DrammaticoIl dominatore di Chicago di Nicholas Ray

Il dominatore di Chicago di Nicholas Ray

Il dominatore di Chicago” è un film del 1958 diretto da Nicholas Ray. I protagonisti sono Robert Taylor, Cyd Charisse e Lee J. Cobb. Prodotto da Metro-Goldwyn-Mayer, la pellicola si inserisce all’interno del filone dei gangster movie. Ambientato nella Chicago degli anni 30, presenta tutti gli elementi per essere considerato un classico del genere. Ballerine da Nightclub, mafiosi italoamericani, feste private, sparatorie, processi e molta violenza.

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Il dominatore di Chicago
I protagonisti in una scena del film

Il dominatore di Chicago, trama

Un avvocato di nome Tommy, lavora per un mafioso italoamericano di nome Rico. Ogni volta che Rico ha problemi con la giustizia, Tommy si adopera per salvarlo e tenerlo in libertà. Con il tempo diventa l’avvocato migliore dell’Illinois, e la sua fama cresce all’interno dell’ambiente giuridico. Una sera conosce una ballerina da Nightclub di nome Vicky, entrambi si innamorano ed iniziano una frequentazione. Il suo amore per lei, mette in dubbio la sua stessa esistenza, domandandosi quanto vale la pena continuare questo tipo di vita. Tommy decide perciò di trasferirsi altrove e lasciarsi il passato alle spalle, ma Rico ha in serbo un ultimo incarico per lui. La vicenda si mette male e l’avvocato finisce in guai molto seri, tra la brutalità del suo cliente peggiore e la giustizia alle porte.

Il dominatore di Chicago
Un frame del film con i due protagonisti

Il dominatore di Chicago, recensione

Negli anni 50, Nicholas Ray si trova nel suo periodo più produttivo. Con la realizzazione di un film all’anno, il regista mostra al mondo tutto il suo talento. Se l’autorialità registica è esplosa negli Usa, a partire dal movimento della New Hollywood, verso la metà degli anni 60, Ray dimostra di essere un’eccezione e diventa presto un’istituzione per i futuri colleghi.

Il suo cinema si avvale di titoli cult come ad esempio “Gioventù bruciata“, film simbolo di una nuova generazione di ribelli, che avrebbe cambiato le sorti del mondo, a partire dal decennio successivo e che il regista coglie immediatamente nei suoi tratti più essenziali, inquadrandoli nel suo capolavoro.

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Il dominatore di Chicago conferma nuovamente la bravura di Ray nel rappresentare una storia in cui si denota una sceneggiatura perfetta, senza sbavature da evidenziare ma chiara e lineare fino alla fine. I personaggi sono scritti in maniera eccellente, e gli interpreti principali sono superbi.

Il dominatore di Chicago
Un frame del film

Si capisce chiaramente di essere di fronte a un modo di fare cinema che oggi non esiste più. Questo tipo di rappresentazione visiva si colloca a cavallo tra il periodo d’oro degli anni 30, e il cambiamento drastico degli anni 60. È uno di quei film che mantiene un fascino ammaliante, grazie alle innumerevoli scene che rimangono facilmente impresse nella mente dello spettatore.

La storia è sicuramente il punto di forza, come è prevedibile aspettarsi da film provenienti da quegli anni. Tutta l’opera si muove ed è costruita attorno a una trama coinvolgente, che unisce l’azione al romanticismo. La soggettività marcata dell’autore è una caratteristica peculiare di un cinema, che poco tempo dopo avrebbe preso il sopravvento. Tuttavia Nicholas Ray pone le basi di quello che sarebbe successo, e il suo stile non si avvale solo di una bellissima sceneggiatura ma anche di una regia che lentamente si fa notare.

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Il regista inserisce delle inquadrature e dei movimenti di macchina che fanno percepire l’interesse, da parte di chi riprende, di palesarsi. I film di Ray puntano molto a una regia studiatissima e super dettagliata, che mira ad esaltare la storia, e non solo, ma anche a quello di lanciare una nuova figura centrale, il regista come principale responsabile del processo artistico.

Il dominatore di Chicago
Un frame del film

La descrizione del mondo criminale è perfetta. I personaggi si ritrovano immersi totalmente in un ambiente pericoloso. Il protagonista vive un’ambiguità che polarizza tutta l’attenzione su di lui. Difficile comprendere come la sua bontà di fondo possa sposarsi con gli affari del crimine con il quale è coinvolto. Furbescamente riesce a mantenersi fra i due poli durante tutta la visione ed è solo grazie all’amore per l’amata donna che la sua identità si rivela definitivamente.

Questo bilanciamento è frutto di un cinema che stava cambiando, in cui non per forza il protagonista deve appartenere al lato del bene, come il coraggioso eroe di tante storie. Finalmente la linea di demarcazione si fa più sottile, donando profondità alla storia e attribuendole i connotati di un cinema che con il tempo si farà più impegnato.

La corruzione di un sistema marcio penetra nelle figure che lo vivono, le quali lo potenziano di volta in volta. Ogni figura è allo stesso momento carnefice e vittima delle proprie azioni. Tutti responsabili di una struttura criminale che non può che avvicinarsi via via verso la sua distruzione, trascinandosi con sé coloro che l’hanno resa solida. Buoni e cattivi diventano quindi colpevoli allo stesso modo e la classica morale delle due controparti che si scontrano, viene in questo caso abbandonata.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Nicholas Ray realizza un cult dei film gangster, grazie a una sceneggiatura perfetta e a delle interpretazioni superbe.
Giovanni Veverga
Giovanni Veverga
Amo gli autori che vogliono e sanno come raccontare una storia in grado di affascinare lo spettatore.

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