venerdì, 5 Marzo, 2021
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Il giardino segreto

Il giardino segreto è uno dei titoli più longevi nella letteratura per bambini e ragazzi. Il romanzo scritto da Frances Hodgson Burnett nel 1911, apparso originariamente a puntate su un periodico americano, è stato adattato per il grande schermo più volte, inclusa una splendida e sorprendente versione del 1993 della regista polacca Agnieszka Holland. In questa versione del 2020, il regista inglese Marc Munden adotta un approccio leggermente più letterale al problema di visualizzare il mondo di Burnett, ma invece di fare affidamento esclusivamente sulla CGI, opta per una sana miscela di effetti speciali tradizionali a effetti più moderni generati dal computer per dare vita al giardino fantastico e alla casa che lo ospita.

Il giardino segreto

Lavorando su una sceneggiatura di Jack Thorne (“Wonder”), il regista ambienta Il giardino segreto nel caos della divisione indiana del 1947. Marie Lennox (Dixie Egerickx), in seguito alla morte dei suoi genitori a causa del colera, viene mandata a vivere con il gobbo e solitario zio Lord Archibald Craven (Colin Firth). La viziata Mary soffre nella vecchia casa fatiscente, ma un giorno esplorando la tenuta e i boschi nelle vicinanze scopre un giardino segreto che sembra avere proprietà curative. La sua meraviglia la spinge a fare amicizia con il giovane fratello della governante Dickon (Amir Wilson) e il figlio di Archibald, costretto a letto, Colin (Edan Hayhurst) per mostrare loro la rigogliosa vitalità del giardino. Ma mentre il giardino offre ai bambini un po’ di tregua, sia Mary che Colin devono lottare con il dolore della morte delle loro madri, che erano sorelle, scoprendo il legame segreto tra i fratelli che li ha portati a ritirarsi nel proprio dolore.

Il giardino segreto

La storia de Il giardino segreto è stata meravigliosamente ricettiva a qualsiasi interpretazione e reimmaginazione da una serie di adattatori e scrittori. Il film di Munden cambia molto rispetto al libro. Non solo modifica il periodo di ambientazione, ma elimina anche interi personaggi, trasforma quelli che una volta erano sogni in eventi quasi “soprannaturali” e il giardino in un luogo diverso da questa Terra. Nel giardino fiorisce la magia, il paesaggio lussureggiante è sbalorditivo nella sua bellezza. È difficile dire dove finisce l’ambiente naturale e dove inizia il filtro degli effetti speciali. Alla fine tutto si mescola per creare un’immagine decisamente affascinante. I ritmi sono lenti, ma forse la cosa più impressionante della sceneggiatura è la sua capacità di imitare la crescita di un giardino: costante, paziente e, tutto sommato, soddisfacente. Murden mostra una disciplina flessibile dietro la macchina da presa, sottolineando le trame emotive momento per momento, mentre la tavolozza dei colori alterna toni caldi e freddi. A volte, l’inquadratura è stretta e intima, per enfatizzare le circostanze vulnerabili. Altre volte, ampi panorami annegano Mary in un mare di bambini orfani o nei corridoi in ombra della casa. Attraverso l’obiettivo del direttore della fotografia Lol Crawley, il viaggio di Mary dalla dura realtà alla fertile oasi della sua immaginazione è estremamente fluido.

Il giardino segreto

Anche se alcuni personaggi non sono ben sviluppati, Munden è riuscito ad ottenere prestazioni eccezionali da tutto il cast. In particolare Dixie Egerickx che domina la maggior parte del tempo sullo schermo nel ruolo di Mary Lennox. Come giovane attrice che essenzialmente porta questo film sulle spalle, offre alcune delle migliori scene di recitazione per bambini. Il giovane co-protagonista Edan Hayhurst porta in vita il ruolo del cugino Colin, costretto a letto. La sua consegna e il suo tempismo comico sono superbi, anche se un po’ più stereotipati rispetto alla performance di Egerickx. Colin Firth e Julie Walters danno anche ottime prestazioni. Incapsulano perfettamente i ruoli di Archibald Craven e Mrs. Medlock, anche semplicemente guardandoli. Nonostante siano stati scelti in ruoli perlopiù unidimensionali che ne limitano la portata, riescono comunque a raggiungere profondità e dignità ai loro personaggi. Una piccola menzione speciale va anche al cane che offre uno dei migliori spettacoli di animali messi in scena dai tempi di Lassie.

Il giardino segreto

Le immagini colorate e vibranti, la musica curiosa e il montaggio non lineare aggiungono un’atmosfera da sogno sempre e ovunque. Il giardino segreto ci guida attraverso la tragedia e il dolore con un livello di maturità che alla fine ci mostra speranza, magia e una straordinaria capacità di ritrovare la propria strada. Il film non offre nulla di rivoluzionario nel genere fantasy, ma riesce comunque a sembrare rivoluzionario grazie al suo semplice ma profondo messaggio. Spinge gli spettatori a credere in se stessi, ad affrontare i propri timori e dolori, a correre ogni tanto dei rischi e a vivere la vita.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SINOSSI

Visivamente sbalorditivo, ben raccontato e magicamente portato in vita, “Il giardino segreto” è il sesto adattamento dell'omonimo romanzo di Frances Hodgson Burnett del 1911.
Maria Rosaria Flotta
Laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul cinema d'animazione. Curiosa, attenta e creativa. Appassionata di cinema, arte e scrittura.
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