NewsHomebound: Scorsese parla del cortometraggio a Cannes 78

Homebound: Scorsese parla del cortometraggio a Cannes 78

Homebound è un cortometraggio in concorso a Cannes del regista Neeraj Ghaywan e prodotto esecutivamente da Martin Scorsese. Il film debutta questa settimana nella sezione Un Certain Regard di Cannes e racconta la storia di due amici di infanzia in un villaggio del nord dell’India. I due ragazzi tentano di superare l’esame di polizia nazionale, una carriera che potrebbe offrire loro la dignità che non osano sperare. Proprio però mentre si avvicinano al loro sogno, il prezioso legame che li unisce è minacciato dalla loro crescente disillusione.

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Scorsese ha dichiarato di aver visto il primo film di Neeraj, Masaan, nel 2015 e di averlo apprezzato molto. Così quando Mélita Toscan du Plantier gli ha inviato il progetto del suo secondo film si è incuriosito. Ha affermato di aver amato la storia e la cultura dietro essa e ha quindi deciso di aiutare. Ha aggiunto che secondo lui Neeraj ha realizzato questo film splendidamente dando un contributo significativo al cinema indiano. Scorsese si è detto contento che il film sia stato selezionato ufficialmente al Certain Regard di Cannes quest’anno. Il regista statunitense dimostra di saper guardare avanti aiutando registi emergenti nel loro lavoro.

Homebound

Homebound: le lotte di ogni essere umano

I protagonisti del film sono Ishaan Khatter, Vishal Jethwa e Janhvi Kapoor. Ghaywan ha spiegato che il suo obiettivo con il film era quello di esplorare le lotte silenziose e in gran parte invisibili di persone che sono troppo spesso ridotte alle statistiche. In questo mondo di travolgente complessità e sofferenza dimentichiamo che dietro ogni numero c’è un essere umano con sogni, desideri e connessioni con gli altri. Questo film parla di queste connessioni: il profondo legame tra due amici d’infanzia le cui vite sono plasmate da forze al di fuori del loro controllo e di come cercano dignità all’interno di un sistema che li trascura continuamente.

Sveva Serra
Sveva Serra
Classe 2004, metà napoletana e metà romana, credo nel potere delle parole e dell'onestà. Il cinema mi insegna sempre qualcosa e io non voglio far altro che imparare.

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