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Steven Soderbergh e il documentario su John Lennon

Steven Soderbergh è uno sperimentatore. Un regista che ama spaziare tra i generi, tra le storie e le modalità di portarle in scena. Uno dei suoi progetti più recenti è stato completato di recente ed è un progetto che sconfina nel documentario. Si tratta, infatti, di un’opera dedicata all’ultima intervista di John Lennon e Yoko Ono a poche ore dalla morte del cantante dei Beatles. Il documentario non ha ancora un titolo, questione che sembra non turbare troppo il regista. Si è però detto felice di aver portato a compimento questo progetto, parlando di un approccio particolare. Non ha voluto, infatti, aggiungere troppo di suo, di modo che lo stesso Lennon sia il centro della narrazione.

La ricostruzione di un’intervista che Soderbergh ha definito rilevante per il contesto odierno. Si spazia su temi politici ed etici, sui quali Lennon ha sempre espresso importanti riflessioni. Il regista, prima di questo progetto, aveva realizzato solo due documentari. Il primo nel 1985, dedicato agli Yes e il secondo nel 2010 sull’attore e sceneggiatore Spalding Gray.

Steven Soderbergh e la nuova febbre Beatles

Quindi anche Steven Soderbergh va a inserirsi nel rinnovato contesto di interesse per i Beatles. Grande è l’attesa per il progetto di Sam Mendes, un progetto di quattro film dedicati al più famoso gruppo musicale della storia. Il segno di una rinnovata importanza dei Beatles? D’altronde i biopic musicali continuano a riscuotere grande successo. Tra Rami Malek – Freddie Mercury, Taron Egerton Elton John e Austin Butler Elvis Presley si inseriranno anche i Fab Four.

Anche il documentario di un regista affermato come Soderbergh si inserisce in questa rinnovata attenzione per le rockstar. Stando alle sue parole, il regista non ha voluto aggiungere troppo a una storia che ritiene già compiuta. Non ci sono ancora notizie relative alla data di arrivo, eventuale, in sala. È probabile che adesso si pensi a trovare un titolo.

Stefano Minisgallo
Stefano Minisgallo
Si vive solo due volte come in 007. Si fanno i 400 colpi come Truffaut, Fino all’ultimo respiro come Godard. Il cinema va preso sul serio, ma non troppo. Ci sono troppi film da vedere e poco tempo, allora guardiamo quelli belli. Il cinema è una bella spiaggia, come nei film di Agnes Varda.

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