NewsSuperman si fa politico: la rivoluzione gentile di James Gunn

Superman si fa politico: la rivoluzione gentile di James Gunn

Che il Superman di James Gunn rappresenti uno spartiacque importante- tanto per il futuro dei blockbusters quanto per le sorti dell’universo cinematografico supereroistico odierno- appare ormai come un’idea sempre più insinuata tra le logiche e le menti dell’ambito mainstream.

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Un contesto complesso

Un’importanza, quella del film, ulteriormente consolidata dal fatto che si tratta del primo progetto ufficiale firmato da James Gunn nella sua nuova veste di direttore creativo dei DC Studios, una posizione che gli conferisce non solo responsabilità artistiche, ma anche un potere decisionale che imprime un nuovo e fondamentale corso all’intero universo cinematografico DC. Come se le pressioni non fossero di per sé già sufficienti, la pellicola si inserisce all’interno di una stagione cinematografica estiva affollata e strategica, in cui il marchio DC sembra intenzionato a ritagliarsi nuovamente una propria porzione nel mercato che conta.

Un contesto in cui ignorare l’offerta della concorrenza non è un’opzione: a fare compagnia a Superman saranno infatti due veri e propri colossi della settima arte, facendo riferimento da una parte al rilancio – o in forma letterale, la rinascita – dello storico franchise di Jurassic World, già approdato nelle sale negli scorsi giorni, e dall’altro fronte al tanto atteso film Marvel dedicato ai Fantastici Quattro, in uscita il prossimo 23 luglio.

A testimoniare quanto Superman sia già, ancor prima della sua uscita -in programma nelle sale italiane il prossimo 9 luglio- un caso aziendale e cinematografico di primo rilievo, c’è il costante turbine mediatico che lo circonda da settimane: ogni dichiarazione rilasciata da Gunn — particolarmente attivo sui social dove il regista statunitense si mostra in costante dialogo con i fan — diventa oggetto di interpretazioni, dibattiti, speculazioni.

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Le parole di James Gunn

Appare a tal proposito, decisamente significativa l’intervista concessa al Times of London, in cui James Gunn ha scoperto diverse carte relative al suo progetto dedicato all’Uomo d’Acciaio.

Superman è la storia dell’America. Un immigrato arrivato da lontano e che ha popolato il paese, ma per me è soprattutto una storia che dice che la gentilezza umana di base è un valore ed è qualcosa che abbiamo perso.

Sì, è un gioco diverso, ma parla di gentilezza umana, e ovviamente ci saranno degli idioti là fuori che non sono gentili e lo prenderanno come offensivo solo perché parla di gentilezza. Ma che si fottano.

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Il film, quindi, si presenta apertamente come un’opera politica, ma anche e soprattutto morale:

Sì, è una questione di politica. Ma a un altro livello è una questione di moralità. Non si uccide mai, qualunque cosa accada – che è ciò in cui crede Superman – o si ha un certo equilibrio, come crede Lois? Riguarda in realtà la loro relazione e il modo in cui opinioni diverse su convinzioni morali di base possono separare due persone.

Redazione
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