Ben Stiller negli ultimi sette anni non è apparso molto sul grande-schermo. L’attore e regista newyorkese ha avuto qualche ruolo minore e qualche cameo in alcuni progetti, ma si è dedicato soprattutto al mondo seriale. Ha diretto due serie tv: Escape at Dannemora (2018) e Severance (2022 – in corso). Nel 2024 Ben Stiller torna invece a vestire i panni da protagonista e lo fa nella nuova commedia, diretta da Davod Gordon Green, Nutcrackers.
Questo suo ritorno al centro della scena ha indotto una serie di interviste, durante le quali più volte si è voluto ripercorrere la sua carriera. Una domanda che recentemente ha destato attenzione riguarda Tropic Thunder. Più precisamente, se in un mondo, come quello odierno, sia possibile riproporre quel tipo di comicità.
La risposta di Ben Stiller
Ben Stiller ha dato una risposta più che esaustiva. Da essa si deduce, forse tristemente, la malinconia verso libertà espressive troppe volte tacciate di immoralità.
Ecco le sue parole: “Ne dubito. In un contesto come quello odierno, è sicuramente più difficile realizzare commedie così taglienti, e non credo che un progetto del genere avrebbe mai raggiunto la stessa portata, sia in termini artistici che economici. Per quanto riguarda il successo che abbiamo avuto all’epoca, devo dire che siamo stati fortunati. E molto lo devo a Steven Spielberg e alla DreamWorks, che ci hanno creduto. Ha letto la sceneggiatura e ha detto: ‘Facciamolo’. È un film che in un certo senso rimane molto nel profondo, se ci pensi. Ma sì, l’idea di Robert che interpreta un personaggio afroamericano era estremamente rischiosa. Anche all’epoca lo era, senza dubbio. L’unica ragione per cui ci siamo lanciati in questa sfida è che lo scherzo era chiaro: si trattava di una satira sul mondo degli attori che farebbero qualsiasi cosa pur di vincere un premio. Ma oggi, onestamente, non so se avrei avuto il coraggio di farlo, a dirla tutta. Sono sincero.”
