Si apprezza il fatto che il gruppo si mostra in tutta la sua umanità. Non sono amiche perfette e la stagione lo mette in risalto: litigano spesso, hanno problemi nelle loro relazioni e dubitano di loro stesse. Questo aspetto verrà sempre meno nella storia e i personaggi verranno resi delle macchiette odiose, specialmente Bloom (che non brillerà mai simpatia).

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Erano tutte ben caratterizzate, prendiamo per esempio Musa: essendo la fata della musica è normale che abbia il desiderio di essere una cantante ed è sempre un po’ “maschiaccio”, ma l’amiamo per questo motivo. Perché nella quarta stagione si trasforma in una super modella odiosa e soprattutto perché le altre vogliono creare una band e Bloom le deve rubare la scena come cantante, sebbene non abbia mai mostrato propensione al canto?

Cara dark Bloom, quanto ci sei piaciuta e mancata

La seconda stagione riesce in quello che tutte le altre stagioni hanno floppato: rendere Bloom, la protagonista della storia, più accettabile. Ovviamente la nostra eroina dai capelli rossi non brilla per simpatia in condizioni normale; nella terza stagione i suoi pianti e lamenti sono tollerabili come un’unghia sulla lavagna: piange perché Sky non l’ama più, piange perché non riesce a diventare la fata più potente di tutte, piange perché i suoi genitori biologici sono morti e poi piange perché sono vivi e blablablabla…

Nella seconda stagione la Mary Sue della situazione (finalmente) non si mostra infallibile: è fragile, ha dubbi in se stessa e nei suoi amici e mostra un lato oscuro che non sapeva di avere. La sua cotta verso il fasullo Avalon (tra l’altro lui e Palladium ship suprema!) riesce anche a rendere più dinamica e vera la sua noiosissima storia d’amore con Sky.

Iginio Straffi ha dichiarato che nel reboot la rivedremo di nuovo e speriamo che porti con sé una nuova storia interessante.

Le storie d’amore a volte funzionano e a volte no

Come abbiamo detto, Sky e Bloom sono la noiossimi. Forse l’unica coppia che funziona davvero sono Stella e Brandon e anche Timmy e Tecna non sono male. Musa e Riven hanno un grandissimo potenziale, ma purtroppo il personaggio di lui traballa un po’ nella caratterizzazione. Speriamo sempre in una sua redenzione, ma poi commette sempre gli stessi errori e questo porta la relazione a essere tossica. Unpopular opinion: Helia e Flora non mi piacciono. Lui non è caratterizzato ed è stato creato solo per dare un fidanzato alla fatina dei fiori, ma speriamo che nel reboot abbia una storia d’amore più interessante dato che Helia non ci sarà. Mi dispiace per le sue fans.

Winx Club

In conclusione

Ovviamente la seconda stagione non è perfetta: per quanto le Trix siano dei personaggi iconici, a volte a loro presenza dopo la prima stagione è ridondante e non veramente utile alla narrazione, se non servire il villain di turno ed essere trattate come dei personaggi completamente stupidi, da liquidare quando non servono più. Quanto ci sarebbe piaciuto di più avere un glorioso scontro tra le Winx e Trix che concludesse la loro rivalità, piuttosto che i loro scontri ripetitivi.

Però bisogna dire che Lord Darkar è stato un grandissimo cattivo e dopo di lui non si hanno più avuto nemici così carismatici. Speriamo che nel reboot riescano a introdurre qualcuno che sia alla sua altezza.

E comunque vada, di Winx Club ce ne sarà sempre e solo uno.

Winx Club – seconda stagione – Trailer

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

La terza stagione di Winx Club è sempre la migliore, nonostante il trascorrere degli anni. Riesce a introdurre un personaggio che si fa amare, differentemente da Roxy nella quarta stagione, e riesce a sfaccettare le nostre eroine, donando loro una psicologia più complessa e (finalmente!!!) Bloom non è super noiosa.
Arianna Dell'Orso
Arianna Dell'Orso
Vivo sul mondo reale unicamente con il corpo, ma la mia mente viaggia a Westeros, nella Londra dei Peaky Blinders e fa affari loschi con Walter White. Il cinema di Hitchcock è il mio spirito guida

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