Nel 2001 David Lynch, una delle menti più discusse di Hollywood, porta a compimento quello che da molti è definito il suo capolavoro assoluto, Mulholland drive. Il film, con protagonisti Naomi Watts, Laura Harring e Justin Theroux, ha sconvolto il panorama cinematografico mondiale al momento della sua uscita a causa del personalissimo stile che il regista è riuscito ad imprimervi, rendendolo un prodotto enigmatico e sopra le righe, surreale e visionario. Nello spazio di una narrazione in cui il non detto supera il detto e l’inspiegabile vince sullo spiegato, si delinea così un’opera maestra dell’inizio del millennio in corso, capace di rinforzare l’immagine del suo regista e al contempo ad imporsi come un prodotto dal valore indiscutibile. Un film tanto discusso non può certamente mancare di nascondere entro i meandri della propria lavorazione innumerevoli aneddoti: di seguito le dieci curiosità sul film che abbiamo selezionato per voi.

1. Il concept per Mulholland drive nasce come uno spin-off di Twin peaks, anch’essa ideata e diretta da David Lynch. All’inizio degli anni Novanta, infatti, il regista delineò l’idea del film incentrandolo sul personaggio di Audrey Horne, che sarebbe servita da punto di collegamento tra la serie e il film. Continuando ad elaborare il progetto, Lynch si allontanò però gradualmente dai legami che lo tenevano prossimo alla sfera d’influenza della sua serie e rese la pellicola un prodotto a parte, indipendente e con un’identità propria.
2. Proprio a causa della sua natura iniziale di spin-off, il film era stato inizialmente concepito come il pilot (la puntata pilota, ovvero la prima) di una serie tv. Quando il regista rifiutò i fondi di Studio Canal, utili a portare a compimento la produzione, il progettò subì una momentanea interruzione. A corto di nuove idee, ma necessitando di tornare sul set, Lynch scoprì che tutti i materiali per la puntata – ad esempio, gli scenari ricostruiti per le scene in interno – erano stati distrutti. Il regista si ritrovò così costretto a riformulare parte della storia, allontanandosi ulteriormente dalla natura seriale del prodotto per rivisitarlo in chiave filmica.

3. In un suo primo abbozzo televisivo, Mulholland drive nel suo formato da puntata pilota era stato rifiutato dalla ABC, che aveva inizialmente proposto il progetto. Secondo i vertici dello studio, infatti, le due interpreti principali – Naomi Watts e Laura Harring – non erano abbastanza giovani per diventare tar televisive, e quindi il progetto avrebbe rischiato di rivelarsi fallimentare.
4. Al momento in cui ha ottenuto il ruolo di Betty Elms, Naomi Watts stava affrontando un capitolo particolarmente oscuro e incerto della sua vita non riuscendo a svoltare con un ruolo che le permettesse di avviare definitivamente la propria carriera. Il film di Lynch si rivelò in questo senso per lei provvidenziale. Tuttavia, a riprese ultimate ma prima che il film fosse distribuito in sala, l’attrice riscontrò un periodo di forti ristrettezze economiche. Dopo aver perso la propria assicurazione sanitaria ed essere stata sfrattata, Watts decise di abbandonare sia la recitazione che Los Angeles. Fortunatamente, l’amica fidata Nicole Kidman le consigliò di restare in città sino al momento dell’uscita del film e si offrì di ospitarla in casa propria. Quando Mulholland drive arrivò in sala il clamore fu plateale, e la carriera dell’attrice decollò definitivamente.
5. La cantante che si esibisce al Club Silencio, interpretata dalla performer Rebekah Del Rio prestata al grande schermo per l’occasione, aveva conosciuto il regista anni prima. Il manager dell’artista l’aveva condotta ad uno studio di registrazione in cui Lynch le chiese di cantare una sua versione improvvisata del brano Llorando (lo stesso che compare nel film). All’insaputa della donna, il regista registrò la versione: quella medesima registrazione – con solo un paio di minuscole alterazioni – è tata poi inserita nella traccia audio della pellicola, per la quale poi Del Rio avrebbe prestato il volto.

6. Nel 2010 Les Cahiers du Cinema, la celeberrima testata francese che ha incentivato l’insorgere della Nouvelle Vague mantenendosi poi negli anni un punto di riferimento per il panorama cinematografico internazionale, ha scelto il film di Lynch come miglior film a livello assoluto del primo decennio degli anni Duemila. Anche il noto critico Roger Ebert assegnò al film quattro stelle – il suo punteggio massimo -, constatando come questo sia secondo lui l’unico lungometraggio di Lynch in cui il suo caratteristico surrealismo si rivela un punto di forza.
7. Per la caratterizzazione del ruolo di Adam Kesher, affidato a Justin Theroux, David Lynch si ispirò direttamente all’attore. Questi infatti, effettuò il provino per la parte immediatamente a seguito di un lunghissimo volo aereo. Senza avere il tempo di cambiarsi dal suo monotono outfit total black né di sistemare i capelli scompigliati, l’attore fece la conoscenza del regista che non solo gli affidò il personaggio ma attribuì a quest’ultimo la curiosa estetica con cui Theroux si era presentato al provino.
8. Quando il personaggio di Betty si reca presso uno studio cinematografico per effettuare la propria audizione, viene inquadrata mentre si trova all’ingresso degli studi Paramount. Poiché però la casa di distribuzione non permetteva che il suo logo comparisse nei film, le riprese interessano solo le cancellate d’ingresso dell’edificio, riconoscibile però poiché si tratta dello stesso ingresso presso cui si reca il personaggio di Norma Desmond nel film Il viale del tramonto, quando decide di effettuare il suo atteso ritorno sul grande schermo proprio per mezzo della Paramount.

9. In una scena del film il personaggio di Betty si trova in cucina con Rita per provare la sua parte per un’audizione. Il foglio che Laura Harring tiene in mano in quel momento, e dal quale legge, è direttamente estratto dalla sceneggiatura del film Mulholland drive.
10. La colonna sonora del film è stata affidata ad Angelo Badalamenti. Quello del 2001 è il sesto film al quale i due lavorano assieme: il compositore aveva già curato la colonna sonora di Velluto blu (1986), Cuore selvaggio (1990), Fuoco cammina con me (1992), Strade perdute (1997) e Una storia vera (1999).
