La decade degli anni ’90 hanno contribuito in maniera indelebile alla creazione di lungometraggi destinati a divenire degli autentici cult. Consapevoli della complessità dell’operazione e tentando di selezionare alcuni dei titoli di maggiore rilievo di quella fase cinematografica, di seguito abbiamo selezionato alcuni dei lungometraggi che hanno reso gli anni 90 iconici.
10 – Romeo + Juliet, Baz Luhrmann (1996)
Nella ripresa post-moderna e caotica offerta da Baz Luhrmann sul classico capolavoro shakespeariano, i Montecchi e i Capuleti danno luogo alle loro faide nei soffocanti sobborghi di Verona Beach laddove Romeo e Giulietta s’innamorano perdutamente l’uno dell’altra. Nonostante un panorama alieno e assolutamente distante dai lidi della tragedia inglese, il dialogo originale viene conservato.
Leonardo DiCaprio e Claire Danes sono folgoranti in questo lungometraggio audace ed eccentrico come solo Baz Luhrmann poteva realizzare. Racchiudendo in sé tutti i tratti caratteristici della post-modernità, il regista australiano traduce l’opera del drammaturgo inglese in una chiave contemporanea e pop senza snaturarne le intenzioni autentiche. Ne emerge un gangster movie che si tinge di rosa.

9 – L’esercito delle dodici scimmie, Terry Gilliam (1995)
Corre l’anno 2035 e un virus letale creato dagli uomini ha devastato la popolazione mondiale. James Cole (Bruce Willis), un ex criminale, viene perciò inviato indietro nel tempo, negli anni 90, per ottenere informazioni e un antidoto che possa scongiurare il terribile evento. Osteggiato dai medici e dalla società del tempo, verrà in suo soccorso il dissociato Jeffrey (Brad Pitt).
Capolavoro di Terry Gilliam, L’esercito delle 12 scimmie é un film visionario. Unico, affascinante e memorabile, trattiene in sé i caratteri del film sui viaggi del tempo e del filone post-apocalittico amalgamando sfumature thriller ed investigative. Elogiato dalla critica ottenne due candidature ai premi Oscar e una vittoria ai Golden Globes.

8 – Pulp Fiction, Quentin Tarantino (1994)
Gangster, massaggi ai piedi, dialoghi stranianti ed icone pop coabitano in uno scenario allucinato quanto veritiero come la Los Angeles dipinta da Quentin Tarantino dove le vite di un pugile, due gangster e una coppia di ladri si intrecciano dando vita ad una narrazione allucinata e citazionista. Con un cast in meravigliosa forma che vanta i nomi di Uma Thurman, Samuel L. Jackson, Bruce Willis e John Travolta il film si aggiudicò un tripudio di nomination agli Oscar e la prestigiosa Palma D’Oro a Cannes. Se ancora non avete mai visto questo classico ve ne consigliamo assolutamente la visione ma non prima di aver letto la nostra recensione di questo film icona degli anni ’90!

7 – Il giardino delle vergini suicide, Sofia Coppola (1999)
Esordio luminoso ed inatteso dell’acclamata figlia d’arte Sofia Coppola, Il Giardino Delle Vergini Suicide – tratto dal romanzo omonimo di Jeffrey Eugenedies – é il ritratto delle quattro sorelle Lisbon e della loro adolescenza.
Affermandosi come una delle grandi narratrici dell’esperienza femminile, Sofia Coppola ci restituisce un film drammaticamente crudo che suscitò molto clamore al momento della sua uscita. Dipinto onirico ed inquieto dell’adolescenza femminile, smascherò con orrore la maschera di perfezione e purità dei sobborghi americani.

