Hanno fatto rumore le parole di Quentin Tarantino su Paul Dano ne Il Petroliere. Il regista, parlando dei suoi film preferiti del XXI secolo, ha posizionato quello di Paul Thomas Anderson in quinta posizione. Allo stesso tempo, Tarantino ha però messo in discussione la validità e capacità dell’attore. Questi, rappresenterebbe nelle parole del regista de Le Iene e Pulp Fiction, l’anello debole di un film altrimenti perfetto. Ovviamente, le parole non proprio educate del regista hanno sollevato diverse reazioni contrarie. Si sono schierati in massa non solo i fans dell’attore, ma anche diversi colleghi e altre figure del mondo del cinema.
Simu Liu ha affermato che Dano è un attore incredibile, proprio collegandosi ai diversi post social che lo difendevano, e non è stato il solo. Anche lo sceneggiatore Mattson Tomlin ha preso le difese dell’attore. Tra l’altro, Tomlin al momento sta lavorando al secondo capitolo del Batman di Matt Reeves. L’interprete nel primo film ha interpretato il ruolo di Edward Nashton/ L’Enigmista. Non è ancora sicuro che sarà presente nel secondo film, ma le parole di Tomlin forse possono essere un indizio in questo senso.

Paul Dano: una carriera lunga venticinque anni
Le parole di Quentin Tarantino verso Paul Dano sono quindi sembrate scomposte ai più. Innanzitutto, perché il ruolo ne Il Petroliere già all’uscita riscosse il plauso della critica. In secondo luogo, perché risulta eccessivo nei confronti di un attore che, anche da comprimario, ha sempre offerto interpretazioni credibili. Una carriera che in questo senso, parla da sé. Oltre a PTA nella sua carriera figurano nomi quali Richard Linklater, Ang Lee, James Mangold, Kelly Reichardt, Rian Johnson e Prisoners per Denis Villeneuve. Senza dimenticare che Dano ha anche preso parte a Youth di Paolo Sorrentino al fianco di Michael Caine e Harvey Keitel. Nella sua carriera ha anche ottenuto una nomination agli Emmy e una ai Golden Globes, senza dimenticare quella ai BAFTA proprio per Il Petroliere.

