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La Legge di Lidia Poët – Una serie che da voce alle donne

Disponibile dal 15 aprile e, da una settimana in vetta alle classifiche Netflix – almeno in Italia – come serie più vista. La terza e, purtroppo, ultima stagione de La Legge di Lidia Poët continua a mescolare crime, storia, biografia, unendo al mix anche un tocco di romanticismo. 

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Nel cast Matilda De Angelis (La vita da grandi) insieme a Eduardo Scarpetta, Gianmarco Saurino, Pier Luigi Pasino e Sara Lazzaro

La Legge di Lidia Poët – La Trama

1887, Torino. Dopo le vicende della scorsa stagione, qualcosa è cambiato. Enrico (Pier Luigi Pasino) è riuscito a diventare deputato. Il suo obiettivo, però, è quello di diventare sottosegretario per riuscire a fare approvare la proposta di legge della sorella. Intanto, la collaborazione “lavorativa” tra lui e Lidia (Matilda De Angelis) continua. La donna, mentre lotta per affermarsi professionalmente, porta avanti di nascosto la sua relazione personale con il procuratore Fourneau (Gianmarco Saurino).

Lidia, però, nasconde anche i suoi sentimenti per Jacopo (Eduardo Scarpetta). L’uomo, andato a Roma al termine della seconda stagione, torna a Torino accompagnato da una cantante di opera spagnola di nome Consuelo

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A complicare la vita di Lidia è anche un ritorno dal suo passato. Grazia Fontana (Liliana Bottone), l’amica con cui ha condiviso casa, sogni e speranze dopo essere scappata dal padre, arriva a Torino con la figlia Mila. Sospettata per l’omicidio del marito, Grazia viene difesa proprio da Enrico, che teme ripercussioni per la sua carriera politica. Lidia fa di tutto per salvare la sua amica dal carcere, o peggio, dalla fucilazione, scoprendo segreti della sua gioventù che le sono stati celati. La giovane può contare sull’aiuto di Jacopo e della sua penna…forse anche del suo cuore. 

La Legge di Lidia Poët – La Recensione

Questa terza e ultima stagione de La Legge di Lidia Poët continua e conclude la storia della prima donna entrata a far parte dell’Ordine degli avvocati. 

Come tutte le serie crime e i legal drama che si rispettino, anche questa segue un modello quasi standard. Alle trame verticali, ovvero i “casi” di puntata, si accompagna una trama orizzontale, ossia il processo a Grazia Fontana. I casi che vengono presentati nel corso dei 6 episodi della stagione appaiono interessanti e funzionali allo sviluppo della storia nel suo insieme. 

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Uno dei temi che emerge e che lega tutte le puntate è sicuramente quello del femminismo. Da un lato, c’è Lidia che continua a lottare per far emergere la sua voce e la sua indipendenza di donna, ma anche il suo ruolo professionale. Dall’altro c’è anche la storia di Giada: dopo anni di violenze e soprusi, la donna uccide il marito. Da una parte c’è la legge che la condanna a prescindere in quanto donna e in quanto assassina. Dall’altra una domanda cruciale: che fine avrebbe fatto se non avesse reagito in questo modo? 

Spazio anche per la famiglia. In questa stagione, infatti, viene indagato più a fondo il rapporto tra Lidia ed Enrico, conflittuale ma profondo, come solo quello tra due fratelli può esserlo. Si comprende anche qualcosa di più sul rapporto tra Lidia e il padre. E l’amore? Il cuore di Lidia è combattuto tra le certezze che le offre Fourneau e il brivido che le da Jacopo.

La Legge di Lidia Poët – Il cast

Matilda De Angelis interpreta Lidia Poët, una giovane donna di fine ‘800, ma moderna e contemporanea nel carattere. Lidia, fin dalla prima stagione, lotta per affermarsi personalmente e professionalmente. Lidia è uno spirito libero, che non segue le regole della società ma lotta per cambiarle. Una vera e propria eroina moderna. 

Accanto a lei c’è il fratello Enrico, interpretato da Pier Luigi Pasino. Enrico, ora deputato del regno, viene coinvolto dalla sorella nei casi più disparati, dando vita anche a siparietti comici. Teresa (Sara Lazzaro), sua moglie, in questa stagione soffre della “sindrome del nido vuoto”. Con la figlia Marianna a Parigi, la donna sente di aver perso il suo scopo. Se all’inizio vuole colmarlo con un altro figlio, alla fine capisce che forse è il momento per trovare un nuovo obiettivo dentro di sé. 

Gianmarco Saurino veste i panni di Fourneau. Con la promozione a procuratore, l’uomo è combattuto tra il vivere il suo amore con Lidia liberamente e il conflitto di interessi che ne scaturisce. Chi, invece, non si preoccupa delle opinioni della società è Jacopo (Eduardo Scarpetta) che, tornato da Roma con Consuelo, si dimostra sempre una spalla fedele per Lidia, anche romantica. 

In questa stagione de La Legge di Lidia Poët ci sono anche delle new entry: Liliana Bottone nei panni di Grazia Fontana e Ninni Bruschetta nel ruolo del procuratore Cantamessa

Conclusioni

Difficile incasellare La Legge di Lidia Poët in un genere, perché la serie mescola tanti elementi di tanti generi diversi. Ma, forse, proprio questo mix è uno dei suoi punti di forza. La terza stagione della serie dimostra di saper mettere la parola fine quando necessario. La storia di Lidia, giunta alla sua naturale conclusione senza forzature, intrattiene, ma fa anche riflettere. 

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

La Legge di Lidia Poët mescola tanti elementi di tanti generi diversi. Ma, forse, proprio questo mix è uno dei suoi punti di forza. La terza stagione della serie dimostra di saper mettere la parola fine quando necessario. La storia di Lidia, giunta alla sua naturale conclusione senza forzature, intrattiene, ma fa anche riflettere. 
Laura Andriuzzi
Laura Andriuzzi
Sono una fan del cinema e della scrittura, amante di maratone cinematografiche e scontri critici sulla trama. Dalle commedie francesi ai crime procedural, mi piace tutto ciò che richiede cervello, ironia e una spruzzata di mistero. E se non sto guardando qualcosa? Probabilmente sto tentando di scriverlo!

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