domenica, 21 Giugno, 2021

Uncle Frank

Distribuito in Italia da Prime Video, Uncle Frank è un particolare racconto di formazione scritto e diretto dallo sceneggiatore Alan Ball, che vinse il premio Oscar per la sceneggiatura originale di American Beauty nel 2000. Ball nel 2008 aveva debuttato alla regia con il film Niente velo per Jasira, altro racconto di formazione. Ha lavorato però soprattutto in televisione come produttore e creatore delle serie di spicco dei primi anni 2000 Six Feet Under e True Blood. In entrambe le serie sono presenti le tematiche LGBT, e infatti Ball è stato considerato una voce importante per amplificare queste tematiche nel cinema e nella televisione.

uncle frank

Uncle Frank inizia in carolina del Sud, l’anno è il 1969. La 14enne Beth (la stella emergente Sophia Lillis, vista già in I’m not okay with this e nel nuovo reboot della saga di IT) si sente un outsider nella sua famiglia religiosa e patriarcale del Sud. L’unico che la capisce è lo zio Frank del titolo (Paul Bettany), che insegna letteratura a New York. È lui che le dà la chiave per capire cosa vuole e così, alla soglia dell’età matura, anche lei va al college e si trasferisce a NY. Qui, per un caso fortuito, Beth scopre che Frank è gay e ha un compagno da dieci anni, Wally (Peter Macdissi) con cui convive. Frank non l’ha mai rivelato a nessuno nella sua cittadina di origine, ma per il caso della vita lui e Beth saranno costretti a tornarci e Frank dovrà per forza affrontare il suo passato.

Con Uncle Frank, Ball confeziona un piacevole film che sa alternare bene dalla leggerezza al tono più marcatamente drammatico. Dopo un inizio da classico coming of age dalla prospettiva di un’adolescente dolce ed ingenua, che ha l’obiettivo di trovare sé stessa, il film continua su questo genere ma aggiustando la prospettiva, diventando un particolare tipo di racconto di formazione a due voci. Da una parte infatti, abbiamo Beth che affronta alcune rivoluzioni importanti nella sua visione del mondo; presto però, il vero protagonista diventa Frank, che attraverso e grazie a Beth, deve confrontarsi con la propria adolescenza interrotta. Attraverso il pretesto del road movie, Frank è costretto letteralmente a tornare sui propri passi, per finire quel processo che aveva interrotto bruscamente fuggendo a New York, un processo di accettazione e padronanza del proprio sé.

L’idea è senz’altro azzeccata, peccato per la continua voglia di stupire, che invece di approfondire temi interessanti li lascia man mano sullo sfondo. E quindi questo inizio da coming of age lascia poi rapidamente spazio al road movie, che a sua volta dura molto poco per lasciare spazio a una terza prospettiva, quella del compagno Wally. Infine, i rapporti tra i tre protagonisti diventano sempre meno importanti, lasciando una grossa porzione di film al confronto tra Frank e i suoi famigliari bigotti e quindi anche il genere sconfina più nel (melo) dramma, andando a riprendere tantissimi clichè a cui, come novità, appone solo un lieto fine un po’ anacronistico, ma comunque sentito.

In generale è un film tentacolare, che prende spesso strade diverse e che non sembra avere un centro fisso. I temi principali sono sicuramente quello della scoperta e dell’accettazione di sé stessi e di come questo può migliorare le vite di chi ti sta attorno, ma usa dispositivi narrativi simpatici, ma che tuttavia rendono il risultato sgangherato. A contorno dei bravi protagonisti troviamo un cast di noti caratteristi, in particolare il sempre simpatico Steve Zahn e l’eterna comprimaria Julie Greer.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
performance
emozioni

SINOSSI

Un road movie della memoria ma anche un racconto di formazione delicato e sentito
Marianna Cortese
Attualmente laureanda in Lettere Moderne, ho sempre avuto un appetito eclettico nei confronti del cinema, fin da quando da bambina divoravo il Dizionario del Mereghetti. Da allora ho voluto combinare cinema e scrittura nei modi più diversi e ho trangugiato di tutto: da Kim Ki-Duk a Noah Baumbach, da Pedro Almodovar a Alberto Lattuada. E non sono ancora sazia.

ARTICOLI RELATIVI

RIMANI CONNESSO

35,410FansLike
15,300FollowersFollow
2,278FollowersFollow

ULTIMI ARTICOLI