Recensioni FilmAkiplėša: l'adolescenza femminile è un mancato girone dell'inferno

Akiplėša: l’adolescenza femminile è un mancato girone dell’inferno

Akiplėša, meglio conosciuto a livello internazionale come Toxic, è un film lituano del 2024, diretto da Saulė Bliuvaitė e proiettato per la prima volta al 77esimo Festival di Locarno. All’evento il progetto si è guadagnato il Pardo d’Oro e la critica lo ha accolto positivamente.

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La pellicola esplora un caleidoscopio di temi interessanti, tutti legati alla crescita e all’adolescenza femminile ed è cruda sotto tanti punti di vista. Le attrici protagoniste sono esordienti e la regista ha impiegato circa due anni per riuscire a trovare le interpreti perfette per questo progetto ambizioso.

Akiplėša

Akiplėša – Trama

Marija (Vesta Matulytė) e Kristina (Ieva Rupeikaitė) sono due adolescenti che vivono in Lituania, hanno situazioni familiari complesse e cercano di sopravvivere all’adolescenza femminile. La prima vive, ormai, con sua nonna e a causa di un problema alla gamba è vittima di bullismo. La seconda, invece, vive con suo padre, che preferisce passare tutto il suo tempo con la fidanzata. In principio Kristina prende in giro Marija e le ruba perfino un paio di jeans, ma inaspettatamente le due diventano amiche dopo l’accaduto.

Con il tempo le ragazze iniziano ad uscire insieme sempre più spesso e tornano a casa di rado, cercando di sopravvivere in strada e piano piano avvicinandosi alla carriera di modelle. Quello che si rivela essere un mondo pieno di pressioni e aspettative, nascoste da una patina glitterata, le porta ad avvicinarsi alle sostanze stupefacenti e a sviluppare i disturbi alimentari.

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Marija e Kristina arrivano a sprofondare, pur di riuscire ad assaporare anche solo per un attimo una realtà in cui entrambe sembrano essere abbastanza. Ad un certo punto le ragazze si rendono conto di aver toccato il fondo, così scappano e cercano di tornare alla normalità e ad una vita senza pressioni e aspettative sul loro corpo. Ma resta difficile cancellare quanto successo.

Akiplėša

Akiplėša – Recensione

Akiplėša, come la sorella eccentrica The Ugly Stepsister, è un racconto coraggioso e fin troppo realistico di come l’adolescenza femminile si esaurisce ed esaurisce i corpi. Non è un body horror, né ne vanta le caratteristiche, ma ha assolutamente lo stesso impatto.

La fotografia di Vytautas Katkus è cruda, senza filtri e traspare disperazione e dolore e rappresenta un elemento fondamentale per la struttura del film. Si alternano campi lunghi, piani medi e primi piani. Non vi sono dialoghi lunghi, spesso i personaggi si ritrovano all’interno dell’inquadratura in silenzio, senza dire una parola, assorti dai loro pensieri.

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Una menzione importante deve essere fatta per i costumi, che rispecchiano molto il cambiamento dei personaggi. Per esempio, Marija viene presentata come una ragazza che veste in modo largo e anche un po’ trasandato, ma questo cambia nel corso della pellicola. Nell’avvicinamento alla carriera di modella inizia ad indossare crop top attillati, jeans a zampa di elefante e borse a spalla. Verso la fine del film, quando si ritorna ad un momento di equilibrio, la ragazza riprende i suoi vestiti iniziali. Questo gioco di costumi denota un cambiamento continuo del personaggio.

Il tema del corpo

Saulė Bliuvaitė ha dichiarato di aver avuto l’ispirazione dopo aver guardato il documentario Girl Model, che racconta come le bambine siberiane diventino carne da macello con l’obiettivo di lavorare nella moda. Il tema del corpo in Akiplėša è trattato in modo molto interessante e va analizzato con cura.

Innanzitutto il corpo è un luogo di conflitto e il suo benessere fa leva su due aspetti: quello fisico e quello mentale. Se uno funziona e l’altro no, lo spazio resta non funzionale. Spesso si mette da parte la componente psicologica, che in realtà ha una grande influenza su quella fisica. Il background familiare di Marija e Kristina non garantisce una stabilità psicofisica a lungo termine alle ragazze, portandole a non sentirsi abbastanza.

Le due si sentono respinte in primis dai loro genitori e per questa ragione iniziano a rifiutare sé stesse. L’atto massimo di rifiuto che può essere messo in atto è proprio quello nei confronti del proprio corpo. Marija e Kristina sviluppano disturbi alimentari, addirittura la seconda ingerisce uova di tenia affinché possa perdere peso. Questi metodi autodistruttivi non riguardano solo le protagoniste del film, ma metà genere femminile alle prese con l’adolescenza. Gli standard di bellezza impossibili finiscono con l’indurre ragazzine di tutte le età a ripudiare il proprio corpo e rincorrere dei riferimenti falsi e inesistenti.

Akiplėša

Conclusioni

Akiplėša è un film complesso, difficile da guardare e ambizioso. Riesce perfettamente nell’intento di raccontare, quasi in modo documentaristico, la realtà dell’adolescenza femminile, specialmente quella delle modelle dalla giovane età. Non tutti sono pronti a guardare il modo in cui delle ragazze adolescenti si distruggono lentamente per rincorrere degli standard e per sentirsi appagate.

E’ un progetto che potrebbe essere definito educativo, in parte, perché lancia un messaggio importante, Marija e Kristina sono tutte le adolescenti che cercano di sentirsi abbastanza, a costo di farsi del male.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Un film tanto realistico, quanto difficile da guardare. Non adatto a tutti

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