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Maxton Hall, la recensione della prima stagione

Maxton Hall – Il mondo tra di noi è una nuova serie drama di stampo young adult a tinte comedy e romance, tratta dal romanzo Save Me di Mona Kasten e disponibile su Prime Video. Poco dopo l’uscita sulla piattaforma di streaming, è stata rinnovata per una seconda stagione.

Maxton Hall – Il mondo tra di noi, la trama

Appartenente al genere “enemies to lovers”, Maxton Hall narra dell’incontro-scontro tra due giovani studenti di una famosa scuola, Maxton Hall, la cui iscrizione non è per tutti i portafogli. La protagonista, Ruby Bell (Harriet Herbig-Matten) viene da una famiglia di umili origini, abituata a lottare con tutte le proprie forze per arrivare a fine mese. Grazie al proprio impegno, Ruby ottiene una borsa di studio per la sopracitata scuola per ricchi.

Maxton Hall

Tutto procede tranquillamente, fino a quando la studentessa modello viene a conoscenza, suo malgrado, di un segreto che coinvolge la figlia di una delle famiglie più in vista della scuola, Lydia Beaufort (Sonja Weißer) che, di fronte alla possibile divulgazione del segreto in questione da parte di Ruby, chiede aiuto al fratello James Beaufort (Damian Hardung). Da qui una serie di eventi che porterà i due a diventare rivali ma, allo stesso tempo, anche a conoscersi meglio.

Il cast di Maxton Hall

Oltre ad Harriet Herbig-Matten, Damian Hardung e Sonja Weißer, figurano nella prima stagione di Maxton Hall anche Clelia Sarto (Cordelia Beaufort), Fedja van Huêt (il padre di James, Mortimer Beaufort), Andrea Guo (Lin Wang, la migliore amica della protagonista), Ben Felipe (Cyril Vega), Runa Greiner (la sorella di Ruby, Ember Bell), Govinda Cholleti (Kevash Patel), Hyun Wanner (Percy), Martin Neuhaus (il padre di Ruby, Angus Bell), Julia-Maria Köhler (la madre della protagonista, Helen Bell), Cosima Leonie Wiesend (Camille), Esmael Agostinho (Wren Fitzgerald), Frederic Balonier (Kieran Rutherford), Eli Riccardi (Elaine Ellington), Eidin Jalali (Graham Sutton), Serena Posadino (Jessalyn), Thomas Douglas (il rettore della scuola, Lexington), Kasem Hoxha (il coach di James, Freeman).

Ruby, una studentessa determinata

Com’è facile intuire, Ruby rappresenta un modello di studentessa determinata e ligia al dovere, che vuole farcela da sola, senza aiuti o raccomandazioni di sorta. Il suo obiettivo è riuscire a entrare a Oxford e intraprendere la carriera politica, e non sarà un gruppo di giovani annoiati e frivoli ad ostacolare il raggiungimento del traguardo.

Mentre chi le sta intorno ha un futuro assicurato dalle proprie famiglie e passa il tempo a esibire abiti firmati e a organizzare feste in grandi ville, Ruby è concentrata a voler emergere per diventare qualcuno. Inoltre, per motivi che non verranno precisati in questa sede, si dedica anche al lavoro da cameriera tra la lettura di un libro e l’altro. Harriet Herbig-Matten poi è abbastanza a suo agio nei panni di Ruby, facilitata anche da un’espressività del volto che le consente di mostrare alcuni degli stati d’animo della protagonista in maniera convincente.

Lydia, un personaggio senza sorprese

La sorella di James Beaufort, Lydia, interpreta una ragazza che cerca di farsi notare dalla propria famiglia, impegnandosi nel mettere a punto nuove idee per l’azienda che, un giorno, erediterà. Mortimer però, padre dei due ricchi rampolli, vuole che sia James a prendere le redini dell’impresa, e fa il possibile per spingere il figlio in modo da renderlo il nuovo volto dell’azienda, ignorando perlopiù ogni tentativo di Lydia di contribuire al successo dell’attività di famiglia.

L’interpretazione di Sonja Weißer, così come la ragazza che interpreta, non aggiunge qualcosa di significativo ai fini della trama, venendo relegata a personaggio secondario rispetto ai due reali protagonisti dello show, Ruby e James.

