Il Superman di David Corenswet, lanciato da James Gunn nel mese di luglio su grande schermo, si prepara a sbarcare anche in digitale. Dopo le prime indiscrezioni, le quali vedevano tale uscita come programmata nella seconda metà di agosto, ecco arrivata la prima conferma da fonti affidabili: il film sarà ufficialmente disponibile per il noleggio e per l’acquisto in digitale a partire dal prossimo martedì 26 agosto, appena quarantacinque giorni dopo l’uscita nelle sale.
Sebbene Warner Bros. non abbia ancora confermato ufficialmente questa data, la mossa strategica della casa di produzione, a detta di molti una scelta in triste linea con la tendenza frenetica intrapresa sempre più rigidamente dal mercato negli ultimi anni, ha suscitato non poche critiche dal pubblico mainstream e non.
Le conseguenze sul mercato (e sul personaggio)
Fuoriuscendo da ogni eventuale e in questo luogo superflua polemica, è evidente che a beneficiarne più di tutti da questa mossa sia proprio la creatura di Gunn, alle prese non solo con un momento importante per il film, che dopo il successo in sala si appresta a raggiungere un pubblico ancora più vasto attraverso il digitale, ma anche per la propria carriera, essendo Superman ufficialmente il primo prodotto della cosiddetta rinascita DC (di cui abbiamo parlato qui, usando come pretesto il legame con il miglior nemico del marchio, ovvero la Marvel).
Al botteghino statunitense, il nuovo Superman ha già superato i 325 milioni di dollari di incasso, un risultato notevole che conferma l’interesse del pubblico verso il rilancio dell’iconico eroe sotto la guida creativa di Gunn e che vita verso stime internazionali, in questi giorni attorno ad un incasso complessivo vicino ai 600 milioni di dollari in tutto il mondo. Tuttavia, la finestra relativamente breve tra l’uscita in sala e quella digitale potrebbe incidere sull’andamento delle prossime settimane, accelerando il calo delle presenze nei cinema ma, al contempo, aprendo nuove opportunità di guadagno attraverso il mercato home entertainment. Questa strategia, ormai sempre più adottata dagli studios, mira a capitalizzare l’hype del momento e a intercettare chi, per motivi di tempo o preferenze, ha scelto di non andare al cinema.
