Dopo la deposizione e la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro a seguito di un’operazione militare statunitense. Il web ha rispolverato una scena di Jack Ryan che in molti stanno leggendo come sorprendentemente profetica. La clip, tratta dalla seconda stagione della serie Prime Video uscita nel 2019, mostra l’analista CIA interpretato da John Krasinski spiegare perché il Venezuela rappresenti una minaccia geopolitica di primo piano. Persino superiore a potenze come Russia, Cina e Corea del Nord.
Nel dialogo diventato virale, Jack Ryan sottolinea come il Paese sudamericano possieda le più grandi riserve di petrolio al mondo e immense quantità di oro, chiedendosi come sia possibile che una nazione così ricca sia precipitata in una delle peggiori crisi umanitarie della storia recente. Un passaggio che, alla luce degli eventi di queste ore, ha colpito molti utenti per la sua attualità.

Carlton Cuse il regista di Jack Ryan : “Non era una profezia, ma una storia costruita sulla plausibilità”
A intervenire sulla questione è stato Carlton Cuse, co-creatore della serie insieme a Graham Roland e showrunner delle prime due stagioni. “Quello che sorprende sempre, come narratori, è quanto spesso la realtà finisca per raggiungere la finzione”, ha spiegato. “Il nostro obiettivo non era prevedere il futuro, ma raccontare una storia credibile, fondata su dinamiche geopolitiche reali”.
Cuse ha ricordato che la scelta del Venezuela come ambientazione della seconda stagione risale a oltre sette anni fa e nasceva dalla sua importanza strategica, dalle tensioni politiche interne e dagli interessi internazionali che da tempo lo attraversano. “Non stavamo facendo una dichiarazione politica, ma un thriller guidato dai personaggi”, ha aggiunto.
Le somiglianze con il finale della stagione non mancano: anche nella serie il presidente venezuelano viene rimosso dal potere dopo un’operazione rischiosa. Tuttavia, Cuse sottolinea una differenza fondamentale: nella fiction il cambiamento avviene attraverso un processo politico ed elettorale, mentre nella realtà si è trattato di un’azione militare diretta.
“Ogni volta che gli Stati Uniti usano la forza all’estero è un momento che merita riflessione”, ha concluso il produttore. “Le conseguenze ricadono soprattutto su persone che hanno pochissimo controllo sugli eventi. Posso solo sperare che si vada verso stabilità e pace per chi vive lì”.
