Mirren – McKellen. In due contano un secolo di carriera (102 anni per la precisione), un Oscar (lei per The Queen nel 2007) e quattro Golden Globes (3 lei, uno lui nel 2007 per Rasputin – il demone nero) e un carisma inconfondibile. Sono i nomi dell’attrice di origini russe Helen Mirren e del britannico doc Ian McKellen a campeggiare sullo schermo prima ancora del titolo del loro nuovo film in coppia, L’inganno perfetto, diretto da Bill Condon e basato sull’omonimo romanzo di Nicholas Searle

Inganno perfetto

La menzogna campeggia sovrana, tra segreti e fantasmi del passato.

Le due star, che avevano già recitato insieme anche a teatro nel dramma del 2002 Danza di morte dello svedese August Strindberg, mettono in atto una storia intricata e avvincente, dove le scene si susseguono come pagine di un romanzo.

Ne L’inganno perfetto, Ian McKellen è Roy Courtney, veterano di guerra ed esperto truffatore che, insieme al suo socio Vincent (Jim Carter), organizza elaborate frodi finanziarie ai danni di investitori disattenti e donne sole. Un uomo duro, che si è fatto strada nella propria vita grazie alla propria abilità nella malavita, che non risparmia violenze crude e brutali.

Helen Mirren è invece Betty McLeish, ex insegnante di storia a Oxford, da poco rimasta vedova del marito, che si fa accompagnare nelle faccende quotidiane da suo nipote Steven (Russell Tovey). All’apparenza ingenua, nasconde nell’animo un cupo segreto.

Inganno perfetto

Dopo una prima conoscenza in chat su un sito di incontri – la scena che apre il film trasporta con grande effetto lo spettatore nel flusso continuo delle tastiere dei due 80enni – Roy viene a conoscenza dell’ingente patrimonio di Betty, succulento bottino per passare il resto della vita «sorseggiando un cocktail sulle spiagge della Costa del Sol».

La donna si dimostra subito disposta ad accogliere il veterano nella propria abitazione, complice un ginocchio malconcio (una bugia) dell’uomo che non gli permette di salire le scale del proprio palazzo residenziale (altra menzogna). L’uomo scoprirà a suo discapito che niente è come sembra, soprattutto nel mondo del crimine, e che anche un ladro può essere derubato. 

Inganno perfetto

Durante un viaggio della coppia a Berlino infatti, tornano a galla le verità nascoste, i crimini e gli abusi messi alle spalle ma mai dimenticati del tutto. I due scopriranno di essere legati da un sottile ma forte filo conduttore: la Germania. Il passato nazista dell’uomo riaprirà infatti vecchie ferite mai rimarginate.

La Germania trova posto in più parti de L’inganno perfetto, già in una delle prime uscite della coppia, intenta a guardare al cinema il capolavoro di quell’anno di Quentin Tarantino, Bastardi senza gloria. Mentre Roy ritiene che sia diseducativo mostrare ai giovani un falso storico (la versione tarantiniana della seconda guerra mondiale non è fedele alla realtà), Betty è invece convinta che la mente delle nuove generazioni sia più predisposta alla comprensione e alla ricerca della verità: di fatto è proprio suo nipote Steven a scoprire, grazie alle sue doti nello studio, a svelare il passato oscuro di Roy.

Inganno perfetto

Le quasi due ore di trama de L’inganno perfetto tengono incollati allo schermo, inconsapevoli se ciò che accade in scena sia frutto di una bugia oppure una confessione sincera dei protagonisti. Il colpo di scena finale lascia tutti a bocca aperta e fa apprezzare ancor di più un film interessante, a tratti brillante, che può vantare su un’eccezionale coppia d’assi: Mirren – McKellen.

Voto Autore: 3.5 out of 5 stars