Jerry Bruckheimer, produttore veterano di hollywood, ha lasciato intendere la possibilità di un seguito a F1: The Movie, Top Gun 3 e a un nuovo capitolo di Pirati dei Caraibi durante la sua conversazione di giovedì al Variety Entertainment & Technology Summit.
Ha, inoltre, passato gran parte dell’ampia conversazione con Clayton Davis a spiegare un mestiere spesso difficile da definire — il ruolo del produttore — e a discutere dello stato dell’industria cinematografica. Bruckheimer ha firmato un blockbuster quest’estate insieme al regista Joseph Kosinski, F1: The Movie. Molti consideravano il film un rischio per il mercato statunitense, dato che la Formula 1 non è popolare negli USA quanto lo è in Europa. Ma proprio questo, secondo Bruckheimer, ha fatto funzionare il film nelle sale americane: «Ti offriva una grande corsa e ti immergeva in un mondo di cui non sapevi nulla. E quando uscivi, sapevi molto di più su ciò che questi piloti affrontano. Sono alcuni dei più grandi atleti del mondo. Sono solo in venti», ha detto Bruckheimer al giornalista.
Jerry Bruckheimer: le rivelazioni durante l’intervista
Durante l’interbista Bruckheimer non ha rivelato molto, ma ha accennato a qualche progetto di alto profilo tra quelli che ha detto essere circa 30 in sviluppo. «Stiamo sviluppando un altro Top Gun. Speriamo di fare un altro F1. Stiamo lavorando a un altro Pirati dei Caraibi. Stiamo lavorando a molti film diversi che hanno avuto successo e speriamo di riuscire a realizzarli tutti», ha detto Bruckheimer.
Bruckheimer ha un lunghissimo curriculum nel cinema e nella TV, con un’infinità di titoli noti e punti fermi della cultura pop dagli anni ’80 a oggi: American Gigolo, Flashdance, Beverly Hills Cop, Bad Boys, Top Gun, Armageddon, Pearl Harbor, The Rock, Black Hawk Down, National Treasure, CSI, The Amazing Race, Cold Case, Without a Trace e Fire Country.
Bruckheimer ha aggiunto: «È la cosa più bella da fare, intrattenere le persone. Non è più una questione di soldi. È per il sorriso che regali ai volti della gente, per il fatto che li emozioni». Ha poi continuato: «Li porti via dalla loro vita per un paio d’ore e li fai sentire meglio, o provare qualcosa, quando escono. E questo è il piacere che provo quando mi metto in fondo a una sala e guardo il pubblico mentre vede uno dei nostri film ed è davvero emozionato. Ed è quello che cerchi di ottenere. Non sempre ci riusciamo, ma quando succede, è davvero esaltante».