6 – The Piano, Jane Campion (1993)
Vincitore di tre premi Oscar, The Piano ( meglio noto in Italia con il titolo Lezioni di Piano ) é il lungometraggio che consacrò Jane Campion ben prima del celebratissimo ( e altrettanto meritevole ) Il Potere Del Cane. Ada (Holly Hunter) é una giovane donna scozzese da poco approdata nelle selvagge terre dell’Australia per assolvere un matrimonio combinato. L’unione infelice viene presto lesa dall’intromissione di un terzo soggetto a cui Ada tiene delle lezioni di pianoforte. Tra i due sboccia presto l’amore.
Metafora della condizione femminile, il punto di vista di Campion é antropologico e umanissimo. Le immagini sontuose e vellutate rafforzano sapientemente i contenuti che il film espleta. Un suggestivo capolavoro.

5- Fight Club, David Fincher (1999)
Un uomo preda dell’insonnia e figlio della società dei consumi (Edward Norton) e un singolare venditore di saponette (Brad Pitt) sfogano la loro aggressività recondita in una forma primordiale di terapia: il Fight Club. Da qui gli eventi degenerano e la lotta fisica si tramuta presto in una lotta sociale.
Bene, adesso che abbiamo appena spezzato la prima regola del Fight Club non ci rimane altro che consigliarvi caldamente la visione di questo film che non solo tratta temi quali la critica alla società dei consumi e all’omologazione, ma si schiera ferocemente anche contro la mascolinità tossica e performativa. Un’autentica pietra miliare del tramonto degli anni ’90.

4 – Il ladro di bambini, Gianni Amelio (1992)
Antonio, un giovane carabiniere calabrese, deve scortare due bambini orfani dalla Sicilia a Milano dove verranno accolti in un orfanotrofio. Rosetta – undici anni – é costretta dalla madre a prostituirsi e per questo motivo vengono sottratti alla madre. Dopo un iniziale rapporto conflittuale con Antonio, i bambini e l’uomo sugellano una sentita amicizia.
Tenero, delicato e privo di qualsiasi retorica, Gianni D’Amelio realizza una pellicola che riecheggia al cinema neorealista, a Pasolini ma anche a Petri e Rosi ma sempre con un’identità forte ed omogenea. Qui la nostra recensione.

3 – Matrix, Lana e Andy Wachowski (1999)
Ventiduesimo secolo. Neo, un hacker, si unisce ad un gruppo di sovversivi che vogliono distruggere le macchine dopo esser venuto a conoscenza di una terribile verità. Film di culto degli anni ’90, Matrix é un film filosofico e stratificato oltre che una brillante giostra action dalla caratteristica fotografia al neon verde. Il Neo di Kenau Reeves é leggendario e la scena sul libero arbitrio ( detta chiaramente quella della scelta delle pillole) é la più memata di sempre.

2 – Quei Bravi Ragazzi, Martin Scorsese (1997)
Pioggia di Oscar per questo capolavoro firmato Martin Scorsese, il maestro della Nuova Hollywood. La storia é quella di Henry Hill un italo-irlandese di Brooklyn che fa carriera nella mafia newyorchese degli anni ’50. I personaggi di Scorsese sono narrati con la solita abilità che contraddistingue il regista, gli archi narrativi sono avvincenti e le atmosfere suggestive. Le prove attoriali di Ray Liotta, Joe Pesci e Robert DeNiro sono eccellenti e rendono i personaggi carismatici senza mai renderli eroici.

1 – Il Re Leone, Walt Disney (1994)
Vittima di innumerevoli sequel e live-action, il primissimo Il Re Leone rimane assolutamente inarrivabile. Prendendo ispirazione dall’opera shakesperiana Amleto, il film narra di un giovane principe che torna al proprio regno dopo aver assistito al tragico omicidio del padre da parte del fratello Scar.
Solenne, emozionante, rappresenta l’apice dell’era del ‘rinascimento Disney’. Perfettamente equilibrato ed in grado di coinvolgere adulti e bambini, Il Re Leone si avvale di una magnifica animazione che lo rende uno dei più bei lungometraggi animati della casa di produzione di Topolino.

