Con l’uscita del lungometraggio Il Castello dell’Infinito, da ormai diverse settimane Demon Slayer: Kimetsu no yaiba è sulla bocca di tutti. A dire il vero è da qualche anno che quest’opera è diventata una costante all’interno di fiere ed eventi riguardanti il mondo della cultura pop, tanto che si può parlare di una vera e propria “Demon Slayer mania”. Il lungo viaggio di Tanjiro Kamado e di sua sorella Nezuko ha ormai coinvolto decine di milioni di persone in tutto il mondo, dando vita ad un qualcosa che è andato oltre il semplice successo prima letterario, poi televisivo ed infine cinematografico, ma che ha già imboccato la strada del fenomeno culturale e generazionale.
Dopo una breve sintesi della trama principale dell’opera, di seguito cinque curiosità su Demon Slayer: Kimetsu no yaiba. Ad oggi l’anime è composto da quattro stagioni: le prime due sono disponibili su Netflix, mentre la totalità degli episodi è disponibile su Crunchyroll.
Demon Slayer: Kimetsu no yaiba – trama
Giappone, primi anni del ventesimo secolo. Tanjiro è il primogenito di una numerosa famiglia orfana del padre, che vive in un’isolata casa di montagna tra i boschi innevati. Un giorno, tornando alla sua dimora dopo essere stato al villaggio a vendere il carbone, trova la madre e i fratelli uccisi da un demone, ad eccezione della sorella Nezuko che è stata trasformata in un demone a sua volta. Stranamente però quest’ultima non sembra essere un demone normale, ma conserva in sé ancora qualche segno di umana bontà. Tanjiro inizia così il suo viaggio in cerca di una cura per far tornare sua sorella di nuovo umana e salvare la sorte di molti altri caduti in disgrazia.

- Il recentissimo Demon Slayer: Kimetsu no yaiba – Il Castello dell’Infinito è l’anime con il maggior incasso nella storia del cinema. Ebbene sì, nessuno è riuscito a fare meglio nelle sale, neanche lo studio Ghibli in persona, che con il suo La città incantata occupa “solamente” la terza posizione. In testa proprio gli ultimi due lungometraggi del franchise di Demon Slayer, che segnano così un dominio assoluto dell’anime anche sul grande schermo.
- Tutti conosciamo il volto dei personaggi, ma chi si cela dietro chi ha creato questo meraviglioso universo? La risposta è “un alligatore con gli occhiali”. Per chi non segue il mondo del fumetto giapponese questa cosa potrà sembrare alquanto strana. Koyoharu Gotōge, la creatrice di Demon Slayer, non si è mai esposta e cela la sua immagine pubblica dietro un avatar di un alligatore con gli occhiali.
- Nonostante possa non sembrare, l’opera riserva una grandissima attenzione alle simbologie, numerazioni e nomenclature. Un esempio lampante sono le dodici Lune demoniache. Dodici come le lunazioni che si svolgono in un anno solare e dodici come il numero che nella tradizione orientale spesso simboleggia la morte. Anche i nomi dei protagonisti non sono scelti a caso, ma il loro significato si lega al loro portatore, vedi Tanjiro, divisibile in tan, ji e ro in lingua nipponica “carbone”, “guarire” e “giovane uomo”. Insomma, nulla sembra essere stato lasciato al caso.
- Oltre alla compositrice Yuki Kajiura la colonna sonora dell’anime è stata composta con Gō Shiina, un nome che sicuramente è ben noto ai videogiocatori. Shiina è infatti l’arrangiatore che ha firmato le musiche di alcuni dei più famosi capitoli del picchiaduro Tekken.
- Secondo i sondaggi giapponesi ed internazionali, i protagonisti e comprimari di Demon Slayer sono amatissimi dal pubblico e da molti anni si posizionano sempre ai vertici delle classifiche shōnen. Quali sono però i tre più amati? Stando a quanto riportato da diverse fonti del Sol Levante Tomioka Giyu, Muichirou Tokitou e Kyoujurou Rengoku è il trio che più è entrato nel cuore dei fan. A Nezuko spetta invece il premio di “ragazza più bella” in un’opera pubblicata sulla rivista Shonen Jump.
Successo a parte Demon Slayer è sicuramente un opera che merita di essere vista. Un prodotto anime che non inventa nulla di nuovo, che si rifà a grandi classici come Naruto e Le bizzarre avventure di JoJo e che, furbamente, preme il tasto su elementi di grande impatto soprattutto per la cultura nipponica. Il risultato è comunque più che lodevole. Un bel mix di animazioni di altissimo livello, profumo di grande epopea classica e anche un pizzico di orrore e splatter. Anche la critica internazionale si è sempre espressa positivamente su quest’opera, che ha maturato votazioni positive nei vari aggregatori online.
“Dagli sfondi intricati alle coreografie di combattimento propulsive, tutto è reso vividamente alla perfezione” – IndieWire
“Oltre due ore e mezza di film che ti tengono incollato alla sedia. Immagini che ti illuminano visivamente e acusticamente, che ti commuovono, ti stupiscono e ti sorprendono” – Esquire Magazine
“Oltre alla pura inventiva delle arti marziali inventate nel film, restano gli elementi tragici. Elementi che possono essere efficaci nel dare al pubblico un motivo per sentirsi coinvolto nelle battaglie”. – Variety
Queste sono solo alcune delle recensioni entusiaste circa il film Demon Slayer – Il Castello dell’Infinito, ora nelle sale.

