lunedì, 27 Settembre, 2021

Upload: la serie Prime Video sull’aldilà del futuro

Questo è il primo giorno della tua vita ultraterrena.

Upload, la commedia sull’aldilà di Amazon, è sulla piattaforma di Prime Video dal primo maggio 2020 e siamo in attesa della annunciata seconda stagione.

Il futuro non è lontano ma neanche troppo vicino e la tematica è pungente: la vita dopo la morte, per l’appunto.

Greg Daniels, uno dei maggiori commediografi dagli anni ’90 ad oggi, veterano della sitcom – scrittore di molti episodi dei Simpsons, co-creatore di King of the Hill, US Office, Parks and Recreation e molto altro – in un periodo in cui il mondo ha a che fare con il cambiamento climatico, guerre di potere e una pandemia, fa uscire la prima stagione di una serie di fantascienza, portando agli occhi dei telespettatori un tema antico e sempre attuale, ma in chiave contemporanea e paradossalmente realistica.

Cosa succede quando moriamo e quanto costa essere felici nel post morte del futuro?

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La TV ha già sfornato diversi strani aldilà come quelli visti in The Good Place, Miracle Workers, Forever. E weird è, in effetti, anche la parola più pronunciata nella prima stagione di Upload. Nasce così un tipo di commedia che offre soluzioni semplici al grande mistero di ciò che accade dopo la morte fisica. Chi avrebbe detto che il paradiso sarebbe stato così mondano?

Upload trama

Lakeview è il campus realizzato per coloro che lasciano grandi proprietà o hanno famiglie benestanti disposte a tenere in vita il loro caro. Lì, i residenti godono di intattenimento continuo, lussuose camere e sontuosi buffet.

Chi non può pagarsi l’accesso a Lakeview e i dati illimitati necessari per mantenere quella routine, può optare per un piano da 2 GB, che però equivale a una permanenza in prigione.

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Dopo aver firmato un consenso al trattamento dei dati ed essersi liberati dalle spoglie mortali in modo un po’ splatter – degna dei peggiori horror asiatici –, ecco: “Benvenuto a Lakeview di Horizen, l’unico aldilà digitale la cui ambientazione è modellata sui grandi alberghi vittoriani degli Stati Uniti e del Canada”. Vista lago, che nome originale.

Fin da subito impariamo a conoscere Lakeview in un incipit inflazionato: l’annuncio pubblicitario in una metro, che apre poi la scena ai protagonisti nel loro quotidiano. Nora – la musicista e cantautrice Andy Allo – è impiegata nel quartier generale della Horizen, addetta all’upload, vive con una coinquilina e ha un padre gravemente malato; NathanRobbie Amell, con il suo perfetto volto da Ken – è un ingegnere un po’ narcisista e piacione che sta per fondare una startup, quasi fidanzato di una ragazza bella e ricca.

Upload recensione

Nei primi dieci minuti del primo episodio ci sono già tutti i preamboli della serie: protagonisti, fatti e ambienti.

Studiare i lineamenti di qualcuno nei minimi dettagli e sapere i suoi ricordi belli e brutti? Quale base più forte per un amore?

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Ma già da subito qualcosa non torna: un incidente in auto nel 2033 con auto automatiche super sicure? File di memoria danneggiati? Cose sospette che ci fanno piombare subito nei panni dei personaggi, coinvolgendoci nella trama.

Qualcosa poi improvvisamente richiama alla memoria Her, il film del 2013 di Spike Jonze che ha fatto tanto parlare di sé soprattutto alla luce del suo premio Oscar. Infatti, la voce suadente di Nora ricorda quella di Samantha e l’analogia tra i due ruoli femminili all’interno dei rispettivi prodotti cinematografici risulta evidente.

Io penso, quindi sono. L’anacronistico riferimento al cartesiano è l’affermazione che fa da assunto, ipotesi e interrogativo a tutta la stagione.

Un po’ Umpa Lumpa burtoniani sono gli invadenti bot con sembianze umane che propongono cibo, bevande e update a pagamento alla popolazione di Lakeview, frequenti come i banner pubblicitari sulle pagine web e sui social network; assieme agli onnipresenti tuttofare dai capelli rossi.

Zainab Johnson e Kevin Bigley

La travolgente AleeshaZainab Johnson –, collega e amica di Nora, e la sua controparte LukeKevin Bigley –, ex militare pieno di vita e spavaldo, fanno da voce della coscienza ai protagonisti, proprio come faceva il coro nella commedia greca.

Upload è una serie molto ironica ed è questo il suo punto forte. Ha tutti i punti cliché al loro posto, per raccontare l’amore e l’amicizia in un contesto e in un modo, nonostante tutto, nuovi.

Stereotipi chiari e diretti, come anche quello della ragazza di colore più povera e sfortunata che si innamora del bello e ricco americano bianco. A un Nathan-Ken si accompagna di default Ingrid, una Allegra Edwards veramente molto Barbie, archetipo dei film americani dalla notte dei tempi.

La trasposizione nel futuro dei luoghi comuni e delle nostre nuove abitudini social è una parodia continua: Nitely è il nostro Tinder, quello non è cambiato nelle sue dinamiche fondamentali, a parte rating e punteggi vari; anche gli youtuber sono sempre attivi, come e più di oggi.

Guardando tutta la prima stagione di Upload, speri davvero non esista alcun aldilà, di nessun tipo.

Ma non è difficile credere in un paradiso così. In questa era in cui la tecnologia galoppa, l’idea di Greg Daniels è verosimile.

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A chi spetta il paradiso? Non certo più ai puri di cuore, ma come ogni cosa nel mondo capitalista, ai più ricchi.

La nostra nuova trasmigrazione dell’anima è l’upload in un videogame in cui noi siamo reali giocatori; i nuovi Caronte sono degli impiegati che collegano la tua coscienza al software e ti fanno ri-vivere nel post-mortem.

C’è tutto, se hai la possibilità economica avercelo.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SINOSSI

Greg Daniels ha fatto una commedia sci-fi a episodi sull'aldilà del futuro portando agli occhi dei suoi telespettatori temi sempre pungenti, attuali ed emozionanti.
Anna Stefani
Dottoressa in Discipline letterarie e Storia dell’Arte. Amante del cinema grazie alla Nouvelle Vague e David Lynch.

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