“Aline – La voce dell’amore”, il film ispirato alla vita della cantante Céline Dion. Biopic non ufficiale. A vestire i panni della popstar canadese è la francese Valérie Lemercier, un film da lei fortemente voluto, tanto che non è solo regista ma anche cosceneggiatrice e interprete: è lei a dare il volto a Céline (che però nel film si chiama, appunto, Aline) dalla tenera età fino ai giorni nostri, e questo è stato possibile grazie agli effetti speciali (ad ogni modo, la piccola Aline appare poco credibile, non sembra proprio una ragazzina). Il biopic si estende per due ore abbondanti e vanta un ottimo cast di attori.
Particolarmente bravo è Sylvian Marcel che interpreta il manager, poi futuro marito della cantante: eccellente interpretazione questa di Marcel (nel ruolo più importante della sua carriera) capace di bucare lo schermo nei primi piani, magnetico nella gestualità, lenta e pacata. Il personaggio si chiama Guy-Claude, mentre il marito della cantante si chiamava René Angélil. (Curiosità: nel film le canzoni della Dion sono cantate dalla francese Victoria Sio e non dalla Lemercier).

Aline – La voce dell’amore, la vita di una star
La storia comincia da molto lontano, in Canada, quando i genitori di Aline si conoscono, si sposano e anno dopo anno mettono su una famigliola niente male: quattordici figli. L’ultima è appunto Aline. La piccola Aline, timida e schiva, arrossisce e si nasconde sotto il tavolo, tuttavia la sua prima esibizione al matrimonio del fratello è un trionfo. La famiglia di Aline ha la passione della musica. Suonano tutti insieme, genitori e figli, in piccoli locali e lei sogna di diventare una cantante strabiliante.
Prima di addormentarsi, nella sua stanzetta, ammira a bocca aperta le foto di Barbra Streisand. La prima canzone per il provino, ad Aline, voce portentosa, le viene scritta dai fratelli e sono proprio loro che mandano la cassetta all’uomo che le farà spiccare il volo, Guy-Claude (le chiederà di imparare l’inglese e di migliorare l’aspetto, i denti soprattutto).

Aline – La voce dell’amore, tra finzione e realtà
Ci sono all’interno del film alcuni episodi inventati della vita della Dion: l’anello di matrimonio nascosto in un cono gelato durante una tappa a Napoli; lei che bimbetta, si reca, al primo incontro col manager con le scarpe grosse e rovinate, prestate dalla madre, perché nella fretta era uscita con i pattini.
Guy-Claude, la prima volta che la vede, le chiede di cantare; una penna come microfono. Concentrati, le fa, e immagina che davanti a te ci sia una folla di gente; un pubblico che ti adora. E, a poco a poco, i teatri pieni arrivano davvero. Aline acquista carisma. Le canzoni diventano vigorose. All’apice della popolarità si trasferisce a Las Vegas in una villa da urlo. Un marito, tre figli. Ironica la sequenza in cui, parlando con la madre, Aline si lamenta: la casa è troppo grande e lei si perde in quel labirinto di stanze infinite.

A un certo punto Aline perde la voce. Problemi alle corde vocali. È costretta a fermarsi. Comunica con bigliettini e picchiettando sulla cornetta del telefono. “Aline – La voce dell’amore”, sì perché lei lo spiega chiaro e tondo: canta per il suo amore Guy-Claude.
Tra i momenti più toccanti: Guy-Claude che ormai malato segue i concerti di Aline seduto davanti alla tv, un auricolare per comunicare con lei che è sul palco. Ovviamente nel film non manca il brano che ha fatto sognare i romantici di tutto il mondo: “My heart will go on”, canzone premiata con l’Oscar, tema principale di “Titanic”.”Aline – La voce dell’amore” è un garbato film per famiglie. Ha un che di fiabesco. Intrattiene, diverte. Una storia che invita a credere nei sogni, in quel tutto è possibile che è il mantra del sogno americano. E infatti la favola di Aline inizia in una piccola casetta del Canada in mezzo alla neve per arrivare sotto i riflettori di Las Vegas. Chi ama la musica di Céline Dion non può perderlo.
