Recensioni FilmThe assessment - La Valutazione - Recensione del thriller distopico

The assessment – La Valutazione – Recensione del thriller distopico

The assessment – La valutazione, è un film del 2024, di genere thriller/fantascientifico, diretto da Fleur Fortuné. Questo film rappresenta anche il suo debutto nel lungometraggio. A rivestire i panni dei due protagonisti ci sono Elizabeth Olsen (Red Lights) e Himesh Patel (Greedy People).

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Al loro fianco, una magnetica e versatile Alicia Vikander (Ex machina). Per la sua interpretazione, Alicia è stata candidata ai British Independent Film Awards. Il film è stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival a settembre 2024, ed è disponibile sulla piattaforma Amazon Prime Video.

The assessment

The assessment – Trama

The assessment è ambientato in un futuro prossimo e distopico. A causa di un collasso ambientale e della scarsità di risorse, è stato creato un “mondo nuovo”, dove le persone vivono molto più a lungo grazie all’assunzione di alcuni farmaci. In questa realtà, è possibile diventare genitori solamente tramite uteri artificiali, ma non solo. Prima di poter usufruire di questo sistema, i futuri genitori devono passare un’attenta valutazione, per verificare che siano idonei a suddetto ruolo.

È questo il più grande desiderio di Mia (Elizabeth Olsen) e Aaryan (Himesh Patel): diventare genitori. Mia lavora come botanica nella propria serra, Aaryan progetta animali in realtà virtuale, così da rimpiazzare quelli reali che sono stati sterminati. Avendo passato la prima fase di selezione, i due ricevono la visita di Virginia (Alicia Vikander), la valutatrice mandata dal governo per verificare l’idoneità della coppia. La permanenza di sette giorni della donna però, sconvolgerà le loro vite mandandole irrimediabilmente in frantumi.

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The assessment

The assessment – Recensione

The assessment risulta essere un film davvero interessante e originale. Degno di nota è sicuramente il fatto che Fleur Fortuné sia al suo debutto nei lungometraggi con questo lavoro. La questione alla base del film è “saprai essere un buon genitore?”. Questo è ciò che ti chiede il governo, ma è anche la domanda che si pone la coppia. Ma la verità è un’altra. L’essere umano ha rischiato di distruggere definitivamente il Vecchio Mondo, luogo dove si trovano i reietti, coloro che sono andati contro la società e rifiutano il nuovo modo di vivere. E quindi, quale sistema migliore per tenere in mano la popolazione, se non attraverso il controllo delle nascite?

Questo è il vero dilemma che fa da fondo in The assessment. E Fleur lo racconta egregiamente, attraverso una regia pulita, a tratti claustrofobica. In The assessment ciò che regna è l’idea, un’idea forte, portata avanti da un’altrettanto potente sceneggiatura. Senza bisogno di stravolgimenti effettuati da surreali effetti speciali, perché tutto ciò che di surreale necessita questo film, è già presente nella trama. Il controllo sulla genitorialità si tramuta, a mano a mano, in situazioni sempre più inquietanti, che hanno lo scopo primario di far cedere Mia e Aaryan anche come persone, mettendo in dubbio se stessi e la coppia.

Il sogno di diventare genitori, si trasforma presto in un incubo. Virginia dal secondo giorno assume il ruolo di ipotetica figlia, prendendo atteggiamenti che presto superano il limite, portando i due coniugi l’uno contro l’altro. Il tutto culmina in una violenza compiuta con la promessa di successo sull’esito finale.

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The assessment

La crisi dell’identità e della psiche in The assessment

The assessment esplora in quanti modi l’identità umana si possa disgregare, e quanto fragile possa essere la psiche umana, quando in ballo vigono i desideri più reconditi e primitivi. A cosa si è disposti per ottenere ciò che crediamo essere la felicità? Tutto ciò è portato sullo schermo da un incredibile trio attoriale: Elizabeth, Himesh e Alicia. Punto forte è anche la fotografia, intima e volutamente minimale. Un storia che si svolge esclusivamente fra le mura della casa, nello studio asettico color ossidiana, di Aaryan, e nella serra botanica di Mia gremita di piante, senza possibilità di passaggio d’aria. Un film da camera, lo si potrebbe definire. Tutti elementi che riportano a una sensazione claustrofobica, vissuta anche dai due protagonisti con l’arrivo della valutatrice.

Da breve periodo di osservazione, a dinamica opprimente e disturbante. E la casa della coppia, che dovrebbe essere il loro luogo sicuro, il loro rifugio, ben presto si trasforma in una prigione, un contesto destabilizzante dal quale difficilmente si riuscirà a tornare indietro. Quello che aleggia e rimane è solamente una paranoia quotidiana, consapevoli che ogni gesto, sguardo o parola, potrebbe allontanarli per sempre da ciò che più bramano: avere un bambino. Non si rendono conto di quanto questo, invece, li allontana da loro stesso, portando a galla le diversità della coppia, scalfendo profonde crepe che non potranno più essere risanate.

Per quanto la potenza sprigionata dal trio sia evidente, a essere magnetica sulla scena è però Alicia Vikander. Camaleontica nell’interpretazione, da vita a un personaggio algido, spietato, che sembra sempre essere sull’orlo del delirio, sulla perdita del controllo che tanto forza sulla coppia. Non risulta nemmeno per un momento bidimensionale. Virginia rappresenta proprio ciò che di più inquietante c’è nella società proposta da questo film: l’accettazione del sacrificio dell’individuo per un bene superiore.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

The assesment è un thriller fantascientifico intimo e destabilizzante, che mette in discussione l'identità umana in nome del cosiddetto "bene superiore".
Chiara Romagnoli
Chiara Romagnoli
Attrice diplomata, laureata in cinema e arti performative. Credo nei film, nel teatro e in tutto ciò che permette all'essere umano di esprimersi nei modi più diversi, attraverso i mondi più distanti.

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