Gérard Depardieu, attore e regista francese, è stato giudicato colpevole di violenza sessuale. Il tribunale di Parigi lo ha condannato a 18 mesi con sospensione condizionale della pena. Depardieu è stato riconosciuto colpevole di aver aggredito sessualmente due donne, una scenografa e un assistente alla regia, nel 2021 sul set del film francese di Jean Becker Le persiane verdi.
La sentenza è il primo caso di successo contro Depardieu, che deve affrontare almeno 20 accuse pubbliche di comportamenti sessualmente inappropriati risalenti a decenni fa. La sentenza è vista come una pietra miliare nel movimento #MeToo in Francia. L’attore, protagonista del film Una pura formalità di Giuseppe Tornatore, era assente alla sentenza. Secondo quanto riferito infatti attualmente si troverebbe in Portogallo sul set del prossimo film di Fanny Ardant. L’amica di lunga data è una delle poche figure nel mondo del cinema francese ad aver sostenuto pubblicamente l’attore.

Gérard Depardieu continua a negare
Depardieu ha più volte negato le accuse contro di lui. Egli sostiene che da anziano (76 anni) “non era interessato a palpeggiare” e che le sue azioni erano state male interpretate. In un caso l’attore ha affermato di aver afferrato i fianchi della collega “per evitare di scivolare”. Il suo avvocato ha dichiarato che farà appello.
Durante questo processo Depardieu ha avuto alcuni difensori di spicco, tra cui proprio l’amica Fanny Ardant che testimoniò di non aver “mai assistito a un atto che avrei trovato scioccante” da parte di Depardieu. L’attrice però ha poi anche riconosciuto che il mondo è cambiato, la società è cambiata e i parametri di riferimento non sono più gli stessi. Ha affermato infatti che ci sono cose che sono state tollerate e che non sono più tollerabili. Depardieu potrebbe tornare entro la fine dell’anno per essere processato in un caso separato che riguarda le accuse di stupro fatte dall’attrice Charlotte Arnould, risalenti al 2018.
