NewsLilo & Stitch: il regista difende il finale

Lilo & Stitch: il regista difende il finale

Il regista del nuovo live-action Lilo & Stitch, Dean Fleischer Camp, difende la sua decisione di cambiare il finale del remake. Egli ha accettato l’enorme compito di adattare l’amato film d’animazione Disney del 2002 per lavorare con attori reali. Così facendo lui e il suo team hanno deciso di cambiare il terzo atto della storia in modo significativo. Nella versione animata infatti, una volta terminata tutta l’azione e l’avventura, Stitch finisce per vivere con Lilo e sua sorella maggiore e tutore legale Nani. Nella nuova versione invece Nani finisce per lasciare la sorella minore con un amato vicino per conseguire una laurea negli Stati Uniti continentali.

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Un certo numero di persone ha criticato il nuovo finale. Alcuni sostengono che la partenza di Nani per la terraferma abbia rovinato il messaggio anticoloniale del film originale e minato lo spirito hawaiano di famiglia e unione.

Lilo & Stitch

Lilo & Stitch: le parole del regista

Camp ha spiegato che crede che una discreta quantità di persone che hanno mosso queste critiche non abbiano effettivamente visto il film, e quindi scrivono cose che sono chiaramente sbagliate, sbagliando i ritmi della storia. Solo vedendolo si capisce il vero intento del film. Ha aggiunto che voleva espandere il significato di ‘ohana’ (parola hawaiana ormai famosa che significa ‘famiglia’ o ‘comunità’) e fondarlo sui valori tradizionali hawaiani del collettivismo, della famiglia allargata e della comunità.

Camp ha raccontato che Chris Sanders (co-creatore del film originale e collaboratore del nuovo), che è hawaiano, ha fatto un’osservazione davvero importante sul film originale all’inizio delle nostre discussioni. Ha infatti spiegato che non ha mai creduto che le due sorelle orfane sarebbero state lasciate a se stesse. Infatti vicini, gruppi parrocchiali, zie e zii, tutte queste persone sarebbero intervenute e avrebbero aiutato. Queste sono le Hawaii che Sanders conosce, nelle quali è cresciuto e che voleva rappresentare.

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Sveva Serra
Sveva Serra
Classe 2004, metà napoletana e metà romana, credo nel potere delle parole e dell'onestà. Il cinema mi insegna sempre qualcosa e io non voglio far altro che imparare.

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