DocumentarioFabi Silvestri Gazzè - Un passo alla volta, il docu-film

Fabi Silvestri Gazzè – Un passo alla volta, il docu-film

Una musica può fare. Tante cose aggiungiamo noi. Specialmente emozionare, come il documentario realizzato da Francesco Cordio Fabi Silvestri Gazzè – Un passo alla volta. Un racconto inedito e vitale di tre artisti che insieme hanno rappresentato – e rappresentano – un pezzo della musica italiana. Circo Massimo. 6 luglio 2024. 50 mila persone. Un film-concerto che è molto di più. È un viaggio nella storia e nella memoria, con tanta ironia e sarcasmo.

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Il docu-film intreccia passato e presente, facendo continui passaggi tra gli inizi della loro carriera e le successive evoluzioni. Si parte dalle prove del concerto fino all’esibizione al Circo Massimo. Soltanto le sequenze del concerto sono una carica esplosiva di emozioni, attraverso le migliaia di voci presenti al Circo Massimo lo spettatore si immerge in un racconto fatto di note, grandi successi e momenti toccanti.

Fabi Silvestri Gazzè – Un passo alla volta – La trama

Un Passo alla Volta con Fabi, Silvestri e Gazzè

Da ogni brano suonato al concerto del 6 luglio si torna indietro con un flashback alla genesi di quel determinato pezzo, nelle sale di incisione, negli accordi improvvisati suonando insieme sul divano, alle tante chiacchiere tra un tour e l’altro. Tutto è nato nel 2014, quando Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè decidono di registrare un album insieme: Il padrone della festa. Tutto il resto è storia. Da quel momento lì ognuno ha capito qualcosa in più sulla propria carriera. La forza del gruppo si è sprigionata in quell’album lì, mischiando alchimie, sonorità, stili e storie differenti.

Il docu-film poi è intervallato da interviste fatte agli artisti in cui raccontano il processo che li ha portati ad essere prima amici nella vita, e poi attraverso la musica. Partendo dal famoso Locale a Trastevere nel Vicolo del Fico. Dove tutto ebbe inizio. Nel Locale di Trastevere – ideale prosecuzione del Folkstudio romano degli anni Sessanta, Fabi, Silvestri e Gazzè si conoscono per la prima volta.

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In quelle jam session notturno c’è già tutto. C’è l’avvenire che si realizza sotto i propri occhi. C’è la voglia di suonare insieme perché è così che nasce la musica. La scena romana degli anni Novanta si è formata in quelle mura, accogliendo le pulsioni e i sogni di tanti giovani musicisti. E si perché prima del Circo Massimo con 50 mila persone, ci sono singole carriere con più di trent’anni alle spalle, tanti album pubblicati e soprattutto l’affetto e l’amore di migliaia di fan sparsi in tutta Italia.

Fabi Silvestri Gazzè – Un passo alla volta – La recensione

Fabi, Silvestri e Gazzè all'anteprima del docufilm «Un passo alla volta»:

Fabi Silvestri Gazzè – Un passo alla volta è un documentario di grande impatto emozionale, pieno di tracce di memoria inedite e sincere. L’amicizia è un elemento imprescindibile del documentario, è quella che lega i tre artisti perché realmente ammiratori l’uno dell’altro. Il processo che lega la musica di ognuno agli altri due è un percorso fatto di contaminazione e confronto continuo. È la poetica personale che cade nella sensibilità musicale dell’altro. C’è Silvestri che suona le tastiere per Il solito sesso (Gazzè), è un arrangiamento continuo per esaltare la potenzialità della musica. È Gazzè che accompagna con la sua grande preparazione musicale le parole di Lasciarsi un giorno a Roma (Fabi).

Ovviamente la musica è il trait d’union del documentario: Alzo le maniLife Is SweetL’amore non esisteCome mi pare o Il padrone della festa che dà il titolo all’album. Ma ci sono anche i grandi successi personali: Salirò di Silvestri accompagnato dalle immagini della sua partecipazione al Festival di Sanremo del 2002; la storia di Vento d’Estate di Gazzè che solo grazie alla spinta di Fabi è diventata un disco; e poi un momento unico quando Fabi da solo con la chitarra intona Facciamo Finta dedicato alla figlia Olivia.

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Tracce di memoria sparse

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La regia di Francesco Cordio e il montaggio di Giogiò Franchini sono abili nel ricreare la giusta tensione tra racconto orale ed esibizioni dal vivo. Il montaggio che alterna le prove dei brani ancora in fase di realizzazione all’esecuzioni al Circo Massimo sono perfetti nel rappresentare il passaggio dalla dimensione privata e creativa dello studio di registrazione, al momento in cui le canzoni diventano di tutti, della gente che li ama e li canta a memoria.

Ci sono poi i ricordi personali, che si intrecciano a quelli collettivi. Come il tour europeo del Padrone della festa, al viaggio nel Sudan del Sud con i Medici con l’Africa Cuamm. Quando la musica diventa il veicolo migliore per rappresentare l’essenza della vita, con i suoi dolori, miserie e povertà. Ma anche per i singoli passaggi personali, come quando Silvestri racconta dello stesso albero (o forse lì vicino ma poco importa) in cui sia lui che il padre – Alberto Silvestri storico sceneggiatore e autore televisivo – andavano per scrivere delle loro canzoni o film. Coincidenze della vita che ne testimoniano la rara bellezza e inspiegabilità.

Il docu-film è una perla di emozioni da vedere. L’eco delle vibrazioni dei cinquantamila del Circo Massimo, arriva tutto nelle immagini del documentario. Restituendo allo spettatore un racconto pieno di musica, divertimento e sensibilità.

Nanni Moretti, in occasione della presentazione del docu-film Fabi Silvestri Gazzè – Un passo alla volta nel suo cinema Sacher a Trastevere, è tornato sul palco, con la sua solita ironia che lo contraddistingue. Insieme al regista Francesco Cordio, e i tre musicisti, hanno presentato il documentario tra risate e momenti divertenti, specie la querelle grammaticale sull’articolo del Locale, luogo d’esordio dei tre cantanti. La proiezione è stata la prima occasione pubblica per il regista dopo l’infarto che l’ha colto il 2 aprile. Solo il 6 aprile, dimesso, si era collegato telefonicamente in viva voce con il Festival Custodi di sogni – I tesori della Cineteca Nazionale, di fronte alla sala in occasione del restauro di Ecce Bombo.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni
Redazione
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