lunedì, 19 Aprile, 2021
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L’altra metà

Netflix continua con le sue produzioni originali a temi sempre più inclusivi e diversificati, ormai diventati quasi un vero e proprio marchio di fabbrica del colosso di streaming statunitense, soprattutto quelli per un target adolescenziale o Young Adult. L’altra metà (in originale The half of it) entra in pieno in questa categoria, con una storia sia d’amore che d’amiciza e personaggi non solo bianchi ed etero.

l'altra metà

Ellie Chu (Leah Lewis) è la secchiona del liceo che vende temi a tutti i suoi compagni di scuola. È seria sia nella scuola che nel lavoro, che consiste nell’aiutare il padre, ferroviere della piccola cittadina in cui vive, Squahamish. Tutti a scuola la conoscono solo per questi due motivi: i temi e la ferrovia. Il giocatore di football semplice ma dal cuore buono Paul (Daniel Diemer), la approccia per i suoi servizi, ma al posto di un tema vuole una lettera d’amore per l’angelo del coro della chiesa, Aster Flores (Alexxis Lemire). Avendo bisogno di soldi, Ellie l’ingaggio e comincia una corrispondenza con Aster spacciandosi per il ragazzo, che non è bravo a parole.

l'altra metà

La regista taiwanese Alice Wu ritorna 15 anni dopo il suo primo debutto alla regia con Saving Face, pellicola dai temi simili. L’altra metà è un film che ripropone certamente alcuni di quei personaggi così personali per la regista, e ha indubbiamente alcuni elementi di genuinità. Però rimane un’operazione bizzarra e confusa, per quanto non spiacevole.

Innanzitutto, il film si apre con il famoso mito di Platone sugli androgini da cui è sorta l’espressione per antonomasia della metà della mela, che il film richiama nel titolo. E quindi sembra naturale che si sviluppi conseguentemente un giochino di inganni e di mistificazioni tra personaggi, in pieno stile teatro greco. Infatti, la cosa curiosa di questo film è un profondo senso di nostalgia. Innanzitutto nei meccanismi che danno propulsione alla trama. Per esempio, Ellie e Paul scrivono delle lettere a Ester, e parlano di film di registi come Wim Wenders, e discutono su chi delle due Hepburn sia la migliore, Katharine o Audrey.

i protagonisti

Anche la trama stessa però ha un sapore, purtroppo, datato. Misfatto a parte, che vede Ellie scrivere al posto di Paul e quindi di fatto mentire ad Ester, Paul è evidentemente incompatibile con Ester e quindi la missione di Ellie è quella di educarlo ai gusti dell’oggetto del suo desiderio. Per quanto appianati dal risvolto finale, sono comunque intrecci che rispondono a una sensibilità vecchia, fuori moda e francamente problematica. Le classiche commedie romantiche sono basate sui travestimenti e sulla decezione dell’altro: da C’è posta per te, a 50 volte il primo bacio, fino ad alcuni classici degli anni ’40 come A qualcuno piace caldo. E ovviamente, questi hanno un’origine molto antica: fino appunto, dalle commedie di Plauto o quelle di Shakespeare.

una scena del film

L’altra metà sembra rifarsi vagamente a questi modelli, con velleità di ammodernamento nei piccoli plot twist finali, peraltro prevedibili. Resta un po’ poco, e non sembra mai essere troppo consapevole del debito dei propri modelli, oppure di ironizzarci sopra in maniera autocritica. Alla fine infatti, come in sopracitate commedie, la protagonista ottiene il suo oggetto del desiderio, nonostante i suoi comportamenti poco etici e lo showdown sopra le righe che si consuma nella scena in cui, in chiesa, i protagonisti bloccano una proposta di matrimonio, con conseguenti sussulti da parte dei fedeli.

The half of it

Tuttavia, nonostante alcune scene che riflettono un po’ troppo su loro stesse, risultando un po’ meccaniche, per esempio quella del concerto in cui tutti si alzano in piedi e applaudono, oppure quella appunto della scena madre in chiesa, il film presenta alcuni elementi simpatici o teneri. In particolare il personaggio di Paul, un buono che nella vita vuole cucinare e ha inventato una nuova ricetta per le salsicce e ha paura di andare contro alla ricetta di famiglia. Questo semplicione è quello che rivitalizza il film e veramente lo ammoderna. Le sue scene con il padre di Ellie sono molto dolci, e il suo arco di trasformazione è notevole e coerente. Inoltre, è finalmente un modello di mascolinità non tossica aggiornato ai tempi, che riesce ad accettare di essere stato rifiutato e anzi a trasformare quel rifiuto in una bella amicizia.

l'altra metà

Il titolo si riferisce ovviamente al tema del film, esemplificato dalla favola di Platone, ma in originale The half of it vuol dire anche conoscere solo metà della faccenda, e quindi si riferisce anche agli inganni della storia.

Voto Autore [usr 2,0]

Marianna Cortese
Attualmente laureanda in Lettere Moderne, ho sempre avuto un appetito eclettico nei confronti del cinema, fin da quando da bambina divoravo il Dizionario del Mereghetti. Da allora ho voluto combinare cinema e scrittura nei modi più diversi e ho trangugiato di tutto: da Kim Ki-Duk a Noah Baumbach, da Pedro Almodovar a Alberto Lattuada. E non sono ancora sazia.

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