Grafted è il nuovo film horror di produzione neozelandese che porta una ventata di aria fresa e di originalità al sottogenere del body-horror. Grafted è stato presentato in anteprima al New Zealand International Film Festival il 9 agosto 2024 ed è diretto e scritto dalla regista emergente Sasha Rainbow.
Il film è interpretato dai giovani attori emergenti Joyena Sun, Jess Hong, Eden Hart, Jared Turner e Sepi Toa.
La regista Sasha Rainbow, al suo debutto nel lungometraggio, realizza diversi momenti di disgusto e vertigine, sufficienti a rendere questo film un valido film da guardare in streaming.
L’originale interpretazione di Grafted di unire il dramma di formazione con l’horror psicologico è incredibilmente fattibile. Il film non esplora la pubertà o l’età adulta, ma piuttosto il percorso della protagonista, Wei, verso la sua accettazione di se stessa e di chi potrebbe essere come essere umano.

Grafted: la trama
La nostra storia inizia in un complesso residenziale in Cina. Una ragazzina, Wei (Joyena Sun), vive in una discarica disordinata che funge anche da laboratorio scientifico con il suo premuroso (ma, scopriremo presto, folle e arrogante) padre. Sia il padre che la figlia hanno delle macchie viola inspiegabili sul viso. Ma il padre sta escogitando una specie di cura. Prova da solo un innesto di pelle super potenziato che cresce sulla macchia sul suo viso. Ma la carne sperimentale è troppo zelante, e presto la sua bocca e il suo naso vengono chiusi dalla crescita spropositata della pelle impedendogli di respirare. Afferra un bisturi per farsi un buco per l’aria, ma è inutile. Wei, in preda al panico, inizia a tagliare per aiutarlo, ma tutto ciò che vediamo è solo sangue.

Quando Wei cresce vince una borsa di studio per studiare in Nuova Zelanda. Va a vivere con la sua chiacchierona zia Ling (Xiao Hu), imprenditrice, e la sua arrogante cugina Angela (Jess Hong). Qui, i conflitti si concentrano tra adolescenti. Angela è nata in Nuova Zelanda e non parla una parola di cinese. Sembra vergognarsi del suo cugino più “etnico”. Questo è, ovviamente, ingiusto, ed è triste che Angela si senta così lontana dalle sue origini. Ma il film non ha molta (o nessuna) compassione per lei, riservandola tutta a Jasmine (Sepi Toa), l’unica membro della cricca che mostra un minimo di gentilezza nei confronti dell’imbarazzante Wei.
Tutto questo è il preludio alla trama principale dello scambio di corpi, così come un’altra sottotrama che coinvolge Eve (Eden Hart), amica di Angela, e la sua relazione con il professore che sta rubando il merito del lavoro di Wei.
Grafted: la recensione
Grafted fa parte di un’ondata di film body-horror che abbracciano le intersezioni tra il femminile e il grottesco. In quanto tale, verrà inevitabilmente – e giustamente – paragonato a The Substance, l’esempio più riuscito di questa recente tendenza. Come quel film, adotta un approccio pop-art cartoonesco al suo materiale, che affronta la competizione femminile e gli standard di bellezza.
Entrambi i film condividono una tematica comune: la gelosia tra donne e il desiderio di abitare letteralmente il corpo di un’altra persona – in questo caso, una cugina più popolare – per sfuggire alla vergogna di esistere in una forma femminile non proprio ideale.
Il ritmo è irregolare e Grafted sfreccia nella seconda metà in un turbinio di intrighi scientifici, parti del corpo smembrate, siringhe piene di melma rosa e bisturi che tagliano pezzi di carne gommosa. La regista Sasha Rainbow ha occhio per la composizione e mantiene lo stile visivo del film abbastanza compatto da distinguere con successo tra femminilità da bubblegum e palesemente camp, entrambi in netto contrasto con la melma e il sangue.

Grafted è più un film di serie B di The Substance, con una regia elegante ma poche pretese artistiche. È il tipo di film in cui il testo appare sullo schermo mentre un personaggio legge un articolo che spiega cosa sta succedendo nella trama, il tipo di programmazione solida che porta il pubblico in un viaggio fluido e appagante senza metterlo troppo alla prova.
Un plauso va alla colonna sonora ricca di suspense del compositore Lachlan Anderson, che è di per sé un punto culminante. Abbinata al sound designer Bruce Langley che crea un crescendo di velocità nella sequenza iniziale, la colonna sonora crea immediatamente un’atmosfera di tensione.
Un cast emergente molto coeso
Un elemento che spicca nella frettolosa seconda metà di Grafted sono le interpretazioni dei protagonisti adolescenti, tre dei quali devono imitare i manierismi, le voci e le personalità l’uno dell’altro, mantenendo l’impressione di avere difficoltà a interpretare se stessi.
Questo implica un’altra linea sottile, questa volta un triplice passaggio tra pathos, terrore e commedia; ogni attore eccelle in uno di essi (il pathos di Sun, il terrore di Hong e la commedia di Hart), ma tutti si imitano a vicenda in modo convincente, a testimonianza della forza della regia di Rainbow e della coesione del cast.

Altra nota a favore sono i richiami a grandi classici e ci sono alcuni accorgimenti intelligenti. Simile al mostro di Frankenstein creato da parti del corpo innestate insieme, la protagonista e suo padre sperimentano con la pelle innestata. Il fatto che zia Ling sia anche nel settore dei prodotti di bellezza (e le sue creme per il viso fatte in casa prefigurano future immagini nauseanti) è un tocco di classe.
Inoltre, l’avventura di Wei nella creazione del siero perfetto per riparare il suo “difetto” facciale e poi doverlo usare frequentemente è un tema importante per la dipendenza da sostanze, tanto quanto lo era con il Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Non è una ragazza facile all’ira, ma il fatto che la giovane donna indossi due facce aiuta.
In conclusione
Grafted è un’intelligente storia di body horror che nasconde un messaggio più profondo, accanto a un grottesco e intenso turbinio di mutilazioni e vanità.
Sebbene Grafted sia in gran parte lì per farti rabbrividire di fronte alla sua medicina gocciolante e trasudante, dedica anche del tempo ad approfondire le complessità delle relazioni tra amici e nemici, in particolare tra le giovani donne.

Dietro le strutture umide dell’orrore corporeo si celano solide fondamenta di dinamiche sessuali tossiche, del tipo che o logora le donne o le tempra fino a trasformarle in acciaio affilato come un rasoio.

