Old Guy è un film del 2024 diretto da Simon West e scritta da Greg Johnson. Il film è stato presentato in anteprima al Newport Beach Film Festival il 17 ottobre 2024 ed è uscito negli Stati Uniti il 21 febbraio 2025. In Italia è disponibile su Amazon Prime Video da giugno 2025.
Nel cast, a ricoprire i ruoli principali ci sono Christoph Waltz, Lucy Liu e Cooper Hoffman. Old Guy è stato girato in Irlanda del Nord, le riprese sono iniziate a Belfast.

Old Guy – La trama
Danny Dolinski (Christoph Waltz) è un sicario a contratto in età avanzata messo “a riposo” dopo essersi fratturato una mano. Dato che non è più ritenuto in grado di portare avanti questo tipo di lavoro, la boss gli affida il compito di formare una giovane recluta. Si tratta di Wihlborg (Cooper Hoffman), un sicario prodigio che ha però il brutto vizio di uccidere anche chi non è l’obiettivo, se necessario.
Dopo un primo momento di attrito e di difficoltà nel collaborare, difficoltà data anche dal gap generazionale, i due si ritroveranno a coprirsi le spalle a vicenda, divenendo infine partners.

Old Guy – La recensione
Old Guy tratta di una tematica molto comune, quella dello scontro generazionale. Due opposti, innovazione e tradizione si scontrano perché, almeno inizialmente, non si comprendono, e nessuno vuole cedere. Simon West però ci propone questo argomento attraverso il suo gusto tipico, sotto una chiave action-comedy. Il tutto con il supporto di ottimi interpreti quali Christoph Waltz e Cooper Hoffman. Waltz interpreta un sicario a contratto, prossimo alla pensione, che però proprio non ne vuole sapere di lasciare il lavoro tanto amato e che, inoltre, gli riesce così bene. Il suo è un nome conosciuto nell’ambiente, ammirato e temuto. Tutti sanno che è uno dei migliori, se non il migliore. Un infortunio alla mano però, lo costringe a stare momentaneamente fermo. Ciò rappresenta per la sua agenzia, un’ottima scusa per provare a metterlo da parte.
In contrapposizione c’è Wihlborg, portato in scena da un ottimo Cooper Hoffman. Wihlborg fa parte della nuova generazione, che promuove valori e convinzioni molto differenti rispetto a quelli di Dolinski. Da una parte l’uomo fa largo uso di medicinali, ingerisce pasticche anche un attimo prima di entrare in azione, è perennemente con un bicchiere in mano, e spesso assume droghe. Dall’altra, il ragazzo è astemio, sostiene un’alimentazione più sana, più volte chiede al suo supervisore di rivolgersi a lui con modi meno bruschi, modi che per Dolinski sono normali. Hanno una differente concezione del rispetto. Il cercare di venirsi incontro, senza riuscirci inizialmente, viene mostrato anche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie, o di armi sicuramente più comode ed ergonomiche che il ragazzo propone al partner, ma che lui non accetta perché si fida solo di ciò che conosce da sempre.
Due generazioni quindi che si ritrovano costrette a collaborare, faticando nel comprendersi. Novità vs tradizione. La vecchia scuola che si scontra con la nuova, per poi trovare finalmente un punto d’incontro e, perché no, una nuova famiglia.

Cooper Hoffman e Christoph Waltz, un’ottima accoppiata
Regia e sceneggiatura scorrono perfettamente sulla stessa lunghezza d’onda. I dialoghi sono brillanti, dinamici e si svolgono in un giusto mix tra dramma e comicità, serietà e sarcasmo. Cooper e Christoph rappresentano un’accoppiata suis generis ma assolutamente vincente sullo schermo. Entrambi riescono a conferire spessore al proprio personaggio, caratterizzandoli nei minimi particolari, siano essi legati all’accento o alla cadenza, sia nel corpo e nell’espressività. Waltz è per eccellenza il volto dell’azione, con il misto d”ironia pungente che lo distingue, così com’è stato anche per il suo Hans Landa in Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino (e non solo). Altro personaggio iconico da ricordare di Waltz è sicuramente, del medesimo regista, il dott. King Schultz in Django Unchained.
Degna di nota è certamente anche l’interpretazione del co-protagonista Cooper Hoffman. La sua interpretazione è pulita, caratterizzata da espressioni facciali che rasentano il minimal e l’estrema naturalezza. Hoffman riesce a donare al proprio personaggio malinconia, senso di non appartenenza e voglia di riscatto che sono propri del ruolo che ricopre. Wihlborg è infatti un ragazzo adottato, che non ha un passato, non conosce la propria famiglia. L’unico oggetto affettivo che gli rimane è una piccola macchinina giocattolo che il ragazzo porta sempre al collo come ciondolo portafortuna.
Lucy Liu è impeccabile come sempre. Peccato per lo spazio minimo che è stato dedicato al suo personaggio. Seppur poche, nelle scene in cui appare Lucy riesce comunque a rimanere impressa e a lasciare il segno.
Unica nota dolente che mi trovo costretta a segnalare si trova nel finale, il quale, purtroppo, risulta frettoloso. Tutto si risolve con estrema facilità, e viene dedicato davvero poco tempo alla conclusione dei fatti narrati fino a quel momento.
