Alberto Barbera, il direttore artistico del Festival del cinema di Venezia ha dato inizio al consueto tour stampa dopo l’annuncio ufficiale della formazione dell’82ª edizione.
The Ballad of a Small Player di Edward Berger, importante titolo Netflix, è stato proposto ma rifiutato. Il motivo? Barbera afferma di aver voluto includere solo tre film Netflix, e che un quarto sarebbe stato un po’ troppo.
E riguardo a Paul Thomas Anderson e il suo One Battle After Another, Barbera sostiene di aver ottenuto “il 95% dei film che voleva”, e di “non essere riuscito ad avere una risposta concreta” da Warner Bros.
Ma il film di cui Barbera non riesce a smettere di parlare è The Smashing Machine di Benny Safdie. In entrambe le interviste (a Variety e Deadline), ha sottolineato come la produzione A24 non sia solo uno dei titoli di punta del concorso, ma anche una potenziale carta per gli Oscar.
“Ci sono molte grandi interpretazioni e molti film in lizza, vedrete. Emily Blunt e Dwayne Johnson sono fantastici in The Smashing Machine, per esempio. Il film della Bigelow è un altro grande titolo. Anche il film di Guillermo [del Toro] sarà probabilmente in corsa…”

Barbera rincara la dose:
“Dwayne Johnson è incredibile nel film, così come Emily Blunt. Le loro performance ci hanno davvero colpiti. All’inizio dell’anno sono andato a New York a incontrare Benny Safdie, che mi ha mostrato alcune scene girate a Tokyo direttamente dal suo cellulare. Mi aspettavo un film molto spettacolare, destinato a un fuori concorso. Invece ho scoperto un grande film su due grandi personaggi, capace di ricostruire non solo la vita e i problemi del campione di wrestling Mark Kerr, ma anche di dipingere un mondo e un’epoca precisa [gli anni 2000]. Appena l’abbiamo visto, non abbiamo avuto dubbi: era un film da concorso e destinato a lasciare il segno. Non so se arriverà agli Oscar, ma sono certo che A24 seguirà quella strada.”
Un entusiasmo altissimo. Un dramma sportivo crudo e introspettivo, con interpretazioni al loro apice. Nonostante non fosse mai stato in dubbio, questa è l’ulteriore conferma che possiamo aspettarci tanto da Safdie e The Smashing Machine.
