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La sirenetta: la recensione del nuovo film Disney

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Liberamente ispirato alla fiaba di Hans Christian Andersen del 1837, La sirenetta è il nuovo lungometraggio di casa Disney diretto da Rob Marshall. Il film in live action si rifà al classico d’animazione uscito nelle sale quasi 35 anni fa.

Per la Walt Disney Pictures era dunque arrivato il momento di rispolverare e riproporre in una nuova salsa, anche la storia della principessa dei mari Ariel, la miccia che nel 1989 accese la fiamma che riportò lustro e riconoscimento alla più grande major d’animazione della storia, dando inizio a quel periodo che sarebbe stato in seguito ribattezzato come Rinascimento Disney.

La sirenetta uscirà nelle sale italiane il 24 Maggio, due giorni prima del rilascio negli USA.

La sirenetta, trama

La principessa Ariel (Halle Bailey), figlia di Re Tritone (Javier Bardem), vive nel regno di Atlantica, un mondo al disotto delle acque marine, popolato da sirene e creature oceaniche di ogni tipo. Il contatto con gli umani è cosa assolutamente vietata, in quanto questi ultimi sono visti come una grande minaccia per il mare e tutto ciò che egli racchiude. Ariel non è però dello stesso avviso, ella è infatti profondamente attirata dalla terra ferma e dai suoi abitanti.

Questa morbosa curiosità cresce ancor di più quando la figlia del Re incontra e salva da morte certa Eric (Jonah Hauer-King), il futuro sovrano di un regno locale. Per poter rivedere il giovane, Ariel si spingerà oltre ogni limite consentito, scendendo a patti con la strega del mare Ursula (Melissa McCarthy) e mettendo così in pericolo i mondi che stanno sia al di sopra che al di sotto la superfice marina.

la sirenetta
Eric e Ariel

Una lieta sorpresa

Se c’era un progetto live action che, fin dal suo annuncio aveva destato maggiori titubanze circa la sua riuscita, questo era proprio quello che vedeva la sirenetta Ariel. Le scene acquatiche di difficile realizzazione, l’aspetto degli animali marini, e il dover fare i conti con una delle opere Disney più amate e iconiche, simbolo di intere generazioni, erano ostacoli all’apparenza quasi impossibili da superare.

Se guardiamo poi leggermente indietro negli anni, i remake dei classici della casa di Mickey Mouse non hanno fatto altro che accrescere i timori sul film de La sirenetta. Il mare però si sa, è un qualcosa di sconosciuto e sorprendente, e dopo i periodi di burrasca arriva sempre un momento in cui le spiagge sembrano splendere d’innanzi ad un mare calmo, cristallino ed illuminato dal sole. La sirenetta è esattamente questo, un respiro di sollievo, un film non privo di difetti, ma che mostra una propria identità e carattere, pur rimanendo fedele alle proprie origini.

la sirenetta
Un immagine tratta dal film

Un film dai toni classici ma che allo stesso tempo dialoga con il presente

La sirenetta continua lo spirito che l’ha contraddistinta, la magia del mare e dei suoi mondi non ha affatto perso il suo fascino, i brani storici sono stati riarrangiati, e i nuovi inseriti sono all’altezza della situazione. Rob Marshall, noto ai più per i suoi musical Chicago e Into the Woods, si rialza dopo alcune rovinose cadute. La sua regia non è eccelsa, ma neanche mediocre, essa è al servizio della storia e di quello che è essenzialmente l’intento del film: ovvero quello di far divertire e incantare i giovanissimi, facendo provare a questi sensazioni simili a quelle che i loro genitori sentirono anni addietro nel vedere per la prima volta la storia d’amore tra la sirenetta Ariel e l’umano Eric.

Quest’opera non si può dire abbia la stessa magia del film d’animazione di Musker e Clements, va però riconosciuto che La sirenetta è riuscito a conservare parte della luce della propria fonte. Chissà che questo live action non dia origine a un altro rinascimento Disney, perchè nonostante alcune sbavature nella CGI e qualche scelta discutibile di casting, La sirenetta del 2023 è ad oggi uno dei migliori remake in live action con oggetto un classico della casa. Un film che come un Giano Bifronte guarda indietro agli anni d’oro della Disney, ma con gli occhi ben puntati sul futuro parla agli adulti di domani, trattando in maniera leggera ma ben sottolineata argomenti del presente come l’ambientalismo e la diversità.

Cast e doppiaggio italiano

Halle Bailey, duramente criticata e attaccata da molti heaters per via delle differenze tra il suo aspetto fisico e quello della sirenetta originale, farà rimangiare le parole a tutti. La sua Ariel è dolce e delicata, innocente ma allo stesso tempo forte e determinata. Una vera principessa emancipata e con degli ideali forti. In parte anche tutti gli altri membri del cast, eccezion fatta per l’antagonista Ursula, qui interpretata da Melissa McCarty, che nonostante le doti attoriali non riesce a trasmettere la cattiveria che il suo personaggio dovrebbe emanare.

Bisogna però fare anche un piccolo accenno al doppiaggio italiano: Mamhood (Sebastian) è sicuramente promosso. Nonostante l’inesperienza e una palpabile titubanza in alcune parti del film, è però estremamente divertente. Yana_C e Sara Labidi, rispettivamente canto e voce, fanno un ottimo lavoro con la principessa di Atlantica, tanto che Simona Patitucci, storica voce di Ariel, si è complimentata con le due per il lavoro svolto. La Patitucci invece, che a distanza di tre decenni torna ne La sirenetta, ma questa volta con la voce di Ursula, è ormai un simbolo di quest’opera, e rimarrà per sempre impressa nelle orecchie di grandi e piccini.

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Halle Bailey

In conclusione

La sirenetta è stata una piacevole sorpresa. Sicuramente non è un film perfetto, ma riesce a non fare molti degli errori dei passati live action Disney. Un film che terrà con gli occhi spalancati i bambini e farà fare un Amarcord ai loro accompagnatori più grandicelli.

La sirenetta, trailer

PANORAMICA

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

La sirenetta, un film all'insegna della nostalgia che riesce però a superare i suoi predecessori che solo da quella traevano la loro forza. Un film che vi farà sicuramente cantare e commuovere.
Davide Secchi T.
Davide Secchi T.
Cresciuto a pane e cinema, il mio amore per la settima arte è negli anni diventato sempre più grande e oltre a donarmi grandissime emozioni mi ha accompagnato nella mia maturazione personale. Orson Welles, Ingmar Bergman, Akira Kurosawa e Federico Fellini sono gli autori che mi hanno avvicinato a questo mondo meraviglioso.

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