James, un ragazzo che non capisce cosa vuole

Damian Hardung mette in scena James Beaufort, il rampollo preferito da suo padre Mortimer. Nonostante le premesse, si intuisce che James non è poi così distante dalla realtà a cui appartiene Ruby e che considera come inavvicinabile. Mentre la studentessa interpretata da Harriet Herbig-Matten fa il possibile per rincorrere le proprie aspirazioni, James invece non sa proprio cosa fare, e canalizza la sua arroganza e inerzia nello sport più popolare della scuola.

Si cimenta in atti di sabotaggio e ricatti senza battere ciglio ma la cinepresa indugia abbastanza su alcuni momenti del suo quotidiano da far capire che, prima o poi, ci sarà un cambiamento per lui. La prova attoriale di Damian Hardung è da considerarsi “non pervenuta”, con i suoi primi piani che non rivelano altro che inespressività.

La narrazione in Maxton Hall

Lo show diretto da Martin Schreier e Tarek Roehlinger non si contraddistingue certamente per l’originalità della trama, ancorata agli stilemi dello stile young adult e ai temi che accompagnano questo genere di racconti. C’è da dire però che, a differenza di alcune tra le serie TV che affollano il panorama delle piattaforme in streaming, non ci sono troppi momenti stucchevoli (non che non siano presenti, anzi) e la narrazione viene condotta con quel miscuglio di serietà alternata a situazioni strappa sorrisi che consente all’osservatore di poter arrivare alla fine della stagione senza annoiarsi eccessivamente.

Maxton Hall è una serie che cerca di parlare di qualcosa, e c’è un equilibrio, seppur minimo, tra la valanga di romance al servizio del pubblico teen e la voglia di raccontare una storia di riscatto. Ruby è una ragazza che aspira a cimentarsi in politica, a dare un contributo al contesto in cui orbita.

La regia della serie

Martin Schreier e Tarek Roehlinger, fondamentalmente, si impegnano quel minimo per cercare di dare una portata drammatica all’incedere dei personaggi a Maxton Hall. Questo tentativo però non va oltre e finisce per dare al programma, in molte scene, un’estetica da vetrina di grandi magazzini. Se da un lato ciò potrebbe essere considerato come un modo per ricordare alcune serie adolescenziali dei primi anni 2000, dall’altro finisce per incollare su alcuni personaggi una patina di superficialità, che impedisce al pubblico di tifare per loro. Si poteva fare di più.

In conclusione

Maxton Hall è una serie con alcuni punti a favore, ma altri meno. La narrazione, in gran parte scontata, è confezionata in maniera grossolana e senza impegno, ma riesce comunque a portare lo spettatore verso la fine di tutti gli episodi. Gli stilemi dei prodotti teen attualmente disponibili in streaming vengono messi in gioco, lasciando il pubblico di fronte a un bivio narrativo di cui, forse, si conosce già la direzione.

Magari però è anche questo che potrebbe condurre chi osserva le vicende di Ruby e James verso una fruizione senza troppe pretese, rendendo Maxton Hall un prodotto che si lascia seguire, nonostante i tanti difetti, e con un’attrice protagonista che, tra un’espressione sbagliata e l’altra, forse qualcuna ne azzecca. Insieme a Geek Girl, una recente novità che, in mancanza di altro da guardare, potrebbe essere esplorata (senza impegno).

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Maxton Hall è un nuovo prodotto drama di stampo young adult, targato Prime Video, con una trama, per la maggior parte della serie, senza sorprese, con un cast di attori e attrici senza interpretazioni degne di nota, di cui si ricordano soltanto alcuni momenti "di spicco" della protagonista Harriet Herbig-Matten. La serie però si lascia guardare senza troppa noia, nonostante le molte scelte narrative "telefonate", portando verso la fine dello show lo spettatore che sceglie di voler guardare un prodotto senza impegno.
Danilo Abate
Danilo Abate
In bilico continuo fra il thriller d’autore e una pellicola di fantascienza, cerco sempre nuovi modi per riflettere, trovare prospettive inedite e sorprendermi. Parlare di cinema è parlare di opere fatte di emozioni umane, cose concrete, che vengono rese nel modo più imprevedibile e astratto. Il mio obiettivo è scandagliare ogni angolo di girato per dare voce a ciò che è nascosto tra un ciack e l’altro.

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