lunedì, 27 Settembre, 2021

Monsters at work, la serie tv seguito di Monsters & Co.

Nel 2001 usciva nelle sale Monsters & Co., il quarto lungometraggio d’animazione della Pixar. Oggi invece si parla di Monsters at work, in italiano “Monsters & Co. – Lavori in corso”, una serie che già fa discutere.

Il film originale fu prodotto proprio dai Pixar Animation Studios e distribuito dalla Walt Disney Pictures, nell’epoca di un importante sodalizio tra gli studi. Da questo sono nate tantissime altre pellicole che tutti noi abbiamo amato.

Con l’avvento di Disney+ i fan dei classici di entrambe le case di produzione, tanto Disney quando Pixar hanno potuto scoprire e riscoprire tutto ciò che le riguarda. Serie TV e film che già avevano visto, ma anche prodotti originali. Tra gli originali Disney+ spicca la serie su Monsters & Co: Monsters at work. È un prodotto che consente ai fan storici di ritrovare vecchi personaggi, facendo leva su un effetto nostalgia. Permette però anche ai bambini di seguire una serie rilassante, con una morale ma non troppo impegnativa, e che parte da presupposti tutt’altro che banali.

Basta avere Disney+ per poter scoprire un nuovo mondo o ritrovarne uno che già conoscevamo, un modo per distrarsi con una serie che ricorda la grandezza della Pixar.

Monsters at work

Monsters at work, il seguito di Monsters & Co.

Innanzitutto di cosa parlava Monsters & Co.? È una delle prime idee Pixar che sperimenta nuovi universi. Oltre a chiedersi cosa succederebbe se i giocattoli avessero sentimenti, o se gli stessi sentimenti avessero sentimenti, i produttori hanno avuto un’idea originale che riprende la nostra paura più primitiva e infantile. Il timore, cioè, del mostro dentro l’armadio. Scopriamo infatti che cosa potrebbero provare i nostri e ci troviamo in un universo al contrario. In realtà, i mostri hanno paura degli umani: pensano siano infetti e vivono per spaventarli. Spaventare gli umani è un vero e proprio lavoro e la Monsters & Co. è appunto un’azienda che si occupa di questo.

Spaventare gli esseri umani e i bambini in particolar modo è la fonte di energia per i mostri. L’azienda si occupa di spaventare con “cura”. Tramite una serie di porte delle stanze dei bambini, che collegano il mondo degli umani a Mostropoli, gli impiegati dell’azienda procurano urla come energia alla città. Senza dubbio un’idea ancora oggi a dir poco rivoluzionaria quella di usare questo espediente per fare interagire mostri e umani, rendendo i primi non cattivi per natura, ma cattivi per necessità.

Un mondo che dipende unicamente da questo, e in cui ovviamente i mostri per i giovani non sono spaventosi, anzi, ma nel film vengono dipinti come variopinti e accattivanti, simpatici. Gli indimenticabili protagonisti sono Mike e Sulley, due migliori amici, la cui vita cambia quando per errore una bambina scappa dalla sua porta e si intrufola nel mondo dei mostri.

La bambina conquista subito Sulley, che la chiama Bu, e molti fan sono rimasti delusi del fatto che Monsters at work non la veda presente. Infatti, la serie si pone come seguito del film. Mostra la situazione esattamente dopo la fine del film.

Monsters at work

Monsters at Work, la nuova serie

Subito dopo la fine del film è ambientato invece Monsters at work. La serie racconta le avventure di un nuovo mostro, che noi non avevamo mai visto. Viene assunto come spaventatore nell’azienda, ma (spoiler se non avete visto il film) ormai la Monsters & Co. non spaventa più i bambini, ma li fa ridere. Alla fine del primo film Mike ha scoperto che le urla producono rispetto alle risate un’energia davvero inferiore. Quindi, l’azienda finisce in mano a Mike e Sulley che hanno l’arduo compito di preparare i nuovi mostri a fare ridere, non a spaventare. Non più spaventatori, bensì giullari. Gli espedienti comici in realtà nella serie sono pochi, anzi, quando c’è dell’umorismo spesso è un po’ stentato. L’aspetto positivo e nuovo sta nella capacità di raccontare un ambiente lavorativo ai bambini in un certo modo.

Il mostro protagonista della vicenda deve infatti lavorare in ben altri modi prima di poter avere il suo posto, che come spaventatore non esiste più. La tematica principale della serie riguarda, come gli altri prodotti di questa saga, l’avere fiducia in se stessi, saper lavorare sodo, anche e soprattutto grazie al lavoro di squadra e all’aiuto degli altri. Un elemento importante è il ricordo dell’altro, averne cura e sapere anche condividere. Con il tempo si arriva a conoscersi e proteggersi a vicenda, nel lavoro come nella vita.

È chiaro che la serie è incentrata su questo nuovo protagonista, ma tanto vediamo di personaggi già conosciuti, anche se nulla sappiamo di come si sia evoluto il rapporto di Sulley con la bambina. La scelta degli autori di, almeno per ora, non averla fatta vedere sembra essere motivata dal fatto che quel finale era perfetto così come era. Effettivamente, non possiamo dare loro torto, in quanto per anni il finale del film ci ha commosso.

Il prequel, dove tutto è cominciato: Monsters University

L’universo di Monsters & Co. non è stato però ripreso solamente con la nuova serie. Bensì la Pixar ha fatto tornare a sognare tanto grandi e piccoli con Monsters University. Nel 2013 è uscito Monsters & Co. nuovamente al cinema in 3D, per preparare il pubblico a questo prequel.

Come si deduce dal titolo, la pellicola è un prequel ambientato in un ambiente universitario. Scopriamo come si sono conosciuti Mike e Sulley, e che in realtà all’inizio non si piacevano affatto. Lui, grande spaventatore finché non conoscerà “Bu” nel primo film, in realtà è figlio d’arte e deve convivere con un cognome pesante. È presuntuoso e pieno di sé, non vuole studiare, mentre Mike si impegna ma purtroppo non ha un aspetto spaventoso. L’amicizia con Mike darà vita a un sodalizio che diventerà prima di tutto personale e dopo lavorativo, unendo le loro capacità i mostri diventeranno migliori. “Tu non fai paura ma non hai paura di niente!”, dirà Sulley a Mike.

Non mancano, tuttavia, le incongruenze. Le stesse che hanno reso scettici alcuni fan al pensiero di un nuovo prodotto incentrato sui nostri abitanti di Mostropoli. Ad esempio, in Monsters & Co. si dice che Mike e Sulley si conoscono dalle elementari, mentre nel prequel scopriamo che si conoscono appunto al college. Ma queste sono piccolezze, e Monsters at work sta dimostrando che su questi mostri può esserci ancora molto da dire.

Silvia Argento
Laureata triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Moderna e Italianistica. È docente di letteratura italiana e latina, scrittrice e redattrice, autrice di un saggio su Oscar Wilde e della raccolta di racconti «Dipinti, brevi storie di fragilità».

ARTICOLI RELATIVI

RIMANI CONNESSO

35,217FansLike
15,300FollowersFollow
2,262FollowersFollow

ULTIMI ARTICOLI